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Euro digitale, chiuso il lavoro tecnico al Consiglio Ue: il Coreper verso l’accordo

- di: Alberto Venturi
 
Euro digitale, chiuso il lavoro tecnico al Consiglio Ue: il Coreper verso l’accordo

Il gruppo di lavoro del Consiglio Ue dedicato ai Servizi finanziari e all’Unione bancaria ha completato l’esame tecnico della proposta legislativa sull’euro digitale, segnando una tappa decisiva nel percorso verso il futuro strumento monetario della Bce. I tre atti che compongono il pacchetto normativo sono ora sottoposti a una revisione formale conclusiva, operazione che precede l’invio al Coreper, dove i rappresentanti permanenti dei ventisette Stati membri saranno chiamati a esprimersi. La fase tecnica, che costituisce l’ossatura del processo legislativo, viene ritenuta sufficientemente consolidata da più fonti diplomatiche, che parlano di testi ormai maturi per il passaggio politico.

Euro digitale, chiuso il lavoro tecnico al Consiglio Ue: il Coreper verso l’accordo

Secondo quanto riferito a Public Policy, il Coreper potrebbe approvare i testi già nella prossima settimana. L’intesa consentirebbe al Consiglio Ue di adottare l’orientamento generale entro la fine dell’anno, obiettivo dichiarato della presidenza danese. L’orientamento rappresenta il mandato negoziale con cui gli Stati membri si presenteranno ai triloghi con il Parlamento europeo. È dunque il passaggio che fissa la posizione politica del Consiglio e, di conseguenza, i margini di compromesso disponibili nella futura trattativa interistituzionale. La presidenza considera essenziale mantenere il ritmo attuale per evitare che il dossier accumuli ritardi e finisca compressa la fase negoziale del 2026.

Il via libera politico rinviato al Consiglio Ecofin
Nonostante l’avanzamento tecnico, il via libera politico richiede un confronto più ampio e articolato tra i ministri finanziari. Una seconda fonte diplomatica segnala che l’approvazione a livello Ecofin è più probabile nella riunione di gennaio 2026, quando i ministri avranno a disposizione un quadro aggiornato anche delle discussioni in Eurogruppo. La distanza tra la maturità tecnica del pacchetto e il passo politico evidenzia la sensibilità del tema, che tocca aspetti cruciali come la tutela dei dati degli utenti, l’equilibrio tra privacy e controlli, la definizione dei limiti alle disponibilità individuali e il ruolo degli intermediari privati nel modello di distribuzione. Sono profili che richiedono una valutazione attenta alla luce degli impatti potenziali sulla stabilità finanziaria e sulle dinamiche competitive del mercato dei pagamenti.

Contenuti e obiettivi del progetto europeo di moneta digitale
Il pacchetto legislativo definisce la cornice giuridica e operativa del futuro euro digitale, concepito come uno strumento di pagamento pubblico, garantito dall’Eurosistema e utilizzabile da cittadini e imprese in tutta l’area euro. L’impianto normativo mira a introdurre un mezzo di pagamento complementare al contante, con caratteristiche che assicurino accessibilità, sicurezza e neutralità tecnologica. Al centro del progetto vi è l’idea di offrire un’alternativa europea agli attuali sistemi dominati da operatori privati e piattaforme extra Ue, rafforzando la sovranità tecnologica nel settore dei pagamenti. L’infrastruttura prevista dovrà assicurare livelli elevati di protezione dei dati, continuità operativa e integrazione con le reti esistenti, evitando effetti distorsivi sui depositi bancari attraverso limiti calibrati alla detenzione di euro digitali.

Il progetto si colloca inoltre in un quadro geopolitico in cui numerose banche centrali stanno accelerando lo sviluppo delle rispettive valute digitali, spingendo l’Unione europea a posizionarsi in modo competitivo in un mercato in rapida evoluzione.

Prossime fasi: verso i triloghi con il Parlamento europeo
Con la chiusura del lavoro tecnico, il dossier entra nella fase politico-diplomatica che precede i negoziati con il Parlamento europeo. Una volta adottato l’orientamento generale, il Consiglio potrà avviare i triloghi per definire la versione finale del regolamento. Resta aperto un numero significativo di nodi, a partire dal grado di anonimato consentito nei pagamenti offline, passando per la definizione del modello di remunerazione degli intermediari privati, fino alla governance dell’infrastruttura tecnologica. Nonostante ciò, le fonti europee sottolineano che il quadro complessivo è ritenuto sufficientemente solido e che non si prevedono ostacoli tali da alterare la tempistica fissata dalla presidenza.

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