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Frecciarossa sfida Eurostar: l’Italia accelera sotto la Manica

- di: Jole Rosati
 
Frecciarossa sfida Eurostar: l’Italia accelera sotto la Manica
Frecciarossa sfida Eurostar: l’Italia accelera sotto la Manica
Un miliardo di investimenti, alleanze globali e una partita europea che ridisegna l’alta velocità.

Un miliardo di euro per entrare in uno dei corridoi ferroviari più ambiti e complessi d’Europa: quello che attraversa la Manica. Il gruppo ferroviario italiano alza il ritmo e prepara l’ingresso sull’asse Parigi-Londra, storicamente dominato da un solo operatore. L’obiettivo è ambizioso e dichiarato: far viaggiare Frecciarossa sotto il Canale entro la fine del decennio.

Un’alleanza strategica che cambia il gioco

Il cuore dell’operazione è una partnership industriale e finanziaria con un grande fondo statunitense specializzato in viaggi e turismo. Nasce una joint venture che rafforza la presenza in Francia e mette le basi per lo sbarco nel Regno Unito. Il capitale fresco serve a consolidare il secondo posto nel mercato francese dell’alta velocità e ad aprire un fronte completamente nuovo.

Nei corridoi finanziari europei l’operazione viene letta come un segnale chiaro: “L’alta velocità non è più un affare domestico, ma un’arena continentale”.

Francia, il laboratorio della crescita

La Francia è il perno della strategia. Qui l’operatore italiano è attivo dal 2021 e ha progressivamente ampliato rotte e frequenze. Il nuovo piano prevede:

  • almeno 19 nuovi treni in flotta;
  • fino a 28 corse giornaliere sulla Parigi-Lione;
  • un nuovo grande impianto di manutenzione nell’area parigina.

Un’espansione che punta a intercettare sia il traffico business sia quello turistico, sfruttando prezzi dinamici e servizi premium.

La sfida della Manica: tecnica, regole e tempi

Attraversare il tunnel non è solo una questione di concorrenza. I convogli dovranno essere tecnicamente compatibili con standard di sicurezza, alimentazione e segnalamento diversi da quelli italiani. I treni saranno basati su una piattaforma dedicata, progettata specificamente per il collegamento transfrontaliero.

Secondo le attuali proiezioni industriali, i primi collegamenti potrebbero partire dal 2029. Una tempistica che consentirebbe di precedere altri progetti annunciati sul mercato britannico.

Distribuzione globale e viaggiatori internazionali

Un tassello decisivo riguarda la vendita dei biglietti. Il partner americano metterà in campo il proprio network internazionale per rafforzare la distribuzione sui mercati corporate e leisure. Il target è chiaro: intercettare i grandi flussi di viaggiatori d’affari e turismo di fascia medio-alta.

Come osserva un analista del settore trasporti, “senza una macchina commerciale globale, oggi l’alta velocità non regge la competizione internazionale”.

Un piano europeo che va oltre la Manica

L’operazione rientra in un piano industriale 2025-2029 che punta a una crescita estera accelerata. Oltre alla direttrice franco-britannica, sono già in calendario nuovi collegamenti ad alta velocità tra Italia e Germania, con partenze da Milano e Roma verso Monaco di Baviera.

La divisione internazionale conta circa 12 mila addetti e genera ricavi annui intorno ai 3 miliardi di euro, con attività che spaziano dalla Penisola Iberica all’Europa centrale.

La concorrenza corre anche in Italia

Il confronto non si gioca solo all’estero. Dal 2026 il mercato italiano potrebbe vedere l’ingresso diretto dell’alta velocità francese. Il piano prevede 13 collegamenti giornalieri di andata e ritorno su assi strategici come Torino-Venezia e Torino-Napoli.

La partita sugli slot ferroviari ha già acceso lo scontro regolatorio. L’Autorità garante della concorrenza ha aperto un’istruttoria per presunto abuso di posizione dominante. Nel frattempo sono state avanzate soluzioni alternative che prevedono fino a 22 viaggi giornalieri complessivi, anche su tratte diverse.

Un’Europa su rotaia sempre più competitiva

Il risultato è un’Europa che si muove sempre più su binari ad alta velocità, con operatori nazionali trasformati in player multinazionali. La Manica diventa così il simbolo di una nuova fase: meno confini, più concorrenza, investimenti massicci e una sfida tutta giocata su qualità del servizio, prezzo e affidabilità.

Per i passeggeri, la promessa è semplice e potente: “più scelta, più frequenze e un’alta velocità davvero europea”.

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