Pagamenti da luglio, 54 rate bimestrali e sconti su sanzioni e interessi.
È la sanatoria più lunga e flessibile mai varata finora. La rottamazione quinquies apre ufficialmente una nuova stagione di definizione agevolata dei debiti con il Fisco, consentendo di chiudere vecchie pendenze fiscali e contributive pagando solo il capitale e spalmandolo in un arco temporale che può arrivare fino a nove anni.
Dopo mesi di anticipazioni, il perimetro della misura è ormai definito: riguarda carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e punta a intercettare sia grandi debitori sia chi ha cartelle di importo ridotto, spesso rimaste aperte per anni.
Chi può aderire e chi resta fuori
Il requisito chiave è uno solo, ma decisivo: aver presentato la dichiarazione dei redditi. Chi non risulta in regola con gli obblighi dichiarativi resta automaticamente escluso dalla sanatoria.
Possono invece aderire anche i contribuenti che in passato avevano già usufruito di una rottamazione precedente e sono poi decaduti dal beneficio, a patto che i carichi rientrino nei criteri della quinquies.
Quali debiti rientrano nella sanatoria
La rottamazione quinquies consente di estinguere:
– Debiti fiscali e contributivi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023;
– Cartelle di qualsiasi importo, dalle poche centinaia di euro a cifre ben più consistenti;
– Carichi già oggetto di precedenti definizioni agevolate, se compatibili.
Il vantaggio è netto: si paga esclusivamente la quota capitale, mentre vengono cancellati sanzioni, interessi e aggio.
Multe stradali e tributi locali: cosa è escluso
Attenzione alle esclusioni, che restano rilevanti:
Le multe stradali rientrano nella sanatoria solo se emesse da enti statali, come Polizia Stradale o Carabinieri. Restano fuori, invece, le sanzioni elevate da polizia municipale o locale.
Sono completamente esclusi tutti i tributi locali, tra cui IMU e TARI, che continuano a seguire regole autonome definite dai singoli enti.
Domande entro il 30 aprile
La richiesta di adesione dovrà essere presentata esclusivamente online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Le istruzioni operative e il modulo telematico saranno disponibili sul sito istituzionale entro il 20 gennaio.
Il termine ultimo per inviare la domanda è fissato al 30 aprile.
Un’unica soluzione o maxi-rateizzazione
Al momento della domanda, il contribuente potrà scegliere tra due opzioni:
– Pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026;
– Pagamento rateale fino a un massimo di 54 rate bimestrali, distribuite su 9 anni.
Ogni rata non potrà essere inferiore a 100 euro. Sul piano rateale si applica un tasso di interesse del 3%, sensibilmente più basso rispetto alle ordinarie procedure di riscossione.
Il calendario completo dei pagamenti
Il piano di rateizzazione è scandito da scadenze precise:
– 1ª rata: 31 luglio 2026;
– 2ª rata: 30 settembre 2026;
– 3ª rata: 30 novembre 2026.
Dalla 4ª alla 51ª rata, i pagamenti saranno dovuti il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno, a partire dal 2027.
Le ultime tre rate chiuderanno definitivamente il piano nel 2035: 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio.
Perché conviene davvero
Il cuore della rottamazione quinquies è tutto nel suo impianto: azzerare le componenti accessorie delle cartelle e offrire un orizzonte temporale lungo, sostenibile, pensato per famiglie e imprese ancora in difficoltà.
Come spiegano fonti parlamentari che hanno seguito il dossier nelle ultime settimane, “l’obiettivo è consentire una vera chiusura delle pendenze, senza il rischio di nuove decadenze legate a rate troppo ravvicinate”.
Secondo analisi pubblicate dalla stampa economica nazionale tra dicembre e gennaio, la misura potrebbe intercettare miliardi di euro di crediti difficilmente esigibili, ridando ossigeno anche ai contribuenti più esposti.
Il quadro in sintesi
La rottamazione quinquies non è un semplice bis delle precedenti sanatorie: è una operazione strutturale, pensata per chiudere definitivamente il capitolo delle vecchie cartelle. Chi rientra nei requisiti farebbe bene a segnare la data: 30 aprile. Dopo, la finestra si chiude.