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Borse asiatiche in festa con Tokyo, yen giù: Europa attesa in rialzo

- di: Matteo Borrelli
 
Borse asiatiche in festa con Tokyo, yen giù: Europa attesa in rialzo
Rally “AI” e scommesse su elezioni lampo in Giappone: oro record, petrolio su Iran, futures europei in verde.

La seduta asiatica si chiude con un messaggio chiaro: Tokyo trascina, il resto del continente segue a passo sostenuto (con qualche eccezione), mentre il mercato ricalibra in tempo reale tre dossier che si stanno intrecciando come fili elettrici: boom AI, politica giapponese e rischio geopolitico. Sullo sfondo, un tema che agita i desk globali: l’incertezza sul rapporto tra Casa Bianca e banca centrale americana, fattore che sta riportando l’oro al centro della scena.

Il catalizzatore del giorno è arrivato da Tokyo, dove l’azionario ha riaperto in modalità “turbo” con l’idea che la premier Sanae Takaichi possa accelerare verso un voto anticipato, interpretato dagli investitori come un assist a stimoli fiscali e un mix di politiche ancora accomodanti. Il risultato è un doppio record che non passa inosservato: Nikkei e Topix aggiornano i massimi e diventano il poster della giornata.

Chiusure e livelli: tutte le Borse asiatiche (e dintorni)

  • Giappone (Tokyo) — Nikkei 225 53.814,79 (+3,6%); Topix 3.599,31 (+2,4%).
  • Hong Kong — Hang Seng 26.877,01 (+1,0%).
  • Cina — Shanghai Composite 4.163,84 (-0,1% circa); CSI 300 in area massimi a 4 anni (indicazione di mercato).
  • Corea del Sud (Seoul) — Kospi 4.651,67 (+0,6%).
  • Australia (Sydney) — S&P/ASX 200 8.830,60 (+0,8%).
  • Taiwan (Taipei) — Taiex 30.567,29 (+0,92%).
  • India (Mumbai) — Sensex 83.803,86 (-0,09%); Nifty 50 25.766,7 (-0,1%).
  • Singapore — Straits Times Index (STI) 4.787,79 (chiusura indicata da storico giornaliero).
  • Indonesia (Jakarta) — IDX Composite (JCI) 8.931,24 (chiusura giornaliera).
  • Thailandia (Bangkok) — SET Index 1.236,57 (-0,45%).
  • Filippine (Manila) — PSEi in area 6.416 (indicazione di livello giornaliero).
  • Vietnam (Ho Chi Minh City) — VN-Index 1.891,74 (+0,77%).
  • Malesia (Kuala Lumpur) — FBM KLCI: ultime indicazioni mostrano mercato in rialzo in corso di seduta; riferimento più recente 1.695,44 (chiusura precedente citata in cronaca di mercato).

Nota: alcuni livelli “di area” derivano da indicazioni di mercato in tempo reale e/o da serie storiche giornaliere; dove non disponibile la chiusura ufficiale nel momento della rilevazione, viene riportato l’ultimo riferimento affidabile.

Il “fattore Tokyo”: elezioni, yen e (di riflesso) export

La narrativa che ha dominato i desk giapponesi è stata una: “snap election”. L’ipotesi di un voto anticipato (con tempistiche che, nei rumor, scivolano sempre più verso febbraio) viene letta come una spinta a politiche più espansive. E quando il mercato fiuta spesa pubblica, tende a fare due conti molto rapidi: più stimolo significa utili e, spesso, valuta più debole.

Ed eccolo, lo yen: la divisa ha mostrato debolezza marcata, tornando ad alimentare il classico meccanismo che in Giappone funziona come un moltiplicatore. Yen giù vuol dire export su (perché i ricavi in valuta estera “valgono” di più a casa) e quindi indici in accelerazione. Non a caso, in prima fila si sono messi i comparti legati a tecnologia e semiconduttori, ma anche l’auto.

Sul fronte istituzionale, il tono è stato prudente ma fermo. A Tokyo, la linea resta quella della “vigilanza” sui movimenti ritenuti troppo rapidi: un messaggio che, in gergo, equivale a dire “vi stiamo guardando”.

Futures Europa: apertura in lieve rialzo

In Europa l’apertura è vista con un’intonazione positiva, ma senza euforia: i future suggeriscono un avvio in leggero progresso con l’attenzione già proiettata sui prossimi dati macro e sull’umore di Wall Street. Le indicazioni pre-mercato mostrano:

  • Eurostoxx 50 futures +0,3%
  • DAX futures +0,1%
  • FTSE futures sostanzialmente piatto

Il copione è chiaro: l’Europa prova a “prendere” il testimone asiatico, ma lo farà con un occhio al dollaro e uno alla curva americana.

Valute: dollaro incerto, euro su, yuan osservato speciale

Sul mercato FX, la sessione ha avuto un protagonista involontario: il dollaro, che si muove con un passo meno sicuro del solito. Il dollar index si è visto in area 98,94, mentre l’euro ha consolidato in area 1,1665 contro biglietto verde. Sul versante giapponese, il dollaro/yen è tornato a gravitare in area 158,70, con il mercato che pesa il mix tra politica interna e differenziale tassi.

In Asia-Pacifico, l’australiano si è mosso in area 0,6707 contro dollaro, il neozelandese in area 0,5777. Occhi puntati anche sullo yuan offshore: l’USD/CNH è stato indicato in area 6,97, un livello che resta sensibile quando il mercato ragiona su crescita, export e traiettoria delle politiche cinesi.

Materie prime: petrolio su, gas europeo teso, oro da “bene rifugio totale”

L’energia è tornata a far rumore. Il Brent è stato indicato in area 64,11 dollari al barile e il WTI in area 59,75, spinti dalle preoccupazioni su possibili frizioni e ricadute sull’offerta legate alle tensioni in Iran. Il mercato, quando sente la parola “rischio”, tende a pagare un premio: è successo anche oggi.

Sul fronte europeo, il gas resta nervoso: il contratto di riferimento TTF è stato visto in area 29–30 euro/MWh nelle indicazioni di mercato, con meteo, stoccaggi e geopolitica che continuano a muovere i prezzi come un elastico.

E poi c’è l’oro, che si sta comportando da “assicurazione globale”. Dopo aver superato la soglia psicologica dei 4.600 dollari, il metallo giallo è stato visto in area 4.596. In sintesi: quando aumenta l’incertezza, l’oro non chiede permesso. Lo prende e basta.

"L’oro è una copertura di ultima istanza contro paura e incertezza: è un bene rifugio, non è ‘deprezzabile’ e non è la passività di nessuno" — commento di mercato attribuito a uno strategist del settore precious metals (Londra, 13 gennaio 2026).

Sui metalli industriali, il rame resta osservato speciale dopo la corsa degli ultimi giorni: quando l’AI e l’elettrificazione entrano nella stessa frase, i mercati tendono a fare la stessa cosa… alzare l’asticella.

Il filo rosso: AI, banche USA e il test dell’inflazione

Il tema “AI” continua a funzionare da benzina: semiconduttori, apparecchiature e catena tecnologica restano nel mirino dei flussi globali. Ma l’agenda non finisce in Asia: il mercato guarda anche all’avvio della stagione delle trimestrali americane, con le grandi banche in prima linea, e a un passaggio macro che spesso cambia l’umore di giornata: l’inflazione USA.

È qui che i mercati incrociano le dita: se i dati confermano un percorso “gestibile”, l’azionario tende a respirare; se invece riemerge pressione, tornano volatilità e rotazioni settoriali. Nel frattempo, la combinazione tra politica, tassi e percezione di indipendenza delle istituzioni sta già lasciando impronte chiare su dollaro e oro.

Il quadro: Asia brillante con Tokyo superstar, yen debole e oro record. Europa attesa con un avvio moderatamente positivo via futures, mentre energia e geopolitica continuano a dettare il prezzo del rischio. 

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