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Al via la Rottamazione-quinquies: come chiudere i debiti

- di: Marta Giannoni
 
Al via la Rottamazione-quinquies: come chiudere i debiti

Via sanzioni e interessi sui carichi in riscossione dal 2000 al 2023: domanda entro il 30 aprile 2026, prima rata il 31 luglio.

La Rottamazione-quinquies entra nella fase operativa e torna a mettere sul tavolo una parola che in Italia fa sempre rumore: pace fiscale. Il principio è semplice: chi ha debiti affidati alla riscossione può chiuderli pagando in modo agevolato, con un taglio netto su una parte dei costi che negli anni fanno lievitare le cartelle.

Il perimetro è ampio: rientrano i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. L’adesione permette di versare il solo debito residuo (la quota “capitale”) più le spese di notifica e le eventuali spese per procedure esecutive. Fuori dal conto restano sanzioni, interessi di mora e aggio, che normalmente sono la parte più dolorosa della riscossione.

In termini di impatto, la misura punta a smuovere un pezzo del gigantesco “magazzino” dei crediti in carico alla riscossione. Le stime tecniche parlano di circa 13 miliardi di debiti interessati, con un gettito atteso nell’ordine di circa 9 miliardi: numeri rilevanti, anche se lontani dalla dimensione complessiva dei crediti iscritti a ruolo.

Il calendario è serrato: la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026, esclusivamente in modalità telematica. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione mette a disposizione procedure sia in area riservata sia in area pubblica, con servizi che aiutano a individuare i carichi effettivamente definibili e a stimare l’importo dovuto in misura agevolata.

La grande leva della quinquies è la rateizzazione lunga: si può pagare in un’unica soluzione oppure diluire l’importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali in 9 anni, con rate di pari importo e un minimo previsto di 100 euro per rata. La scadenza della prima (o unica) rata è fissata al 31 luglio 2026.

Per chi punta al piano lungo, la logica è chiara: rendere sostenibile l’uscita da debiti stratificati nel tempo. Ma la sostenibilità si gioca tutta sulla disciplina dei pagamenti: se si salta il percorso, i benefici si perdono e si torna al regime ordinario, con il rischio di rivedersi addosso la pressione della riscossione.

Un capitolo specifico riguarda le sanzioni amministrative legate alle violazioni del Codice della strada. In questi casi, la definizione agevolata si concentra su ciò che “sta sopra” la sanzione principale: vengono meno gli interessi (comunque denominati, comprese le maggiorazioni) e l’aggio, mentre la parte sanzionatoria resta il punto centrale su cui verificare caso per caso cosa rientra nel carico definibile.

Il dibattito politico, intanto, resta sullo sfondo: l’idea di una rottamazione più larga è stata spinta con forza anche da Matteo Salvini, che nelle settimane di gestazione del provvedimento aveva sostenuto un impianto ancora più esteso, con più rate e un raggio d’azione più ampio. La versione finale, però, è più selettiva e concentrata sui carichi ammessi dalla norma.

“È un’opportunità concreta per chi ha posizioni storiche: si paga il capitale e si tagliano i sovraccosti che negli anni fanno esplodere l’importo”, è il ragionamento che circola tra addetti ai lavori e professionisti del settore tributario.

Un altro nodo è la chiarezza: per evitare errori, la stessa Agenzia delle Entrate-Riscossione ha previsto strumenti informativi e prospetti riepilogativi, così che il contribuente possa vedere in anticipo quali carichi sono effettivamente “rottamabili” e quale sarebbe l’importo agevolato da pagare.

Il messaggio finale è diretto: la quinquies non è una bacchetta magica, ma può essere una vera uscita d’emergenza per chi si porta dietro cartelle accumulate e vuole rientrare in carreggiata con un costo più leggibile e un orizzonte di pagamento lungo. In un Paese dove la riscossione spesso diventa un labirinto, la differenza la farà la capacità di scegliere bene i carichi, stimare la rata e non perdere una scadenza.

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