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Ia, potere e regole: la sfida europea spiegata da Virkkunen

- di: Matteo Borrelli
 
Ia, potere e regole: la sfida europea spiegata da Virkkunen
Approfondimento sulle dichiarazioni chiave della vicepresidente della Commissione Ue e il contesto globale della regolazione digitale.

In un’intervista ricca di spunti e visioni d’avanguardia, Henna Virkkunen (foto), vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla sovranità tecnologica, ha tracciato un quadro vivace dell’ecosistema digitale europeo e del ruolo dell’intelligenza artificiale nei prossimi anni, sottolineando punti di forza, sfide e strategie future.

Una tecnologia che cambia la vita

Secondo Virkkunen, l’intelligenza artificiale non è una moda passeggera: è destinata a modellare profondamente il nostro modo di lavorare, vivere e innovare. La vicepresidente ha salutato con entusiasmo la scelta della rivista Time di nominare l’IA come “Persona dell’anno 2025”, un simbolo potente dell’impatto di queste tecnologie nella società moderna.

Ha anche sottolineato che l’Europa dispone già di centri di ricerca e talenti eccellenti e che combinando queste risorse con l’industria si possono raggiungere risultati straordinari, in particolare nel campo della ricerca scientifica e nelle tecnologie avanzate.

Oltre il ritardo percepito

Virkkunen ha riconosciuto che l’Europa non ha ancora sviluppato grandi piattaforme social paragonabili a quelle statunitensi o asiatiche, ma ha respinto l’idea che sia “in ritardo” nel campo dell’intelligenza artificiale stessa. Ha prospettato che un grande social europeo potrebbe nascere in futuro, sfruttando il dinamismo dei mercati e delle start-up del Vecchio continente.

L’Unione starebbe inoltre concentrando risorse non solo sull’IA ma anche su semiconduttori e tecnologie quantistiche, ambiti in cui l’Italia, secondo la vicepresidente, ha un ruolo particolarmente forte.

Regole digitali, sicurezza e burocrazia

Un passaggio centrale dell’intervista riguarda la necessità di accelerare processi decisionali all’interno dell’Ue, snellendo procedure troppo lente e burocratiche per competere davvero con mercati globali giganteschi, come quello statunitense.

Virkkunen ha evidenziato l’importanza di usare la scala del mercato unico europeo per attrarre investimenti e sostenere l’innovazione, soprattutto nel settore della difesa e della sicurezza cibernetica.

Scontro Ue-Usa: la multa a X e la reazione di Musk

Altro nodo caldo è stato il confronto con gli Stati Uniti legato alla multa da 120 milioni di euro inflitta alla piattaforma X (ex Twitter) per violazioni della legge europea sui servizi digitali (Digital Services Act).

La Commissione ha sanzionato X per violazioni in tema di trasparenza dei dati, tra cui il sistema di verifica degli account e l’accesso alle informazioni pubblicitarie, e questo rappresenta uno dei primi casi concreti dell’applicazione del DSA.

La replica di Elon Musk non si è fatta attendere: ha descritto la multa come ingiusta e ha risposto con dure critiche alla decisione europea, arrivando persino a dichiarare che l’Ue dovrebbe essere abolita.

Dalla parte della Commissione, però, è arrivata una chiarissima precisazione: la sanzione è diretta all’azienda, non al singolo individuo, e riflette l’applicazione delle regole per ogni impresa operante nell’Unione, indipendentemente dalla nazionalità.

La visione di virkkunen per il futuro digitale europeo

Nel complesso, la vicepresidente ha ribadito che l’Europa non è intenzionata a isolarsi né a frenare l’innovazione globale, ma vuole assumere un ruolo attivo e competitivo, bilanciando regole forti con incentivi alla crescita tecnologica.

Otto su dieci Stati membri sostengono l’idea di regole certe per il mondo digitale, perché un ambiente online “giusto, sicuro e democratico” è considerato fondamentale per i cittadini europei.

L’UE punta ad accelerare la regolazione e l’adozione di tecnologie chiave, facendo leva su una combinazione di investimenti pubblici, cooperazione internazionale e normazione avanzata.

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