Unioncamere: "Meno del 10% delle imprese italiane utilizza l'Intelligenza Artificiale"

- di: Barbara Bizzarri
 

Le imprese italiane, in questi ultimi anni, hanno fatto passi da gigante sul digitale, ma arrancano ancora sull’intelligenza artificiale, utilizzata da meno del meno del 10% delle aziende, anche se il 15% intende investire in questa tecnologia nei prossimi tre anni: è quanto emerge dai dati raccolti sui 40mila test di autodiagnosi della maturità digitale (Selfi 4.0), realizzati attraverso i punti impresa digitale delle Camere di commercio.

Unioncamere: "Meno del 10% delle imprese italiane utilizza l'Intelligenza Artificiale"

Altro annoso problema resta quello delle competenze dei lavoratori, richieste nel 2023 a più di 6 assunti su 10 ma considerate difficili da trovare nel 45,6% dei casi: “Le imprese hanno capito che l’Intelligenza artificiale è uno strumento imprescindibile per la competitività, ma le aziende che si sono già attrezzate sono ancora poche - sottolinea il presidente di UnioncamereAndrea Prete (nella foto) -. Il sistema camerale le sta attivamente aiutando con attività di informazione e formazione attraverso i Pid. Le Camere di commercio hanno anche avviato un vasto progetto di Open Innovation diretto a migliorare la gestione del proprio patrimonio informativo attraverso l’intelligenza artificiale, a cui si aggiunge una serie di sperimentazioni che prevedono l’utilizzo di questa tecnologia. E’ il caso della piattaforma Stendhal, una iniziativa che consente di analizzare e verificare il posizionamento competitivo di oltre 200 destinazioni turistiche italiane attraverso indicatori che arrivano addirittura al livello comunale”.

Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, in collaborazione con il Centro Studi Tagliacarne, a quasi 3,5 milioni delle figure professionali ricercate nel 2023 dalle imprese dell’industria e dei servizi (il 63,4% del totale) è stata richiesta la capacità di utilizzare le tecnologie Internet (64% nel 2022); 2,8 milioni di profili invece dovevano avere competenze specifiche sull’utilizzo di linguaggi e metodi matematici e informatici (il 50,6% nel 2023 a fronte del 51,9% del 2022).

Oltre 2 milioni di assunzioni, pari al 37,1% del totale (37,5% nel 2022) erano invece destinate a figure professionali in possesso di competenze di gestione di soluzioni innovative, attraverso l’applicazione ai processi aziendali di tecnologie digitali robotiche, big analytics, internet of things ecc.

Sono 1,8 milioni i profili professionali cui le imprese hanno richiesto, con importanza elevata, il possesso di almeno una delle tre competenze digitali sopra descritte. Gli ingegneri elettrotecnici e gli ingegneri dell’informazione sono i due profili più difficili da reperire, quando si richiedono competenze nell’utilizzo di Internet e di linguaggi e metodi matematici e informatici. L’utilizzo di Internet è richiesto con importanza elevata e con alta difficoltà di reperimento anche ai tecnici delle costruzioni civili, ai tecnici gestori di reti e di sistemi telematici e ai tecnici elettronici.

La capacità di utilizzo di metodi e linguaggi matematici e informatici è richiesta invece con importanza elevata anche ai tecnici gestori di reti e di sistemi telematici, agli elettrotecnici e ai tecnici esperti di applicazioni.

Quanto invece alla capacità di gestire soluzioni innovative con le tecnologie 4.0, oltre agli ingegneri elettrotecnici, spiccano per difficoltà di reperimento e per elevato grado di importanza della competenza anche i tecnici delle costruzioni civili, gli elettrotecnici, i tecnici gestori di reti e di sistemi telematici.

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