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Conti in rosso per GNV: quasi 720 milioni di perdite nel 2024

- di: Bruno Legni
 
Conti in rosso per GNV: quasi 720 milioni di perdite nel 2024
Le svalutazioni dei traghetti ribaltano il risultato della holding di Aponte, che passa dall’utile miliardario al segno meno.

Il 2024 si chiude con un pesante risultato negativo per la galassia armatoriale riconducibile a Gianluigi Aponte (foto). Il bilancio ordinario della holding Shipping Agencies Services (SAS), depositato in Lussemburgo, registra infatti una perdita complessiva di quasi 720 milioni di euro, dopo l’utile di oltre 2,1 miliardi segnato nel 2023.

Un ribaltamento netto, che non nasce da una crisi di liquidità o da un crollo dei ricavi, ma da una scelta contabile precisa: una maxi-operazione di svalutazione degli asset navali, concentrata in particolare su Grandi Navi Veloci (GNV) e sulla controllante italiana Marinvest.

Il nodo delle svalutazioni: oltre 700 milioni in un solo esercizio

Nel dettaglio, dai documenti emerge che nel corso del 2024 SAS ha contabilizzato svalutazioni per circa 505 milioni di euro su GNV e per altri 210 milioni su Marinvest. In totale, oltre 700 milioni di rettifiche di valore che hanno inciso in modo decisivo sul risultato finale.

Una scelta che riflette la revisione delle prospettive economiche di parte della flotta, in un contesto segnato dall’aumento dei costi operativi, dagli investimenti ambientali imposti dalle nuove normative europee e da un mercato dei traghetti ancora lontano dai livelli pre-pandemia.

“Le svalutazioni riflettono valutazioni prudenti sugli asset navali e sulle prospettive di redditività di alcune attività”, si legge nelle note di accompagnamento al bilancio.

Fonte: bilancio SAS 2024, depositato gennaio 2026.

Un gruppo solido, nonostante il rosso

Il dato negativo dell’esercizio convive però con una struttura patrimoniale di grande dimensione. Il gruppo SAS presenta infatti un attivo complessivo superiore ai 15 miliardi di dollari, composto per oltre 11 miliardi da partecipazioni, con una liquidità che cresce anno su anno da circa 926 milioni a oltre 1,2 miliardi di dollari.

Numeri che confermano la solidità finanziaria della holding che sovrintende le attività del gruppo Mediterranean Shipping Company (MSC), basato in Svizzera e leader mondiale nel trasporto container.

GNV resta sotto pressione

Per Grandi Navi Veloci il 2024 si conferma un anno complesso. Oltre alle svalutazioni, la compagnia ha chiuso l’esercizio con una perdita operativa rilevante, aggravata da fermi tecnici, costi energetici elevati e investimenti sulla flotta per l’adeguamento alle normative ambientali.

Secondo analisi di settore pubblicate nel corso del 2025, la compagnia ha beneficiato di ricapitalizzazioni e supporto finanziario da parte degli azionisti, con l’obiettivo di sostenere il piano industriale e accompagnare la fase di rilancio.

“Il 2024 è stato un anno di transizione, con scelte difficili ma necessarie per rafforzare la struttura nel medio periodo”, è il commento raccolto in ambienti vicini alla società.

Fonti: analisi trasporto marittimo, luglio 2025.

Acquisizioni e crescita: la strategia non si ferma

Il rosso di bilancio non ha rallentato la strategia di espansione del gruppo. Nel 2024 SAS ha infatti acquisito il 100% della norvegese Gram Car Carriers, specializzata nel trasporto marittimo di veicoli, rafforzando la presenza nel segmento PCTC.

Nello stesso periodo è stata completata anche l’acquisizione della maggioranza della brasiliana Wilson Sons, operatore storico nei servizi portuali e nei trasporti marittimi, mentre resta in portafoglio la partecipazione nella francese Clasquin, attiva nella logistica e nelle spedizioni internazionali.

Fonti: comunicati societari MSC e stampa economica internazionale, 2024.

Un bilancio che racconta una fase di aggiustamento

Il risultato negativo del 2024 non segnala una crisi strutturale, ma piuttosto una fase di aggiustamento contabile e industriale all’interno di uno dei più grandi gruppi armatoriali al mondo. Le svalutazioni ridisegnano i valori in bilancio, mentre le acquisizioni indicano una strategia di lungo periodo che guarda oltre il singolo esercizio.

Resta ora da capire se il 2025 segnerà l’inversione di tendenza per GNV e il ritorno a risultati più in linea con la forza patrimoniale del gruppo. 

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