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Decreto Sostegno, nuova bozza: le modifiche rispetto alle precedenti

- di: Redazione
 
Decreto Sostegno, nuova bozza: le modifiche rispetto alle precedenti
Una nuova bozza preliminare del ‘Decreto Sostegno’, che il Governo dovrebbe varare la prossima settimana, è stata visionata dall’Ansa e contiene alcuni cambiamenti rispetto alle versioni precedenti. Ad esempio, si era parlato della cancellazione delle cartelle ricevute tra il 2000 e il 2015 e con un importo fino a 5mila euro (sanzioni e interessi inclusi). La misura viene confermata nella seconda bozza, ma sparisce il limite dell’importo (probabilmente non perché venga tolto il limite, ma perché si sta discutendo nel Governo su quale limite applicare).
Per quanto riguarda “le scadenze per i versamenti legati alle cartelle esattoriali” - informa l’Ansa - ”sono sospesi fino al 30 aprile ma dal primo marzo riparte la macchina della riscossione con la notifica dei nuovi atti. Le scadenze sospese andranno saldate ‘entro il sessantesimo giorno’ dal termine della sospensione”.

La bozza citata dall’Ansa prevede anche la modifica delle scadenze per le rate della rottamazione e del saldo e stralcio: “Le rate saltate finora e relativi al 2020 andranno saldate entro il 31 luglio - afferma la nota Ansa - quelli relativi al 2021 (febbraio, marzo, maggio e luglio) entro il 30 novembre. Nel decreto sostegno potrebbe rientrare lo stralcio di tutte le cartelle ricevute tra il 2000 e il 2015: nella bozza del decreto la misura compare, senza però che venga specificato l'importo delle cartelle prese in considerazione”.

Confermati gli interventi a favore delle risorse aggiuntive per trasporti e asilo nido, come anche quelli per il lavoro, compresi i congedi parentali dei genitori degli alunni impegnati nella didattica a distanza (200 milioni d euro). Oltre al finanziamento aggiuntivo (alcune fonti parlano di 1 miliardo di euro in più) per il reddito di cittadinanza, come sostegno alle misure anti povertà.
La nuova bozza conferma anche i ristori alle imprese e professionisti, compreso l’abbandono del sistema dei codici Ateco per introdurre quattro fasce di indennizzo. Nello specifico, si prevede l’indennizzo del 30% del fatturato perso nel 2020 rispetto al 2019 per imprese e professionisti con un fatturato fino a 100 mila euro annuo annui, il 25% alle attività con un fatturato da 101mila a 400 mila euro, il 20% della perdita per chi ha un fatturato da 401mila euro a 1 milione di euro e il 15% per imprese da 1 a 5 milioni di euro di fatturato annuo.

E viene confermato – rispetto alle precedenti bozze - l’impegno di 2,1 miliardi di euro di finanziamento alle cure anti-Covid. L’Ansa specifica che “1,4 miliardi di euro saranno destinati ai vaccini e 700 milioni ai farmaci, Remdesivir e monoclonali (rispettivamente 300 e 400 milioni di euro). Vengono inoltre stanziati 345 milioni per il coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna vaccinale e 51,6 milioni per prorogare fino al 31 marzo i Covid hospital”.

Infine, ci dovrebbe essere un miliardo di euro per i lavoratori stagionali, dello spettacolo e del turismo. E, se appaiono certi la proroga del blocco del licenziamenti dal 31 marzo al 30 giugno e il rifinanziamento della Cassa integrazione Covid (probabilmente per tutto il 2021), resta in ballo la questione dell’allungamento della Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione).
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