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Contante, il passo indietro di FdI: resta il limite dei 5mila euro

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Contante, il passo indietro di FdI: resta il limite dei 5mila euro
Alla fine, il dossier sul contante torna nel cassetto. Fratelli d’Italia ha ritirato l’emendamento, a prima firma Gelmetti, che avrebbe modificato l’attuale disciplina sui pagamenti in denaro contante. La proposta, che introduceva una soglia fino a 10mila euro, non proseguirà il suo iter e lascia invariato il quadro normativo: il tetto resta fermo a 5.000 euro.

Contante, il passo indietro di FdI: resta il limite dei 5mila euro

L’emendamento stabiliva che dal 1° gennaio 2026 fosse possibile effettuare pagamenti cash per importi superiori all’attuale limite, ma solo entro la soglia dei 10.000 euro e a fronte del pagamento di una imposta speciale di bollo pari a 500 euro per ogni operazione compresa tra 5.001 e 10.000 euro. Una soluzione che, nelle intenzioni dei proponenti, avrebbe consentito di ampliare l’utilizzo del contante introducendo al tempo stesso un meccanismo di compensazione fiscale.

Un innalzamento “condizionato”

Non si trattava di una liberalizzazione piena del contante. La proposta puntava piuttosto a un innalzamento condizionato del tetto, lasciando intatti i presìdi di controllo attraverso un costo fisso applicato alle transazioni di importo più elevato. In questo modo, l’uso del cash sarebbe rimasto consentito, ma scoraggiato per operazioni rilevanti, anche in chiave di contrasto all’evasione.

Il ritorno allo status quo

Con il ritiro dell’emendamento, nulla cambia rispetto alle regole in vigore. In Italia è consentito pagare in contanti fino a 5.000 euro; oltre questa soglia scatta l’obbligo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili, come carte di credito o debito, bonifici bancari o altri mezzi elettronici. Il limite resta dunque quello fissato dall’attuale normativa.

Un tema ricorrente nel dibattito politico

Il tetto al contante continua a essere uno dei temi più ricorrenti nel confronto politico ed economico. Negli ultimi anni la soglia è stata più volte modificata, salendo e scendendo a seconda delle maggioranze e degli orientamenti in materia di lotta all’evasione e di libertà nei pagamenti. L’emendamento FdI si inseriva in questo solco, ma il ritiro segnala una frenata sul fronte di una nuova revisione.

Le ragioni dello stop

Il passo indietro congela il dibattito parlamentare e rinvia ogni possibile intervento a una fase successiva. Al momento, quindi, non è previsto alcun innalzamento del limite al contante, né l’introduzione della tassa sui pagamenti cash sopra i 5mila euro. La linea resta quella attuale, fondata sull’obbligo di tracciabilità per le operazioni di importo più elevato.

Il quadro normativo resta invariato

In assenza di modifiche, il sistema dei pagamenti continua a poggiare su un equilibrio che privilegia gli strumenti elettronici oltre una certa soglia, mantenendo il contante entro limiti definiti. Un assetto che, almeno per ora, non cambia, nonostante le ipotesi di riforma tornino ciclicamente al centro del dibattito politico.
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