Concorsi pubblici: è possibile assumere presto e bene in 105 giorni

- di: Giuseppe Castellini
 
"Si può assumere presto e bene sempre, sia nello stato di emergenza che quando questo sarà finito, e che si può farlo senza rinunciare appunto al ‘fattore umano’, ossia dalla autonoma e responsabile discrezionalità di selezionatori qualificati, esercitata all’interno di un rapporto di conoscenza tra persone".

Lo afferma il Rapporto-Vademecum "Il Fattore Umano", curato dal Forum Disuguaglianze Diversità coordinato a livello nazionale dall’ex ministro Fabrizio Barca. Il Rapporto-Vademecum è il risultato di un’indagine accurata tra alcune delle migliori esperienze nazionali, resoconto sulle difficoltà e i problemi riscontrati nel mondo del lavoro. ‘Il Fattore Umano’ prende il titolo dalla convinzione che la centralità delle persone sia il fondamento del processo di selezione, al netto di automatismi e algoritmi.

"La necessità di un rinnovamento" – afferma il Rapporto - "è fuori discussione, del resto i numeri lasciano poco spazio all’interpretazione: le amministrazioni italiane hanno infatti perso 260mila impiegati a tempo pieno dal 2008 al 2018 e almeno altri 150mila negli ultimi due anni. L’età media in tutta l’amministrazione pubblica è di oltre 50 anni, nei ministeri è di 54,1 anni. Nei ministeri solo l’1% degli impiegati ha meno di 30 anni e poco più nelle Regioni e negli enti locali. Il 58% degli impiegati pubblici non ha una formazione universitaria e oltre il 20% possiede solo il diploma di terza media. La formazione è estremamente carente e si attesta su 1,17 giornate di formazione di media che scendono a 0,85 giorni per le donne e a 0,51 giorni per gli impiegati ministeriali".

Lavoro: pubblicato il Rapporto-Vademecum "Il Fattore Umano", curato dal Forum Disuguaglianze Diversità

La novità mostrata dal Vademecum è che questo rinnovamento si può realizzare con bandi veloci ed efficaci. Lo mostrano i casi presi in esame nell’indagine presentata. Questi offrono un’istantanea nitida sull’attuale processo concorsuale a livello nazionale, tra esempi virtuosi e storture, in un alternarsi di chiaro-scuri che ben rappresenta la realtà. Dall’esperienza brillante della Città Metropolitana di Bologna e il suo Piano di Fabbisogno di Personale ("chiedersi prima cosa sia necessario fare, poi chi dovrà farlo" è il suo presupposto), al bando Mef per 400 funzionari o quello del Comune di Milano per 11 dirigenti.

Tra i casi concorsuali ‘fuori asse’, nel Vademecum si trova invece il recente concorso indetto dal Ministero dei Beni culturali per 1.052 custodi di musei: per questa selezione, tra le materie previste per la prova scritta e orale si annoverano diritto amministrativo e disciplina del rapporto di lavoro nella pubblica amministrazione (Pa), ma non prove che verifichino la capacità di interagire con il pubblico. "Il fatto è che nella maggior parte dei casi" – si legge nel Rapporto-Vademecum – "le prove concorsuali sono nozionistiche e libresche". Parole d’ordine "difendersi da possibili ricorsi": se poi "assumiamo topi di biblioteca invece che solutori di problemi non sembra essere una preoccupazione". Il problema nasce – spiega il rapporto – in quei concorsi pubblici che non tengono conto delle soft skills indispensabili per qualsiasi assunzione: affidabilità e responsabilità, flessibilità e propositività, predisposizione al lavoro in gruppo, capacità comunicative e così via. Nonostante tutto, come si evince dal rapporto, c’è chi lo fa. Come del resto c’è anche chi non disdegna l’attività di comunicazione dei bandi, decisiva per la Pa che voglia uscire da un atteggiamento supponente, agganciando così competenze anche esterne ad essa.

La qualità del processo non impedisce affatto di garantire l’indispensabile velocità: "Il Fattore umano" stila infatti un cronoprogramma che articola in maniera dettagliata la possibilità di svolgere tutto il percorso (nel caso di concorsi di media grandezza), dalla volontà di pubblicare un concorso all’assunzione, in meno di 20 settimane che diventano 15 settimane (ossia 105 giorni) se li calcoliamo a partire dalla pubblicazione del bando.

"È chiaro che la ripresa del Paese e l’attuazione del Piano di Next Generation Eu, così come la gestione della programmazione europea 2021-2027" – afferma il Rapporto-Vademecum - "dipendono in larga misura dalla capacità di azione delle amministrazioni. È quindi necessario operare in fretta un’azione di rigenerazione che permetta di rafforzarle con nuovi e più giovani talenti, con profili professionali innovativi e con modelli organizzativi che siano adeguati alle grandi missioni strategiche che ci aspettano. La buona notizia è che si può fare e si può fare rapidamente e bene. Basta copiare dai migliori".
"L’obiettivo di rigenerare le Ps partendo da missioni strategiche e risultati attesi chiari che motivino lavoratrici e lavoratori e dall’entrata di una leva di giovani forti di competenze e entusiasmo, è finalmente al centro dell’azione politica" – afferma Fabrizio Barca, Coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità – "Cogliamo questa opportunità con una stagione di bandi di assunzione che uniscano rapidità e alta qualità. Le buone pratiche del paese raccolte nel Vademecum ci dicono che in 105 giorni e meno si può fare. Facciamolo!".
Tags: lavoro
Il Magazine
Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2021
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