Vodafone: "Digitalizzazione e connettività 5G, per l'Europa opportunità da 1000 miliardi di euro"

- di: Barbara Bizzarri
 

Il nuovo report pubblicato da Vodafone, Why Telecoms Matters, dimostra come la connettività di prossima generazione e la digitalizzazione dell'industria possano svolgere un ruolo cruciale per la competitività europea. L’analisi afferma che la competitività dovrebbe essere una priorità per l’Europa e tutti i suoi Stati membri, e dimostra come la digitalizzazione guidata dalle nuove tecnologie 5G rappresenti un'opportunità da mille miliardi di euro per l’Europa per stimolare l'innovazione, aumentare l'efficienza industriale e migliorare i servizi pubblici. Questa enorme opportunità si basa sul potenziale dell’Internet industriale, che integra le macchine con sensori in rete, software, intelligenza artificiale e cloud, grazie alle reti 5G Standalone. La digitalizzazione dell'industria grazie alla connettività 5G avanzata può rappresentare la "quarta ondata" della rivoluzione industriale con un valore stimato di 2.000 miliardi di dollari all'anno per il solo settore manifatturiero.

Vodafone: "Digitalizzazione e connettività 5G, per l'Europa opportunità da 1000 miliardi di euro"

Tuttavia, secondo quanto evidenzia Why Telecoms Matters, l’Europa è ancora lontana dal raggiungere gli obiettivi del Decennio digitale 5G, mentre si sta aprendo un allarmante divario di connettività tra l’Europa e gli altri Paesi, che potrebbe esporre i cittadini, le imprese e la società dell’UE a rischio di un ulteriore declino economico. Da cui l’importanza di facilitare investimenti per le infrastrutture 5G, per non lasciare l'Europa di fronte a un vuoto di finanziamenti di svariati miliardi di euro, aumentando il vantaggio di Stati Uniti e Cina in aree di crescita come l'intelligenza artificiale e la sicurezza informatica.

Il rapporto di Vodafone analizza la crescita dell'Europa e mostra come la connettività e la digitalizzazione possano rivoluzionare la produttività dell'Europa e l'economia nel suo complesso. La ricerca quantifica questa opportunità in un aumento del 10% del punteggio dell'Indice di Economia e Società Digitale (DESI) di uno Stato membro che comporterebbe a sua volta un aumento del PIL pro capite dello 0,65%. Significa che se tutti gli Stati membri dell'UE raggiungessero un punteggio DESI pari a 90 entro il 2027, il PIL pro capite in tutta l'UE sarebbe più alto del 7,2%, con un aumento del PIL dell'Unione Europea di oltre mille miliardi di euro.

L’indagine lancia anche un allarme proprio su quanto la competitività dell’Europa e la sua futura sostenibilità siano a rischio a causa della scarsità del livello di digitalizzazione del Continente. Il Decennio Digitale della Commissione europea dello scorso settembre segnalava che “mentre la copertura 5G della popolazione si attesta all'81%, la diffusione delle reti 5G stand-alone ad alta performance è in ritardo. Il 5G è ancora al di sotto della qualità per quanto riguarda le aspettative degli utenti finali e le esigenze dell'industria, così come nell'affrontare il divario tra aree rurali e urbane”.

Il più recente rapporto di Ericsson mostra il netto divario tra la copertura 5GSA e Advanced 5G dell'Europa e quella di Stati Uniti, Cina e altri concorrenti globali che si ripercuote anche su altre tecnologie che si basano sulla connettività avanzata. Ad esempio, l'UE è in ritardo su Stati Uniti e Cina in materia di intelligenza artificiale: il 73% dei modelli di grandi dimensioni viene sviluppato negli Stati Uniti e un altro 15% in Cina, mentre nessun Paese dell'UE ha ancora sviluppato un paragonabile sistema di intelligenza artificiale.

Le reti 5G forniscono la latenza e la qualità necessaria anche per la crescita dell’IoT e sono necessarie per la sua scalabilità potendo supportare 1 milione di dispositivi per chilometro quadrato, rispetto ai soli 2.000 del 4G LTE. Il numero di dispositivi IoT a livello mondiale quasi raddoppierà da 15,1 miliardi nel 2020 a oltre 29 miliardi nel 2030, per un valore compreso tra 5,5 e 12,6 trilioni di dollari a livello globale entro il 2030, con le fabbriche che rappresentano la percentuale più alta del valore economico potenziale. Questo numero sempre crescente di dispositivi connessi a sua volta genererà una quantità esponenzialmente maggiore di dati all'interno e tra i vari settori dell'economia, da cui si possono ricavare informazioni con l’AI basata sul cloud.

Man mano che le industrie e la società diventano sempre più digitali, si sta assistendo a una crescente richiesta di lavoratori con competenze digitali specializzate ed è sempre più necessario che i cittadini in generale siano digitalmente alfabetizzati. L’Europa soffre di una carenza di competenze digitali: la Commissione stima che 9 su 10 lavori richiederanno competenze digitali entro il 2030, ma appena la metà della forza lavoro europea le possiede.

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Italia Informa n°6 - Novembre/Dicembre 2023
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