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Debito Usa, allarme Goldman Sachs: senza crescita sarà resa dei conti

- di: Matteo Borrelli
 
Debito Usa, allarme Goldman Sachs: senza crescita sarà resa dei conti
Il ceo di Goldman Sachs e la resa dei conti del debito Usa
Senza la spinta della crescita economica il gigantesco debito americano potrebbe trasformarsi in una bomba a orologeria, avverte David Solomon (foto).

Quando David Solomon, amministratore delegato di Goldman Sachs, si alza al tavolo del Economic Club of Washington, gli operatori di mercato smettono di scherzare. In un intervento del 30 ottobre 2025 lanciato fra i riflettori finanziari mondiali, Solomon ha usato parole forti: «Se continuiamo sulla rotta attuale e non alziamo il livello della crescita, ci sarà una resa dei conti».

Un debito che cresce e una crescita che rallenta

Negli Stati Uniti il debito pubblico ha raggiunto cifre da record: circa 38 mila miliardi di dollari secondo le stime più recenti. Solomon ha sottolineato che l’incremento – accelerato dalle spese straordinarie della pandemia – ha creato una «dipendenza dallo stimolo fiscale» che non sembra destinata a diminuire. Il rischio concreto, secondo il ceo, è che la crescita economica non sufficiente renda insostenibile l’assetto di spesa e debito: un grafico ben noto agli analisti potrebbe trasformarsi in un trampolino per una crisi di fiducia.

Ma la recessione non è ancora dietro l’angolo

Non è un grido d’allarme immediato: Solomon ha chiarito che la probabilità di una recessione nel breve termine appare «bassa». Pur riconoscendo le crepe nel sistema, il ceo di Goldman Sachs non vede al momento un crack creditizio sistemico all’orizzonte.

Il doppio binario di Goldman Sachs: utili da record e tagli al personale

Paradosso della finanza moderna: la stessa banca che avverte del rischio debito è anche in piena fase di ricavi record. Goldman Sachs ha infatti registrato performance brillanti nel terzo trimestre grazie alle commissioni legate a fusioni e acquisizioni. Al tempo stesso, però, comunica tagli al personale come parte di un piano di efficienza interna guidato dall’adozione dell’Intelligenza artificiale. Questo doppio binario – massimo profitto, minore occupazione – riflette la tensione tra crescita tecnologica e stabilità sociale.

Quali sono gli scenari e i rischi reali?

Se la crescita americana non accelera, i rischi delineati da Solomon possono concretizzarsi in diverse forme: aumento dei tassi d’interesse, fuga degli investitori internazionali, svalutazione del dollaro e – nel peggiore dei casi – crisi del costo del debito sovrano. La dipendenza continua dallo stimolo fiscale senza un corrispettivo aumento della produttività rappresenta un gioco rischioso. È importante inoltre notare che non si tratta soltanto degli Stati Uniti: la fiducia globale nei mercati obbligazionari è messa alla prova.

La lezione per l’Italia e l’Europa

Il messaggio rivolto agli Stati Uniti ha implicazioni anche per l’Europa e per l’Italia: deficit e debito elevati non possono essere ignorati se non accompagnati da un piano credibile di crescita e riforme. In un contesto mondiale di costi del capitale in aumento e «zona grigia» fra stimolo e austerità, il rischio è che le economie medio-piccole vengano trascinate in un vortice. Il warning di Solomon vale anche per chi oggi naviga in acque apparentemente tranquille.

In definitiva: il ceo di Goldman Sachs non sta suonando l’allarme rosso, ma ha acceso un faro su un problema che molti vorrebbero dimenticare. E il messaggio è chiaro: senza crescita non ci sarà salvezza.

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