I Critics Choice Awards 2026 segnano il primo vero spartiacque della stagione dei premi cinematografici e indicano con chiarezza una direzione: a dominare è il cinema d’autore, sostenuto da interpretazioni forti e da una regia riconoscibile. A conquistare il premio come miglior film è One Battle After Another, diretto da Paul Thomas Anderson, che esce dalla cerimonia di Santa Monica con tre riconoscimenti complessivi e un ruolo da protagonista nella corsa ai Golden Globe e agli Oscar.
Critics Choice Awards 2026, “One Battle After Another” apre la stagione dei premi
La serata, organizzata dalla Critics Choice Association — che riunisce oltre 500 critici cinematografici e giornalisti televisivi — ha assunto quest’anno un peso particolare. Lo spostamento in avanti del calendario, con i Golden Globe previsti solo l’11 gennaio, ha trasformato i Critics Choice in un primo banco di prova capace di orientare le strategie promozionali degli studios e il sentiment dell’industria.
Il film vincitore e la visione di Anderson
“One Battle After Another” racconta la parabola di un rivoluzionario esausto, segnato dal passato e dalla ricerca ossessiva della figlia. Un racconto politico e intimo insieme, che ha convinto la giuria per coerenza narrativa e forza stilistica. Oltre al miglior film, l’opera ha ottenuto i premi per la miglior regia e per la sceneggiatura non originale, consolidando il posizionamento di Anderson come uno degli autori più influenti del cinema contemporaneo. «È il momento migliore che abbia mai vissuto girando un film, e credo che questo si veda», ha detto il regista dal palco, sottolineando il clima creativo che ha accompagnato la produzione.
Miglior attore, Chalamet rompe l’equilibrio
In una delle categorie più competitive, quella del miglior attore, la vittoria è andata a Timothée Chalamet per Marty Supreme. L’attore interpreta un ambizioso giocatore di ping-pong in un film che ha diviso la critica ma che ha premiato la sua capacità di costruire personaggi fuori dagli schemi. Emozionato e misurato, Chalamet ha ringraziato il team e ha dedicato il premio alla compagna Kylie Jenner. Una vittoria che rafforza la sua candidatura nei prossimi appuntamenti e lo riposiziona al centro della stagione dei premi dopo un tour promozionale complesso.
Jessie Buckley e la corsa alla miglior attrice
Sul versante femminile, il riconoscimento come miglior attrice è andato a Jessie Buckley per Hamnet, adattamento cinematografico che ruota attorno alla figura della moglie di William Shakespeare. Buckley, visibilmente commossa, ha accolto il premio come un segnale forte all’inizio di una stagione che potrebbe vederla protagonista anche ai Golden Globe e agli Oscar. La sua interpretazione, intensa e trattenuta, è stata letta come uno dei punti più alti dell’anno sul piano recitativo.
Un termometro per l’industria
Storicamente, i Critics Choice Awards hanno spesso confermato i risultati dei Golden Globe. Quest’anno, però, il calendario invertito rende il voto ancora più significativo: non una conferma, ma un’indicazione preliminare. Il successo di “One Battle After Another” suggerisce una preferenza per opere ambiziose, capaci di coniugare impegno tematico e qualità artistica, in un contesto in cui l’industria cerca nuovi equilibri tra cinema d’autore, grandi produzioni e piattaforme streaming.
Strategie verso Oscar e Golden Globe
Per produttori e distributori, i premi assegnati a Santa Monica rappresentano un asset strategico. Rafforzano la visibilità dei titoli, orientano le campagne “For Your Consideration” e influenzano il posizionamento sui mercati internazionali. In questa prospettiva, il film di Paul Thomas Anderson e le interpretazioni di Chalamet e Buckley escono dai Critics Choice con un vantaggio competitivo. Se il trend verrà confermato nei prossimi appuntamenti, la cerimonia 2026 potrebbe essere ricordata come il momento in cui la stagione dei premi ha preso una direzione chiara, premiando il rischio creativo e la forza delle storie.