• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Pensione di reversibilità 2026: tagli fino al 50% e nuove soglie INPS

- di: Bruno Coletta
 
Pensione di reversibilità 2026: tagli fino al 50% e nuove soglie INPS
Trattamento minimo rivalutato, limiti di reddito aggiornati e casi “salvati”: come cambia l’assegno ai superstiti e quando le decurtazioni non scattano.

 

Nel 2026 la pensione di reversibilità (più correttamente: pensione ai superstiti) entra in una nuova fase di “taratura”: non perché cambino le regole di base, ma perché si aggiornano i numeri che contano davvero, quelli che fanno scattare le riduzioni. Il motivo è tecnico e tutt’altro che irrilevante: l’adeguamento annuale degli importi pensionistici porta con sé il ricalcolo del trattamento minimo, e su quel valore si agganciano le soglie reddituali che determinano i tagli.

Tradotto: chi riceve la reversibilità e, nello stesso tempo, ha altri redditi (da lavoro, da pensione, da fabbricati, ecc.) deve tenere d’occhio tre “gradini”. Se si supera il primo gradino, la quota di reversibilità può essere ridotta del 25%; superato il secondo, la riduzione sale al 40%; oltre il terzo, si arriva al 50%. Non è un taglio “a sorpresa”, ma nel 2026 i confini si spostano e basta poco per cambiare fascia.

Il punto di partenza è la rivalutazione: l’aumento provvisorio legato all’inflazione aggiorna il valore di riferimento e, di conseguenza, anche i limiti di reddito. Per il 2026, il trattamento minimo viene comunemente indicato intorno a 611 euro mensili (base di calcolo che poi, su 13 mensilità, produce la soglia annua). È questa la “misura” da cui derivano le tre soglie chiave: tre volte, quattro volte e cinque volte il minimo annuo.

Eccole, in concreto, con gli importi più citati nelle tabelle 2026: oltre 23.862,15 euro di reddito annuo scatta la prima riduzione; oltre 31.816,20 euro si passa alla seconda; sopra 39.769,25 euro entra la terza fascia, quella del 50%. Attenzione però al dettaglio che spesso si perde per strada: la decurtazione si applica alla quota di pensione ai superstiti, non “mangia” gli altri redditi. In altre parole, non è una tassa: è una riduzione della prestazione.

Qui si innesta la domanda più delicata: chi rischia davvero? In prima fila c’è il coniuge superstite che, oltre alla reversibilità, ha un reddito medio-alto (o una seconda pensione). È il caso tipico di chi continua a lavorare, di chi incassa canoni d’affitto, o di chi somma la reversibilità a un proprio trattamento pensionistico. Non è raro che la “spinta” di un aumento contrattuale o di un piccolo reddito aggiuntivo faccia superare una soglia e cambi la percentuale di riduzione da un anno all’altro.

Per capire l’effetto reale, conviene ragionare con un esempio semplice. Se la quota di reversibilità è pari a 800 euro e il reddito complessivo del beneficiario cade nella fascia del 40%, la prestazione può scendere a 480 euro. È una differenza che, sul bilancio mensile, si sente. Ed è proprio qui che la disciplina introduce due “paracadute”: uno familiare e uno giuridico.

Il paracadute familiare riguarda i nuclei con figli a carico: quando nel nucleo sono presenti figli minori, oppure studenti (nei limiti previsti) o inabili, le soglie di cumulabilità non operano nello stesso modo e, in pratica, le riduzioni possono non applicarsi. È una scelta di politica previdenziale: l’assegno ai superstiti, in presenza di figli, torna a essere considerato soprattutto come tutela del nucleo.

Il paracadute giuridico arriva invece da una svolta della Corte costituzionale. Con una decisione diventata un riferimento nelle istruzioni e nei riepiloghi successivi, la Consulta ha “messo un tetto” alla logica delle decurtazioni: la riduzione non può trasformarsi in un colpo più pesante dei redditi aggiuntivi che la giustificano. In altre parole, se l’extra reddito è limitato, la sforbiciata non può diventare sproporzionata.

«Il punto è evitare che il cumulo si trasformi in una penalizzazione irragionevole» è il senso con cui molti operatori dei patronati hanno letto la stretta costituzionale: il messaggio, per chi riceve la reversibilità, è che le regole esistono ma non devono diventare una tagliola oltre misura.

Resta poi l’altra variabile decisiva: quanto spetta, prima ancora di parlare di tagli. Le percentuali “base” non cambiano e dipendono da chi è beneficiario. Al coniuge spetta in genere il 60% della pensione del dante causa. Se c’è anche un figlio avente diritto, la percentuale complessiva sale all’80%; con due o più figli si arriva al 100%. Se il coniuge non c’è e restano solo i figli, l’aliquota è del 70% per un figlio, 80% per due, 100% per tre o più.

Per genitori, fratelli e sorelle le aliquote sono più contenute (e crescono con il numero dei beneficiari), perché la prestazione è pensata principalmente come protezione del coniuge e dei figli. In ogni caso, il principio non cambia: l’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso e viene determinato applicando l’aliquota alla pensione maturata o già percepita dal defunto.

Il consiglio più utile, nel 2026, è pragmatico: chi teme di essere “sulla soglia” dovrebbe verificare con attenzione cosa rientra nei redditi rilevanti per il cumulo e che cosa no, perché il confine non è sempre intuitivo. Un affitto, un reddito da lavoro occasionale, una pensione integrativa: ogni voce può fare la differenza nel superare (anche di poco) i livelli che attivano il 25%, il 40% o il 50%. E quando una soglia cambia, come accade con l’aggiornamento annuale, anche una situazione “stabile” può spostarsi.

In breve: nel 2026 la reversibilità non cambia pelle, ma cambia “metro”. E quando il metro si aggiorna, la fotografia finale dell’assegno può risultare più alta, uguale o più bassa a seconda del reddito personale e della composizione familiare. Chi ha figli a carico respira; chi somma redditi e prestazioni deve fare i conti con le nuove soglie.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 3 record
21/01/2026
Italia digitale 2025: fibra, consumi record e nuova mappa dei servizi
AGCOM fotografa l’Italia del 2025: boom della fibra, traffico dati mobile in crescita, med...
19/01/2026
Apple chiude l’era iPhone 14 e SE: via dal listino, avanti con l’AI
Apple ritira iPhone 14, 14 Plus e SE 3ª gen dal listino: pesano USB-C e Apple Intelligence...
15/01/2026
Aws, cloud sovrano Ue: Amazon rafforza la sfida su dati e sicurezza senza rinunciare ai servizi
Amazon Web Services apre l’Aws European Sovereign Cloud e alza il livello della competizio...
Trovati 3 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia