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Istat, disoccupazione al 5,7%: minimo storico ma rallenta l’occupazione

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Istat, disoccupazione al 5,7%: minimo storico ma rallenta l’occupazione

Il mercato del lavoro italiano tocca un nuovo minimo storico sul fronte della disoccupazione, ma manda segnali contrastanti sul versante dell’occupazione. Secondo i dati diffusi dall’Istat, a novembre 2025 il tasso di disoccupazione scende al 5,7%, il livello più basso dall’inizio delle serie storiche nel 2004. Un risultato che fotografa una tenuta complessiva del sistema, ma che convive con una lieve flessione degli occupati rispetto al mese precedente.

Istat, disoccupazione al 5,7%: minimo storico ma rallenta l’occupazione

Nel dettaglio, il numero degli occupati si attesta a 24 milioni e 188mila unità, in calo di 34mila persone rispetto a ottobre (-0,1%). Una dinamica che interrompe temporaneamente la crescita registrata nei mesi precedenti e che si accompagna a una diminuzione del tasso di occupazione, sceso al 62,6% (-0,1 punti).

Disoccupazione giù, ma cresce l’inattività
Il calo della disoccupazione è trainato anche dall’aumento degli inattivi. A novembre il tasso di inattività sale al 33,5%, segnalando che una parte della popolazione in età da lavoro resta fuori dal mercato, non cercando attivamente un impiego. Un dato che attenua la portata positiva della riduzione dei disoccupati e suggerisce una lettura prudente del miglioramento complessivo.
In flessione anche la disoccupazione giovanile, che scende al 18,8%, confermando una tendenza favorevole rispetto ai livelli a doppia cifra elevata registrati negli anni passati, ma restando comunque su valori strutturalmente superiori alla media europea.

Il confronto annuo: più stabili, meno precari
Su base annua, il quadro appare più solido. Rispetto a novembre 2024, il numero di occupati cresce di 179mila unità (+0,7%). A trainare l’aumento sono soprattutto i dipendenti permanenti, in crescita di 258mila unità, e gli autonomi, in aumento di 126mila.
A compensare solo in parte questi incrementi è il calo dei dipendenti a termine, diminuiti di 204mila unità. Un dato che segnala una ricomposizione dell’occupazione verso forme contrattuali più stabili, ma che contribuisce anche alla flessione congiunturale degli occupati registrata nel mese.

Mercati finanziari: spread ai minimi
Il miglioramento del contesto macroeconomico si riflette anche sui mercati finanziari. In avvio di seduta, lo spread tra Btp e Bund scende fino a 66 punti base, uno dei livelli più bassi degli ultimi anni. Il rendimento del decennale italiano si attesta al 3,5%, mentre quello del Bund tedesco scende al 2,84%.
Un segnale di fiducia che arriva in un contesto di progressivo allentamento delle tensioni sui mercati obbligazionari e di attese per le prossime mosse di politica monetaria a livello europeo.

Un equilibrio ancora fragile
I dati Istat restituiscono dunque un quadro in chiaroscuro. Da un lato, il minimo storico della disoccupazione rappresenta un risultato rilevante, che certifica una resilienza del mercato del lavoro. Dall’altro, la contrazione mensile degli occupati e l’aumento dell’inattività indicano che la fase di crescita resta esposta a fattori di rallentamento.
Un equilibrio che, nei prossimi mesi, sarà messo alla prova dall’andamento dell’economia europea, dal costo del credito e dalla capacità del sistema produttivo di assorbire nuova forza lavoro senza ricorrere a forme di occupazione più fragili.

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