I mercati europei aprono aprile con un rimbalzo deciso, sostenuti da un’ondata di ottimismo sulle prospettive economiche e dalla tenuta dello scenario macro. A Piazza Affari il Ftse Mib chiude in rialzo dell’1,33% a 38.557 punti, con acquisti diffusi su banche e industriali. Ma lo scenario globale è tutt’altro che rassicurante: negli Stati Uniti cresce la tensione in attesa del “Liberation Day” annunciato da Donald Trump per il 2 aprile, giorno in cui la Casa Bianca dovrebbe lanciare un nuovo pacchetto di dazi che rischia di riaccendere una guerra commerciale su scala globale.
Piazza Affari in rally, volano Leonardo e Unipol
A Milano si mettono in evidenza Leonardo (+2,39%), sostenuta dal rinnovato interesse degli investitori istituzionali, e Unipol (+2,11%), dopo il rialzo del target price deciso da Equita. Bene anche Ferrari (+1,89%) e Banca Mps (+2,03%), che consolida il trend positivo. Giù invece Pirelli (-1,06%) e Italgas (-0,98%), in una giornata in cui prevalgono gli acquisti. Sul segmento Mid Cap brilla Alerion Clean Power con un balzo del 6,07%, seguita da ENAV (+3,62%) e Danieli (+3,37%). In coda Maire Tecnimont (-5,21%) e GVS (-1,97%).
Tutte in verde le Borse europee
Il rialzo non riguarda solo Milano. Francoforte guadagna l’1,11%, Parigi lo 0,70%, Madrid lo 0,7%, mentre Londra si muove più cauta con un +0,32%. L’Euro Stoxx 50 chiude in progresso dello 0,9%, beneficiando anche dell’attenuarsi della pressione sui titoli di Stato della periferia europea.
Spread giù, euro stabile
Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi scende a 107 punti base (-2), con il rendimento del decennale italiano al 3,71%. L’euro resta stabile a quota 1,0813 contro il dollaro. Segnale che il mercato guarda con favore alla stabilità politica in Europa, in contrasto con le tensioni oltreoceano.
L’oro ai massimi storici, cresce la paura
Mentre l’azionario europeo festeggia, i segnali dai mercati delle materie prime raccontano una storia diversa. L’oro supera i 3.148 dollari l’oncia, nuovo record storico. Segno che gli investitori stanno accumulando asset rifugio in vista di nuove turbolenze. Il petrolio WTI è in lieve rialzo a 71,64 dollari al barile (+0,22%), mentre il Brent si attesta a 74,94 dollari (+0,23%).
Wall Street incerta: si attende la mossa di Trump
Fino a questo momento, Wall Street mostra segnali contrastanti: l’S&P 500 è in calo dello 0,2%, il Dow Jones perde oltre 220 punti, mentre il Nasdaq si mantiene appena sopra la parità (+0,1%). Gli occhi sono puntati sul discorso atteso per domani del presidente Donald Trump, che ha annunciato via social un “Liberation Day” per l’economia americana: attesa la reintroduzione di dazi pesanti su merci cinesi, messicane e persino europee.
Tony Sycamore, analista di IG, ha dichiarato a Reuters: “È possibile che il rimbalzo degli indici USA sia legato a flussi tecnici di fine trimestre e a coperture corte in vista del Liberation Day. Ma la tensione resta altissima”.
Un aprile ad alta volatilità
L’avvio del nuovo trimestre conferma che l’incertezza geopolitica è tornata a dominare le dinamiche di mercato. I trader temono che la nuova ondata di dazi possa riaccendere tensioni inflazionistiche e indebolire la crescita globale. L’Europa, per ora, brinda a un momento di calma apparente. Ma il rischio che domani arrivi un colpo di coda da Washington è tutt’altro che trascurabile.