Nel 2024 ricavi in crescita solo del 3%, si riduce il gap tra discount e supermercati tradizionali.
Dopo due anni segnati dall’inflazione galoppante, che aveva gonfiato i bilanci della grande distribuzione, nel 2024 il rallentamento dei prezzi si riflette direttamente sui ricavi. È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Area Studi Mediobanca, che fotografa un settore in trasformazione: da un lato una crescita contenuta (+3%), dall’altro investimenti in aumento (+18,7% nel biennio) e un mercato sempre più orientato verso la razionalizzazione della rete.
Il freno dell’inflazione e il ritorno alla normalità
Nel 2024, il fatturato aggregato della grande distribuzione organizzata a prevalenza alimentare ha raggiunto quota 112,88 miliardi di euro (IVA esclusa), contro i 109,6 miliardi del 2023. Il +3% rappresenta un rallentamento netto rispetto ai picchi del 7,6% e 7,7% registrati nel biennio precedente, quando l’inflazione aveva drogato i numeri senza necessariamente riflettere una crescita reale nei volumi.
“Il rallentamento era atteso, ma la grande distribuzione ha saputo reagire con strategie di consolidamento e investimenti mirati”, ha dichiarato Francesco Avanzini, direttore generale di Conad, durante la presentazione del report Mediobanca Milano.
Conad e Coop, duello al vertice
Continua serrata la competizione tra Conad e Coop per la leadership nel comparto. Nel 2023, la cooperativa Pac 2000A (gruppo Conad) si è confermata in vetta con 4,63 miliardi di ricavi, seguita da Coop Alleanza 3.0 a 4,12 miliardi. Al terzo posto Conad Nord Ovest (3,1 miliardi), tallonata da Unicoop Firenze (2,96 miliardi). Il duello tra i due consorzi, di imprenditori nel caso di Conad e di consumatori per Coop, rimane uno dei fattori più dinamici del settore.
Domenico Brisigotti, direttore generale di Coop Italia, ha sottolineato: “La sfida non è solo sui numeri, ma sulla capacità di innovare nel rapporto con il consumatore”.
Discount in rimonta, si chiude il divario
Uno dei dati più rilevanti è la riduzione della distanza tra i discount e le catene tradizionali. Dal 2022, i primi hanno fatto segnare una crescita del 9,2%, mentre i secondi si sono fermati al 7,3%. Lidl e Selex tra i protagonisti: “Il nostro modello combina convenienza e prossimità, due parole chiave per il cliente del 2025”, ha detto Massimiliano Silvestri, presidente di Lidl Italia.
Daniele Tasca, direttore generale Selex, ha aggiunto: “Il nostro sforzo è rivolto all’efficientamento della rete e all’uso strategico dei dati per migliorare l’offerta”.
Struttura proprietaria: resta forte l’impronta famigliare
L’85,4% delle aziende del comparto è ancora a controllo famigliare, con tre amministratori su quattro anche azionisti. Tuttavia, si registrano segnali di cambiamento: l’età media degli amministratori è scesa di 3,8 anni, mentre la presenza femminile nei consigli d’amministrazione è salita dal 16,7% al 19,9%. Un progresso lento ma significativo.
Laura Gabrielli, presidente dei Magazzini Gabrielli, ha commentato: “Stiamo lavorando per un cambio generazionale consapevole e per valorizzare il talento femminile, anche nei ruoli apicali”.
Investimenti e lavoro: il contratto fa crescere i costi
Nel quinquennio 2019-2024 il costo del lavoro ha rappresentato mediamente il 9,8% del fatturato. Il 2024 ha visto un lieve incremento (+0,2%) legato al rinnovo del contratto nazionale. La tenuta dei margini, tornati ai livelli massimi dal 2019, è stata possibile grazie a una gestione attenta e a investimenti selettivi, soprattutto nella digitalizzazione dei processi e nella logistica.
Uno sguardo al futuro: consolidamento e sostenibilità
Giangiacomo Ibba, amministratore delegato di Crai Secom, ha messo in luce un nodo cruciale: “La rete resta troppo frammentata. Per competere davvero servono sinergie, investimenti e una visione di lungo termine”. Anche Giovanni Arena, presidente di VéGé, ha insistito sulla necessità di rafforzare l’identità delle insegne in un mercato che cambia rapidamente.
Segnali di vitalità
Il 2024 ha segnato una battuta d’arresto nella crescita della GDO, ma i segnali di vitalità non mancano. La sfida per il futuro sarà trovare l’equilibrio tra consolidamento e prossimità, tra investimenti e sostenibilità, tra prezzo e valore. Conad, Coop, Lidl e le altre insegne si giocano oggi la fedeltà del consumatore di domani.