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Commercio estero, Codacons: “Tsunami dazi, crollo dell’export verso gli Usa”

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Commercio estero, Codacons: “Tsunami dazi, crollo dell’export verso gli Usa”

“L’introduzione dei dazi imposti dagli Stati Uniti ha determinato un tracollo delle esportazioni verso gli Usa, che ad agosto crollano del -21,2% su base annua. Un vero e proprio ‘tsunami dazi’ che rischia di avere ripercussioni pesanti per la nostra economia ma anche per i consumatori”.
Con queste parole il Codacons ha commentato i dati diffusi dall’Istat, che mostrano come il nuovo quadro tariffario abbia già inciso in modo significativo sul commercio estero italiano.

Commercio estero, Codacons: “Tsunami dazi, crollo dell’export verso gli Usa”

Il calo delle esportazioni verso il mercato statunitense riguarda settori strategici per il made in Italy, dalle produzioni manifatturiere alle eccellenze agroalimentari.
“Il problema – spiega il Codacons – è che questo calo non è stato compensato da un incremento degli scambi commerciali con altri Paesi. Di fatto, le imprese italiane che fino a ieri contavano sugli Stati Uniti come sbocco privilegiato si trovano oggi private di una parte rilevante del loro mercato di riferimento”.

Secondo l’associazione, l’effetto dei dazi potrebbe incidere non solo sui margini di profitto delle aziende esportatrici, ma anche sulla loro capacità di investire, innovare e mantenere i livelli occupazionali. Una contrazione prolungata delle vendite all’estero rischia infatti di innescare un circolo vizioso con conseguenze negative per l’intera economia.

Il nodo della diversificazione dei mercati
Per il Codacons, il dato di agosto evidenzia la necessità di diversificare maggiormente i mercati di destinazione dell’export italiano, riducendo la dipendenza da pochi partner commerciali.
Gli Stati Uniti rappresentano da anni uno dei principali sbocchi per le imprese italiane, in particolare per settori come il lusso, il design, il vino e l’agroalimentare di qualità. La brusca frenata registrata con un -21,2% su base annua mette a nudo la vulnerabilità del nostro sistema produttivo di fronte a mutamenti improvvisi della politica commerciale.

Effetti a catena sull’economia interna
L’allarme lanciato dal Codacons non riguarda soltanto le aziende esportatrici. Il calo dell’export, infatti, può riflettersi anche sul mercato interno.
Una contrazione delle vendite all’estero significa minori entrate per le imprese, con il rischio di tagli a investimenti, ricerca e sviluppo, e – in prospettiva – a posti di lavoro.
In parallelo, l’aumento dei dazi può tradursi in prezzi più alti per alcuni beni importati e in una compressione dei margini che si riversa sui consumatori finali, riducendone il potere d’acquisto.

Un problema di competitività
Secondo l’associazione dei consumatori, l’attuale situazione è destinata a pesare anche sulla competitività del sistema Italia.
“Siamo di fronte a un danno economico evidente – spiega il Codacons – per tutte quelle industrie che esportavano i propri prodotti negli Usa e che oggi si vedono tagliate fuori da una parte importante del mercato globale. Se non si interviene rapidamente, il rischio è un effetto domino che inciderà sulla capacità del Paese di crescere”.

La perdita di quote di mercato in un’economia come quella statunitense, dove la domanda resta robusta ma condizionata dalle barriere tariffarie, rischia di indebolire il posizionamento internazionale delle nostre imprese e di spostare investimenti e contratti verso concorrenti di altri Paesi.

Le richieste del Codacons

Di fronte a questa situazione, il Codacons chiede al governo di attivarsi con urgenza per sostenere le imprese esportatrici.
L’associazione sollecita misure che vadano dal sostegno finanziario alla promozione in nuovi mercati, fino a un confronto diplomatico con Washington per allentare l’impatto dei dazi. Secondo il Codacons, solo un’azione coordinata può evitare che l’“onda lunga dello tsunami dazi” continui a erodere il tessuto produttivo nazionale e a pesare sui consumatori.

Una sfida per la politica commerciale europea
Il caso italiano è emblematico anche per l’Unione Europea, che si trova a dover ridefinire le proprie strategie commerciali in un mondo segnato da protezionismi e tensioni geopolitiche.
Per il Codacons, è urgente che Bruxelles adotti una linea unitaria per difendere le imprese europee e favorire accordi che limitino i danni derivanti da barriere tariffarie unilaterali.

L’urgenza di risposte rapide
La contrazione dell’export registrata ad agosto rappresenta un campanello d’allarme per l’economia italiana, che resta fortemente dipendente dalle vendite all’estero.
Se l’onda dei dazi dovesse protrarsi nei prossimi mesi, l’impatto si farebbe sentire non solo sulle imprese esportatrici ma anche sulla filiera produttiva e sull’occupazione, aggravando le difficoltà di un sistema già sotto pressione per l’aumento dei costi energetici e le incertezze internazionali.

Il Codacons invita a considerare il problema come una priorità per la politica economica nazionale ed europea. Un intervento tempestivo, avverte l’associazione, è essenziale per evitare che l’“effetto tsunami” diventi strutturale e comprometta la ripresa economica italiana.

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