Simest, la società del Gruppo Cdp per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, avvia la Misura Stati Uniti, un’offerta integrata da 300 milioni di euro dedicata al sostegno degli investimenti diretti e al rafforzamento della competitività del tessuto produttivo nazionale nel mercato statunitense. La dotazione combina risorse proprie e risorse pubbliche del Fondo 394, gestito da Simest in convenzione con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale.
Simest, “Misura Stati Uniti”: 300 milioni per investimenti diretti e presidio del mercato Usa
L’iniziativa si colloca nel quadro del Piano d’Azione per l’Export promosso dalla Farnesina e intercetta una priorità industriale: consolidare la presenza delle imprese italiane in un mercato che, per volumi e capacità di assorbimento, rappresenta il secondo mercato di esportazione per l’Italia e il primo mercato extra Ue. Il messaggio sotteso è di natura strategica: non solo vendite, ma presenza stabile, investimenti produttivi, integrazione nelle filiere e capacità di difendere margini e quote in uno scenario caratterizzato da concorrenza elevata e crescente selettività sui fornitori.
Il perno operativo della misura è l’intervento in equity. Attraverso la Misura, Simest potrà effettuare interventi diretti di partecipazione nel capitale di controllate statunitensi di imprese italiane, finalizzati a sostenere l’insediamento negli Stati Uniti o lo sviluppo di joint venture con partner locali. Il perimetro è pensato per accompagnare le aziende che, per presidiare il mercato, necessitano di una struttura societaria locale, di una governance più robusta e di una base operativa in grado di sostenere crescita commerciale, industriale o di servizio.
La logica è quella di strumenti “tailor-made”, modulati “in funzione delle caratteristiche dell’impresa e delle esigenze di consolidamento sul mercato statunitense”, con l’obiettivo di sostenere progetti che richiedono capitale, tempi di ritorno non immediati e capacità di execution sul territorio. In questa impostazione, l’equity non è solo una leva finanziaria, ma un acceleratore di posizionamento: consente di sostenere piani industriali, investimenti in impianti e logistica, rafforzamento della rete commerciale e maggiore vicinanza alla domanda.
Per questa operatività è previsto un plafond dedicato: 100 milioni di euro a disposizione degli interventi di partecipazione diretta nel capitale. La misura punta così a favorire un salto di scala che, nel mercato statunitense, spesso coincide con il passaggio da esportatore a operatore localizzato, capace di ridurre frizioni operative, migliorare i tempi di consegna e aumentare la resilienza della catena di fornitura.
Accanto alla linea sulle controllate, la Misura prevede ulteriori fondi a valere sulle risorse del Fondo 394 destinati a interventi nell’equity di start-up e Pmi innovative che intendono svilupparsi negli Stati Uniti. Il segmento dell’innovazione viene letto come un canale di crescita con caratteristiche specifiche: necessità di capitali, velocità di scaling, accesso a reti e partnership, capacità di sostenere investimenti in sviluppo prodotto e go-to-market. In questo quadro, il supporto pubblico e para-pubblico mira a ridurre il gap di accesso a strumenti finanziari e a rafforzare la capacità delle realtà più dinamiche di competere in un contesto ad alta intensità tecnologica.
La Misura Stati Uniti risponde anche a un’esigenza di sistema: rendere più efficace l’azione di accompagnamento all’estero, concentrando risorse e strumenti su un mercato che continua a rappresentare una piattaforma decisiva per crescita e reputazione internazionale. La scelta di un’offerta integrata da 300 milioni di euro segnala la volontà di rafforzare la presenza industriale italiana in un’area dove la competizione si gioca sulla capacità di investire, di radicarsi e di costruire alleanze.
Sul piano operativo, il disegno prevede un mix tra capitale e strumenti pubblici che, attraverso il Fondo 394, punta a sostenere l’internazionalizzazione in modo strutturale. Il mercato statunitense, per dimensioni e regole di ingaggio, richiede infatti una strategia di lungo periodo: dalla costituzione di controllate all’apertura di sedi e unità produttive, fino alla creazione di joint venture e partnership locali per ampliare canali commerciali e capacità di penetrazione.
Per le imprese italiane, l’accesso a un intervento di equity può rappresentare un elemento di stabilizzazione finanziaria e un supporto alla crescita, soprattutto nei passaggi in cui la sola leva del debito non è sufficiente o non è efficiente. In questa prospettiva, la Misura Stati Uniti si propone come strumento per sostenere progetti di investimento diretto e consolidamento, rafforzando la capacità del sistema produttivo di competere e presidiare un mercato chiave.