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Format Research: weekly outlook del 21 febbraio 2023

 
Crisi e Policrisi

Pandemia, guerra, crisi del commercio globale, crisi energetica, disastri ambientali con eventi sempre più estremi, inflazione. Alcuni sostengono che l’attuale sia un periodo storico-economico caratterizzato da una “policrisi”, neologismo controverso che, più che descrivere qualcosa di nuovo, sintetizza il sommarsi di eventi, di crisi globali, che interagiscono tra loro in maniera tale che l’insieme delle parti è più opprimente della loro semplice somma. In realtà, nella sua storia, l’umanità ha già vissuto momenti così difficili, il che non ci porta certo a sottovalutare l’attuale, nel quale, il proliferare di situazioni difficili, sta stressando le economie.

L’economia italiana si avvia ad evitare la recessione

In questo contesto, l’Italia, lo abbiamo visto anche nelle settimane scorse, sta reagendo in modo inaspettatamente buono. Il Centro Studi di Confindustria, sabato scorso, nella sua Congiuntura Flash, ha tracciato un quadro della situazione del nostro Paese inserito nel contesto mondiale, scrivendo queste parole: L’economia italiana si avvia ad evitare la recessione anche nel 1° trimestre del 2023. Nelle previsioni dei diversi analisti per il 2023, il PIL italiano va meglio dell’atteso. Il prezzo dell’energia è sceso, quello dei metalli risale, ma c’è meno inflazione e quindi si intravede la svolta per i tassi. L’Italia si dimostra molto resiliente, con l’industria che migliora, anche se non le costruzioni, e i servizi in crescita. Tengono i consumi delle famiglie, gli investimenti sono in ripresa, ci sono più occupati ma anche più scarsità di manodopera. L’export è in frenata, tra un’Eurozona con una ripresa diseguale e gli USA in cui la crescita è senza industria.

Il contrasto della BCE all’inflazione

I prezzi iniziano a scendere generalmente in tutta Europa e la Banca Centrale Europea continua nella sua missione di normalizzazione dell’inflazione e, nel suo ultimo Bollettino Economico, scrive che il Consiglio direttivo continuerà ad aumentare i tassi di interesse in misura significativa a un ritmo costante e a mantenerli su livelli sufficientemente restrittivi da assicurare un ritorno tempestivo dell’inflazione al suo obiettivo del 2 per cento. Isabel Schnabel , membro del comitato esecutivo della BCE, in una intervista a Blooberg, è stata chiara: “Siamo ancora lontani dal rivendicare la vittoria sull’inflazione. Un ampio processo di disinflazione non è nemmeno iniziato nell’area dell’euro”. Fabio Panetta, anche lui membro del Comitato esecutivo della BCE, in occasione dell’evento organizzato dal Centre for European Reform, ha mostrato un punto vista elastico riflettendo sul rischio una restrizione eccessiva alle condizioni monetarie: “Dobbiamo procedere con gradualità, al fine di evitare costi eccessivi per l’economia reale. Questo non significa che non agiremo con decisione nella nostra lotta all’inflazione. Significa che ci muoveremo con decisione nella giusta direzione. Non dobbiamo guidare come un pazzo a fari spenti nella notte”. Citando il grande Lucio Battisti.

Regna ancora l’incertezza

È ancora l’incertezza ad incombere sulla nostra economia. Ai segnali positivi sul versante della produzione industriale si contrappongono le difficoltà delle famiglie italiane, il cui potere d’acquisto è stato rosicchiato da un’inflazione ancora sostenuta, e che stentano a proseguire nel percorso di recupero dei consumi. È quanto sostiene l’Ufficio Studi di Confcommercio, il cui direttore Mariano Bella ha dichiarato: “il rallentamento delle dinamiche inflazionistiche appare ancora limitato e non contiene granché l’erosione del potere d’acquisto di redditi correnti e ricchezza liquida, solo in parte compensata dall’importante intervento pubblico. Tutto questo alimenta le aspettative di un nuovo piccolo ripiegamento della crescita nei primi mesi dell’anno in corso”.

Librerie a Roma, dati anche su fonte Format Research

Circa il 20% dei romani visitano le librerie e acquistano libri, il che dona un po’ di ottimismo per il futuro delle librerie indipendenti. Ci sono diverse ragioni per questo, incluso il crescente numero di lettori negli ultimi due anni, anche tra i giovani. A Roma, ci sono oltre l’11% delle librerie indipendenti italiane, con un totale di 349 punti vendita che salgono a 436 se si considera l’intera regione. Queste librerie impiegano oltre mille persone e stanno lentamente recuperando dagli anni di bassi incassi e scarsi consumi.
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