Un’Europa vivace e brillante, più di umore che di direzione: le Borse chiudono la seduta di oggi 21 gennaio 2026 con un copione fatto di prudenza, fiammate settoriali e un filo di nervosismo geopolitico. Sullo sfondo pesano i timori legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa, ma a tenere in piedi l’intonazione ci pensano gli spunti societari e la rotazione difensiva: oro ancora protagonista e attenzione alta sulle mosse politiche in arrivo da Davos.
Il termometro continentale resta quasi fermo: lo Stoxx Europe 600 chiude sostanzialmente invariato, mentre l’area euro si muove con passo più cauto, con l’Euro Stoxx 50 in lieve calo. Da segnalare il contrasto tra le piazze: Londra e Parigi trovano la strada del segno più, mentre Francoforte e Milano mostrano più fatica.
Ecco la chiusura delle principali Borse europee (variazioni percentuali di seduta):
Milano (FTSE MIB) 44.488,36 (-0,50%)
Parigi (CAC 40) 8.069,17 (+0,08%)
Francoforte (DAX) 24.577,81 (-0,51%)
Londra (FTSE 100) 10.137,00 (+0,10%)
Madrid (IBEX 35) 17.451,40 (+0,13%)
Amsterdam (AEX) 993,94 (+0,28%)
Zurigo (SMI) 13.147,60 (-0,09%)
Stoccolma (OMXS30) 2.988,02 (+0,39%)
Copenaghen (OMXC20) 1.717,15 (-1,56%)
Oslo (OBX) 1.646,61 (+0,40%)
Helsinki (OMX Helsinki 25) 5.796,33 (+0,97%)
Atene (Athens General) 2.228,17 (+0,53%)
Dublino (ISEQ Overall) 12.922,20 (+0,38%)
Lisbona (PSI) 8.460,36 (-0,04%)
Varsavia (WIG20) 3.262,89 (-0,17%)
Praga (PX) 2.670,63 (+0,77%)
Sul tavolo resta l’ingrediente politico che fa da amplificatore: le parole e i segnali in arrivo dal World Economic Forum di Davos sono osservati speciali, perché la narrativa sui dazi rischia di cambiare umore ai listini più velocemente dei dati macro. In mattinata, da Londra e Francoforte è filtrata la cautela di molti gestori: "Dal punto di vista dell’investitore è piuttosto pericoloso concentrarsi troppo su ciò che Trump dice giorno per giorno", è uno dei commenti raccolti sul mercato, insieme all’idea che l’impatto economico potenziale vada pesato con più freddezza che pancia.
Piazza Affari si muove in ordine sparso e conferma un tratto tipico delle sedute “da nervi scoperti”: non è una caduta generalizzata, ma una selezione che premia storie e settori, e punisce dove basta poco per far saltare lo stop. Nel FTSE MIB svettano Tenaris (+3,43%) e Stmicroelectronics (+3,26%), seguite da Amplifon (+2,53%) e Stellantis (+1,94%). In coda pesano Fincantieri (-3,81%) e Hera (-3,28%), poi Unipol (-2,89%) e Recordati (-2,23%).
Nel paniere Mid Cap i migliori di giornata sono Pharmanutra (+3,91%) e Ferretti (+3,35%), con Ariston Holding (+2,69%) e Wiit (+2,52%) a ruota. Tra i peggiori si segnalano Credem (-1,95%) e Rai Way (-1,80%), seguite da Cembre (-1,65%) e Iren (-1,56%).
Sul fronte Small Cap, giornata frizzante per Class Editori (+5,32%) e Seri Industrial (+4,08%); bene anche Trevi Fin Ind (+3,95%) e Unidata (+3,10%). Maglia nera a E.P.H. (-10,00%), poi Beewize (-6,18%) e Ops Ecom (-4,41%).
Sul mercato delle valute l’euro resta in area 1,17 contro dollaro nelle indicazioni ufficiali di riferimento: 1 euro = 1,1728 dollari. Tra le altre parità di riferimento spiccano euro/yen 185,18 e euro/sterlina 0,87220; l’euro vale 0,9268 franchi svizzeri. Numeri che fotografano un quadro di cambi non esplosivo, ma sensibile alle variazioni di “risk appetite”.
Le materie prime tengono il palco con un mix curioso: il petrolio si muove a piccoli passi, mentre il gas continua a far parlare di sé. Il WTI chiude indicativo a 60,48 dollari al barile (+0,20%) e il Brent a 65,06 (+0,22%). Il gas TTF europeo resta tonico: i future segnano un balzo a 39,785 €/MWh (+10,86%). E l’oro continua a brillare da bene rifugio: 4.827,91 (+1,30%).
In area obbligazionaria, lo spread BTP-Bund chiude stabile a 64 punti base, con il rendimento del BTP decennale indicato in area 3,52%. Un equilibrio che dice molto: la volatilità esiste, ma per ora il mercato non sta “prezzando panico” sull’Italia.
E mentre l’Europa archivia la seduta, Wall Street a metà seduta prova a raddrizzare la rotta: l’S&P 500 è in progresso di circa +0,36% e il Dow Jones di +0,47%. Sul tecnologico il tono è più contrastato: i contratti sul Nasdaq 100 restano leggermente negativi (circa -0,17%), segnale che l’appetito per il rischio è tornato, sì, ma con il freno a mano ancora tirato.