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State Street Global Advisors - Commento ai risultati delle elezioni in Francia

- di: Elliot Hentov, Head of Macro Policy Research di State Street Global Advisors
 
Come avevamo previsto, si è concretizzato lo scenario di un parlamento sospeso, con percentuali di voti leggermente più elevate per i partiti di sinistra e centristi. Nella nostra previsione prima della prima tornata elettorale avevamo immaginato un outcome con un governo ad interim o di minoranza – potrebbero volerci diversi mesi per formare l’organo governativo. Tuttavia, un parlamento di questo tipo avrà difficoltà a generare un percorso fiscale credibile. Il lato positivo è che, dal punto di vista di Bruxelles, si tratta dell’opzione migliore, poiché questa coalizione non minaccerebbe l'agenda politica dell'UE. La Commissione europea farà pressione sulla Francia per quanto riguarda il bilancio del Paese ma, consapevole della situazione politica, potrebbe avere un percorso meno conflittuale. In altre parole, in questo scenario, la Francia può continuare ad andare avanti.

Questo risultato può stabilizzare per la maggior parte gli attuali prezzi (elevati) dei titoli di Stato francesi, ma con un governo debole e una politica ancora fragile, i rischi di ribasso continuano ad essere predominanti. Il premio per il rischio nei mercati non francesi dovrebbe diminuire - i bund tedeschi potrebbero registrare un sell off a causa della minore avversione al rischio e l'euro potrebbe recuperare gran parte del terreno perduto, a parità di condizioni.

Guardando al futuro, il modo in cui considerare la situazione è che i grandi rischi upside e downside sono limitati: non ci sarà né una forte espansione fiscale né un consolidamento fiscale. Rimane una certa incertezza residua, motivo per cui le azioni e le obbligazioni francesi continueranno ad essere leggermente scontate, ma i mercati obbligazionari e azionari europei più in generale avranno bisogno di un nuovo catalizzatore nei prossimi mesi.
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