Europa di buon umore ma con il freno a mano tirato: la seduta si chiude vivace e brillante nei toni, meno nelle cifre. Il mercato prova a tenere la rotta tra notizie geopolitiche, attese sui prossimi dati Usa e la solita domanda che aleggia sulle sale operative: “è ancora rally o è già selezione dura?”. La risposta, oggi, sta tutta nell’andamento a scacchiera delle piazze e nei settori che si sono presi la scena.
Sul piano paneuropeo, il termometro resta vicino ai massimi: STOXX Europe 600 in lieve calo a 603,60 punti (-0,23%), mentre Euro Stoxx 50 scivola a 5.903,23 (-0,34%). In mezzo, le Borse nazionali si muovono in ordine sparso: c’è chi brinda, chi stringe i denti e chi preferisce non esporsi troppo.
Chiusure delle principali Borse europee: Milano (FTSE MIB) 45.671,70 (+0,25%); Francoforte (DAX) 25.146,02 (+0,09%); Parigi (CAC 40) 8.243,47 (+0,12%); Londra (FTSE 100) 10.041,97 (-0,06%); Madrid (IBEX 35) 17.637,30 (+0,23%); Zurigo (SMI) 13.350,82 (+0,20%); Amsterdam (AEX) 965,03 (-1,44%); Varsavia (WIG20) 3.233,92 (-2,36%).
A fare notizia è soprattutto Londra, che arretra pur con la difesa in grande spolvero: a pesare sono energia e alcuni grandi nomi del retail, mentre il comparto militare vola sulla scia delle indicazioni arrivate da Washington. In City, diversi operatori hanno sintetizzato il mood così:
“Il mercato oggi compra visibilità, non scommesse: difesa sì, ciclici solo con prudenza”.
Milano si muove con passo più felpato, ma non rinuncia alla brillantezza: l’indice principale chiude in rialzo e conferma la capacità di assorbire la volatilità a tratti vista in Europa. Il merito è di un mix di rotazioni settoriali e di una caccia selettiva ai titoli che mostrano momentum. In parallelo, l’aria di “risk management” resta presente: chi è già ben carico preferisce alleggerire dove il rally è stato più generoso.
Piazza Affari, i protagonisti del FTSE MIB: tra i migliori si mettono in evidenza Campari (+3,60%), Recordati (+2,16%) e Leonardo (+2,02%), con Mediobanca (+1,78%) e Italgas (+1,64%) subito dietro. Sul lato opposto, scivolano Amplifon (circa -4,5%), Prysmian (circa -4,3%) e StMicroelectronics (circa -2,5%), mentre Telecom Italia arretra di circa -1,9%.
Nelle seconde linee, la seduta è un romanzo a capitoli. Sul FTSE Italia Mid Cap (chiusura 60.543,05, +0,04%) la scena è per i rialzi di D’Amico (+5,21%), WIIT (+4,17%) e Ferretti (+2,97%), con Technogym e Avio entrambe a +2,11%. Tra i peggiori spiccano Salvatore Ferragamo (-6,76%), Juventus (-3,13%) e Safilo (-2,86%), seguiti da Webuild (-2,60%) e Technoprobe (-2,58%).
Sul FTSE Italia Small Cap la seduta è più contrastata (indice in area leggermente negativa): volano Caleffi (+6,29%), Sys-Dat (+4,22%) e Trevi Fin. Ind. (+3,93%), insieme a Seri Industrial (+3,84%) e Immsi (+3,39%). Tra i peggiori, scendono Aeffe (-5,09%), Tessellis (-5,02%), Dexelance (-4,02%), Softlab (-3,66%) e Landi Renzo (-3,46%).
Sul fronte valute, l’euro si mantiene tonico e resta in area 1,16 contro dollaro: intorno a 1,1679 secondo i prezzi di mercato seguiti dagli operatori. La sterlina oscilla in area 1,3456 contro dollaro, mentre il mercato continua a leggere i dati macro americani in vista del rapporto sul lavoro. Da Singapore, un operatore sintetizza così l’attesa:
“Il dollaro non sta crollando né ripartendo: sta aspettando un numero che faccia da arbitro”.
Materie prime: il Brent prova a rialzare la testa e torna sopra area 60 dollari, mentre il WTI viaggia in area 56-57 dollari. Il gas TTF ad Amsterdam si muove a 27,42 euro/MWh. L’oro resta su livelli altissimi ma oggi arretra: in area 4.432,06 dollari l’oncia (flessione di circa -0,55% nelle rilevazioni di metà pomeriggio in Europa).
Sul capitolo tassi, lo spread BTP-Bund resta sotto controllo a 69 punti base, con il rendimento del BTP decennale indicato in area 3,46% e quello del Bund attorno a 2,77%. Un segnale che il mercato obbligazionario, pur non euforico, non sta alzando bandiere rosse: la narrativa resta quella di un equilibrio fragile ma ancora gestibile.
Wall Street a metà seduta (New York, 8 gennaio 2026): la tecnologia frena, la difesa vola. Intorno alle 9:52 di New York, il Dow Jones è sostanzialmente in lieve rialzo a 49.033,31 (+0,08%), lo S&P 500 arretra a 6.914,66 (-0,09%) e il Nasdaq scende a 23.448,17 (-0,58%). A spingere il comparto difesa sono le indicazioni sulla spesa militare prospettata negli Stati Uniti, mentre i big tech accusano prese di beneficio e rotazioni.
La fotografia finale, in Europa, è quella di un mercato che non vuole spegnersi: energia e geopolitica tengono i nervi tesi, ma la liquidità continua a cercare storie convincenti. E quando le trova, non si fa pregare. Il risultato è una seduta “di carattere”: non un’esplosione, ma una brillante resistenza che, per ora, tiene in piedi l’impalcatura del rally di inizio anno.