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Mattarella: “Il nucleare nei conflitti è un crimine contro l’umanità”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Mattarella: “Il nucleare nei conflitti è un crimine contro l’umanità”
L’ombra lunga delle esplosioni di Hiroshima e Nagasaki continua a pesare sulla coscienza collettiva. A ottant’anni dal tragico bombardamento atomico che pose fine alla Seconda guerra mondiale con la distruzione di due città giapponesi e la morte di centinaia di migliaia di persone, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama il mondo a non dimenticare e a ribadire l’impegno per il disarmo nucleare.

Mattarella: “Il nucleare nei conflitti è un crimine contro l’umanità”

“L’ottantesimo anniversario del tragico bombardamento atomico di Hiroshima, cui seguì tre giorni dopo quello su Nagasaki, segnò l’esperienza di un evento apocalittico”, ha affermato Mattarella. Nelle sue parole, quelle giornate rimangono una ferita ancora aperta non solo per il Giappone ma per l’intera umanità. Il Capo dello Stato ha ricordato le molteplici sofferenze patite negli anni successivi dai sopravvissuti, gli hibakusha, testimoni di un dolore che continua a tramandarsi tra le generazioni.

Secondo Mattarella, l’annientamento dell’umanità è la prospettiva concreta che l’uso dell’arma atomica pone davanti a ciascuno di noi: una consapevolezza che non deve mai affievolirsi e che deve guidare le scelte della comunità internazionale.

“Un crimine contro l’umanità”

Il Presidente ha sottolineato con fermezza che l’impiego del nucleare, o anche la sola minaccia di usarlo nei conflitti, costituisce oggi un vero e proprio crimine contro l’umanità. Un’affermazione che riecheggia come ammonimento nei confronti delle tensioni internazionali, in un’epoca in cui il rischio atomico è tornato a essere parte del dibattito geopolitico globale.

Per Mattarella, la deterrenza non può trasformarsi in una giustificazione alla perpetua minaccia: il valore della pace e della sicurezza collettiva non può reggersi sull’idea della distruzione reciproca.

L’architettura del disarmo non va smantellata

Richiamando lo spirito che animò il dopoguerra, il Presidente ha ribadito l’importanza della cosiddetta “architettura globale del disarmo e della non proliferazione delle armi nucleari”, considerata uno dei pilastri del sistema multilaterale nato dopo il 1945. “Non può essere abbandonata”, ha avvertito, sottolineando come gli accordi internazionali raggiunti in decenni di negoziati siano un patrimonio da preservare e rilanciare.

I trattati che hanno limitato la diffusione delle armi di distruzione di massa, pur con difficoltà e contraddizioni, hanno contribuito a contenere il rischio di escalation incontrollate. Rinunciare a questi strumenti significherebbe aprire la strada a nuove corse agli armamenti, con esiti imprevedibili e devastanti.

Una responsabilità collettiva

Il monito di Mattarella si inserisce in una fase storica segnata da conflitti aperti e da un ritorno della retorica nucleare nelle dichiarazioni di alcune potenze. Proprio per questo, il Presidente ha voluto riaffermare la necessità di un impegno collettivo, basato sul rispetto delle regole internazionali e sulla convinzione che la sicurezza globale non possa fondarsi sull’atomica ma sulla cooperazione tra gli Stati.

Il messaggio assume un valore universale: l’Italia, che ha sempre sostenuto i processi di disarmo e non proliferazione, intende continuare a essere parte attiva di questa battaglia di civiltà.

Memoria e futuro

Le commemorazioni di Hiroshima e Nagasaki, ha ricordato Mattarella, non sono soltanto un rito di memoria storica, ma un’occasione per guardare al futuro. Le voci dei sopravvissuti, le immagini delle città devastate e le conseguenze sanitarie, ambientali e morali di quelle esplosioni restano un avvertimento ineludibile.

L’umanità, ha concluso il Presidente, non può permettersi di dimenticare: il ricordo delle vittime del 1945 deve tradursi in una scelta chiara e condivisa per un mondo libero dalla minaccia nucleare.
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