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Europa, 2026 da record di debito: Parigi guida la corsa

- di: Bruno Coletta
 
Europa, 2026 da record di debito: Parigi guida la corsa
Europa, 2026 da record di debito: Parigi guida la corsa
Nuovo picco di emissioni sovrane nell’Eurozona: la Francia prepara il massimo storico, Berlino spinge su difesa e lavori pubblici. E i mercati fiutano una stagione di rendimenti “alti più a lungo”.

Il 2026 si profila come l’anno del massimo sforzo di finanziamento per i governi dell’Eurozona. Il fabbisogno lordo complessivo sfiorerà livelli senza precedenti, mentre Parigi si prepara a guidare la classifica per ammontare di titoli a medio-lungo termine. La Germania, tradizionalmente associata alla cautela contabile, imbocca a sua volta una fase espansiva per difesa e infrastrutture, consolidando il cambio di passo inaugurato negli ultimi anni.

Francia, il piano 2026

La programmazione aggiornata indica per la Francia una emissione netta di 310 miliardi di euro in titoli a medio-lungo termine nel 2026, nuovo massimo dell’era recente. Il Tesoro parigino punta a spalmare le scadenze, proteggere il profilo di costo e diversificare la base investitori, facendo leva su un mercato secondario profondo e sull’appeal dei benchmark OAT a varie maturità.

“Se non agiamo ora sul debito della Francia, rischiamo di addormentarci davanti al problema”, ha avvertito nei mesi scorsi il governatore della Banque de France, François Villeroy de Galhau, richiamando la necessità di disciplina e crescita.

Germania, dal frugale al costruttore

Berlino accelera su due fronti: potenziamento militare e rilancio delle reti materiali e digitali. Dopo il fondo speciale per la difesa, il nuovo perimetro di investimenti porta a crescere il ricorso al mercato. L’obiettivo è colmare i ritardi accumulati su logistica, energia e digitalizzazione, mantenendo al contempo un profilo di sostenibilità nel tempo.

“Spendere bene in difesa e infrastrutture è un investimento sulla crescita potenziale”, è il messaggio ribadito dalle autorità europee, che invitano a privilegiare spesa produttiva e filiere europee.

Nuove regole fiscali, vecchie sfide

Con il ritorno a pieno regime del quadro di governance economica, i Paesi devono presentare piani di medio periodo credibili, ancorati a traiettorie di spesa compatibili con la riduzione graduale del rapporto debito/Pil. La logica è “riforme + investimenti”, con verifiche annuali e maggiore trasparenza sugli impegni. Il perimetro europeo, intanto, continua a rafforzare la presenza dell’UE come emittente con i bond comuni, che resteranno un tassello stabile dell’architettura dei mercati in euro.

“Le nuove regole servono finanze pubbliche sostenibili e crescita”, ha sintetizzato di recente un ministro europeo delle Finanze, spingendo per un’attuazione rapida.

Domanda forte, ma prezzi più esigenti

Sul lato investitori, la domanda internazionale per titoli in euro resta ampia: assicurazioni, fondi, banche e banche centrali mantengono una quota significativa dei collocamenti. Ma con tassi “più alti, più a lungo” e quantitative tightening ancora in corso, il prezzo del rischio si è irrigidito. Gli emittenti sovrani stanno quindi allungando le scadenze, incrementando i green e social bond, e curando la liquidità sulle linee benchmark per contenere il premio al rischio.

Italia e gli altri: perché conta il ritmo

Per i Paesi ad alto debito, la partita si gioca sulla credibilità del sentiero di rientro e sulla qualità della spesa. In un contesto di volumi elevati, tempistiche di asta, messaggi di politica fiscale e mix di strumenti diventano determinanti per lo spread. La lezione degli ultimi cicli è chiara: trasparenza, coerenza e monitoraggio costante sono gli antidoti più efficaci contro la volatilità.

Cosa guardare nei prossimi mesi

  • Calendari di emissione e strategie di buyback/riaperture sulle scadenze chiave.
  • Implementazione dei piani fiscali pluriennali con riforme e investimenti misurabili.
  • Traiettorie dei rendimenti core e periferici, con focus sul premio a termine.
  • Quota di green/social nelle aste e risposte della domanda internazionale.
  • Politica monetaria e gestione del bilancio BCE, che incidono sulla liquidità di sistema.

In sintesi, il 2026 segna un crash test per la finanza pubblica europea: volumi record, regole rinnovate e un mercato più selettivo. La credibilità — più dei numeri in sé — sarà l’asset determinante.

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