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Intesa Sanpaolo, siglato un protocollo con la Zes Sardegna per il rilancio degli investimenti sull’Isola

- di: Barbara Leone
 
Intesa Sanpaolo, siglato un protocollo con la Zes Sardegna per il rilancio degli investimenti sull’Isola
Cinque miliardi di euro per favorire gli insediamenti produttivi nelle zone economiche speciali meridionali. E’ questa l’ultima iniziativa targata Intesa Sanpaolo, che ha siglato un accordo con il Commissario straordinario della Zona economica speciale Sardegna, Aldo Cadau, per favorire lo sviluppo del territorio e dell’economia a esso collegata. Dal 2017 il Gruppo partecipa attivamente alla promozione delle Zes meridionali siglando accordi di collaborazione con le Autorità di Sistema portuale (Puglia, Trieste e Venezia) e con i Commissari straordinari delle Zes (Calabria, Campania, Sicilia, Abruzzo).

Intesa Sanpaolo, siglato un protocollo con la Zes Sardegna per il rilancio degli investimenti sull’Isola

Di recente ha rafforzato il plafond disponibile portandolo a 5 miliardi di euro, ed è in procinto di promuovere missioni all’estero con lo scopo di coinvolgere gli investitori internazionali. Il protocollo tra Intesa Sanpaolo e Zes Sardegna è stato presentato oggi nella sala convegni del terminal molo Ichnusa, in collaborazione con l’Autorità di Sistema portuale del mare di Sardegna (Adsp). Durante l’evento ha avuto spazio un dibattito pubblico sul valore strategico dell’economia marittima in Sardegna, sulla base delle evidenze economiche elaborate da Srm (centro studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo). Il Pnrr prevede 170 milioni di euro per il sistema portuale sardo e 28 milioni per il progetto “green port”, che ha l’importante obiettivo di rendere le attività portuali sostenibili e compatibili con i contesti urbani portuali. Le Zes sono fondamentali nella sinergia tra il sistema logistico-portuale e l’industria manifatturiera e per favorire nuovi investimenti attraverso incentivi fiscali e amministrativi.

Secondo le stime, possono impattare in modo importante su alcuni indicatori economici, incrementando per esempio il traffico portuale fino all’8-9% annuo e l’export del 4%. Tema chiave è accompagnare le aziende nel cogliere tali opportunità. Il protocollo tra Commissario straordinario e Intesa Sanpaolo ha come obiettivi il supporto agli investimenti sostenibili delle piccole e medie imprese operanti nella Zes regionale, attività di reshoring, programmi di sviluppo imprenditoriale singoli e di filiera, corsi di formazione dedicati al management delle aziende attive nell’area, iniziative a elevato impatto economico e sociale che possano attrarre investitori. La Banca mette inoltre a disposizione degli imprenditori un desk specializzato, che offre supporto per l’ottimizzazione dei business plan e Incent Now, la piattaforma digitale frutto della collaborazione con Deloitte, che permette alle imprese clienti di avere informazioni relative alle misure e ai bandi resi pubblici da enti istituzionali nazionali ed europei nell’ambito del Pnrr. Per le imprese che investiranno all’interno di Zes e Zls è prevista infine una linea di finanziamento ad hoc.

“Rafforzare il tessuto imprenditoriale dell’Isola significa anzitutto lavorare per costruire sinergie virtuose fra aziende, territori, distretti produttivi, istituti di credito, ma significa anche aprire il sistema economico ai più grandi player internazionali, attraendo nuovi investimenti per la crescita e lo sviluppo della Sardegna - ha affermato Aldo Cadau, Commissario Zes Sardegna -. La Zona economica speciale rappresenta in questo senso uno strumento di valorizzazione e promozione dell’Isola e delle sue energie economiche. Intesa Sanpaolo significa dunque un’alleanza di valore per la Zes, un’alleanza indirizzata al rafforzamento del sistema d’impresa sardo e al miglioramento delle condizioni infrastrutturali del territorio. Ancora una volta, quindi, un’opportunità di sviluppo, innovazione e rete”.

Soddisfatto anche Massimo Deiana, Presidente Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna: “Ribadiamo con convinzione il ruolo strategico delle Zes nella stimolazione dei traffici portuali e di, conseguenza, nello sviluppo di tutte le attività operative legate al cluster, compresi i futuri insediamenti produttivi con fiscalità agevolata nelle aree demaniali, sulle quali l’Adsp, con la sua governance di respiro sistemico, svolgerà con maggiore incisività e vigore il ruolo di catalizzatore di intrapresa. Se poi allarghiamo l’orizzonte all’unica e irripetibile spinta derivante dai fondi Pnrr destinati alla portualità, sono certo che per gli scali della Sardegna si prospetta nuova stagione di sviluppo senza precedenti ed il superamento di quelle criticità ormai storiche, una tra tutte quella relativa al compendio contenitori del Porto Canale, che è e rimane la madre di tutte le battaglie”.

Stefano Cappellari, Direttore regionale Intesa Sanpaolo, ha invece sottolineato come “il ruolo della Banca non è solo finanziare le imprese che vorranno investire ma soprattutto rendere le aziende consapevoli delle opportunità disponibili, quelle sarde in primo luogo, ma anche altri potenziali investitori. Similmente a quanto già avvenuto con i primi bandi del Pnrr destinati ad altri settori, dove 143 progetti di clienti Intesa Sanpaolo in Sardegna si sono già aggiudicati 24 milioni di euro attraverso la nostra piattaforma Incent Now. Questo accordo - ha aggiunto - va nella direzione di riattivare gli investimenti produttivi in Sardegna facendo leva su alcune contingenze particolarmente favorevoli. Il contesto geopolitico ha infatti determinato uno spostamento delle rotte marittime globali e l’Isola può riconquistarsi un ruolo centrale nel Mediterraneo. La presenza della Zes fa sì che economia portuale e dell’entroterra possano sviluppare sinergie durevoli, cogliendo l’opportunità unica del Pnrr”.

Secondo l’approfondimento curato da Massimo Deandreis, Direttore generale di Srm e dall’economista di Srm Alessandro Panaro, il valore aggiunto generato dall’economia del mare in Sardegna è pari a 1,5 miliardi di euro e gli occupati sono 39mila unità. L’import-export dell’Isola, assolutamente dipendente dal mare che ne veicola il 97% del totale, nei primi 9 mesi del 2022 è stato pari a 14,6 miliardi di euro (+78% rispetto al 2021). Il traffico energetico, in particolare il petrolio (greggio/raffinato) è la principale categoria di merce scambiata, con una quota del 90% sul totale (12,7 miliardi di euro); seguono minerali metalliferi con il 3% e i prodotti chimici con il 2%. Nel 2022 i porti dell’Autorità di Sistema del Mare di Sardegna (Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portovesme, Santa Teresa, Arbatax) hanno movimentato quasi 44 milioni di tonnellate di merce, in linea con il 2021 (-0,4%), ma ancora non sono stati recuperati i livelli pre-Covid (-5% rispetto al 2019). La principale categoria di merci movimentata sono le “rinfuse liquide”, che con 26 milioni di tonnellate rappresentano il 59% del totale cargo gestito (+1,2% sul 2021). Altro traffico di eccellenza del porto è il RO-RO (Roll-on, Roll-off), traffico di navi che trasportano automezzi gommati, che nel 2022 è ammontato a circa 12 milioni di tonnellate (-12,3% sul 2021, ma +9% sul 2019). I numeri più significativi in termini di crescita di traffico passeggeri riguardano i passeggeri di linea, che con un totale di oltre 6,6 milioni registrano un aumento del 21,6% sul 2021 e dell’8% sul 2019. Il comparto delle crociere ha movimentato circa 221 mila passeggeri, facendo registrare un incremento pari al 249% sul 2021. Il confronto con il 2019 esprime invece ancora una variazione negativa del -52%. I porti dell’Isola marciano, comunque, verso la direzione giusta. Il Pnrr ha assegnato alla Zes Sardegna 10 milioni di euro per i collegamenti infrastrutturali. A livello più generale, per le ZES è stata importante la nuova proroga prevista dalla Legge di Bilancio per il 2023, che consentirà di accedere al credito d'imposta per un ulteriore anno (dal 31 dicembre 2022 al 31 dicembre 2023). La medesima Legge ha inoltre assegnato risorse per 65,2 milioni. Le Zes rappresentano uno strumento che, secondo le stime, può impattare in modo importante su alcuni indicatori economici: può far crescere l’export fino al 4% del totale annuo; può far crescere il traffico portuale fino all’8-9% annuo; può moltiplicare gli investimenti pubblici con un coefficiente di 1 a 2 (ogni euro investito dal pubblico se ne aggiungono ulteriori 2 provenienti da privati). Per la Sardegna, grazie ai porti, si aprono nuove opportunità di business con un servizio di bunkeraggio che risponda alle nuove esigenze. I porti del Nord Europa si stanno già attrezzando e grandi realtà portuali, come Singapore o Malta nel Mediterraneo, hanno fatto del bunkering un fattore chiave di successo e di attrazione dei traffici navali. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, in accordo con la società Saras, ha avviato il servizio di bunkeraggio navale a settembre 2019. Il Pnrr evidenzia 170 milioni di euro destinati al sistema portuale della Sardegna. Per il progetto Green Port l’Adsp del Mare di Sardegna è assegnataria di 28 milioni di euro. Il progetto ha l’obiettivo di rendere le attività portuali sostenibili e compatibili con i contesti urbani portuali attraverso il finanziamento di interventi volti all’efficientamento e alla riduzione dei consumi energetici delle strutture e delle attività portuali. L’obiettivo principale della misura è ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali attraverso interventi finalizzati all’efficienza energetica e alla promozione dell’uso dell’energia rinnovabile nei porti. L’Adsp è altresì interessata da 7 importanti importanti inerenti il cold ironing (elettrificazione delle banchine) per un totale di oltre 70 milioni di euro, che contribuiranno ulteriormente a disegnare un porto più sostenibile e in linea con i parametri fissati dall’Ue.
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