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Mediobanca alla resa dei conti, il voto che può cambiare tutto

- di: Matteo Borrelli
 
Mediobanca alla resa dei conti, il voto che può cambiare tutto
Mediobanca alla resa dei conti: il voto decisivo del 21 agosto
Il 21 agosto l’OPS su Banca Generali si decide in assemblea: affluenza, astensioni e fondi istituzionali determinano la partita.

(Foto: il Ceo di Mediobanca, Alberto Nagel).

Un’assemblea che può ridisegnare la strategia

Il 21 agosto 2025 Mediobanca vivrà una delle giornate più delicate della sua storia recente: l’assemblea straordinaria dovrà decidere se dare il via libera all’Offerta pubblica di scambio su Banca Generali, un’operazione dal valore di circa 6,3 miliardi di euro che il ceo Alberto Nagel considera cruciale per rafforzare la banca contro l’assalto ostile di Monte dei Paschi di Siena.

Si tratterà di un voto ordinario: per approvare il progetto sarà sufficiente la maggioranza assoluta dei presenti. Ecco perché l’affluenza diventa la variabile chiave.

La sfida dell’affluenza

Le stime indicano che in assemblea sarà presente tra il 75% e il 76% del capitale sociale. Con un livello di partecipazione così alto, per il via libera servirebbe circa il 50,01% dei voti espressi, cioè poco meno del 39% dell’intero capitale.

I blocchi in campo

Sul fronte favorevole, i proxy advisor ISS e Pirc hanno già espresso un parere positivo. ISS ha dichiarato che, nonostante alcune incognite, l’operazione “continua a meritare un voto a favore”, mentre Pirc sottolinea il premio incorporato rispetto al prezzo di mercato di Banca Generali e l’accesso a una piattaforma più ampia e diversificata.

A sostegno di Nagel ci sono diversi fondi istituzionali e hedge fund, che complessivamente detengono circa il 35% del capitale. BlackRock, in particolare, ha aumentato la propria partecipazione dal 3,5% al 5,06% nelle ultime settimane.

Sul fronte opposto, Delfin (19,9%) ha annunciato che si asterrà, mentre Francesco Gaetano Caltagirone (9,9%) ha confermato il voto contrario, denunciando la mancanza di informazioni complete sugli accordi con Generali e definendo l’assemblea “una delega in bianco” al cda.

Tra gli astenuti si contano anche Edizione della famiglia Benetton (2,2%), Cassa Forense (1%), alcuni fondi Amundi (1%) e Anima (0,7%). L’astensione equivale a un voto contrario, perché alza la soglia necessaria per l’approvazione.

Le incognite

Restano da chiarire le posizioni di Unicredit (1,9%) e di alcune casse previdenziali come Enasarco (2,5%), che potrebbero essere attratte dai potenziali benefici sul titolo Mediobanca e decidere di votare a favore. Unipol, con poco più del 2%, prenderà una decisione solo alla vigilia dell’assemblea.

Il ruolo di Generali

Generali, che controlla il 50,2% di Banca Generali, ha ribadito la disponibilità a negoziare i termini dell’OPS e un nuovo accordo di distribuzione nei settori assicurativo e di asset management. L’autorizzazione regolatoria è attesa entro il 18 agosto, in tempo per il voto.

Uno scenario incerto

Se l’affluenza sarà elevata, il peso dei fondi istituzionali e degli investitori internazionali potrebbe diluire l’impatto del blocco degli astenuti e dei contrari, favorendo il sì. Ma un’affluenza più bassa renderebbe il fronte opposto molto più incisivo.

Per Nagel, questa è una scommessa calcolata: la trasformazione di Mediobanca in un player più forte nel wealth management è un passo strategico per difendersi da MPS e mantenere il controllo della governance. Se il 21 agosto l’OPS verrà bocciata, la banca dovrà ridisegnare il proprio futuro, con scenari meno favorevoli e nuovi equilibri di potere a Piazza Affari.

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