L’America atterra a Malpensa e l’aeroporto si trasforma in una zona a traffico diplomatico controllato. Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Italia accompagnato dalla moglie Usha, prelevato direttamente in pista dal servizio di sicurezza. Non un passaggio ordinario, ma una coreografia studiata al millimetro: scalo blindato, viabilità filtrata, convoglio pronto a scattare.
Vance e Rubio sbarcano a Malpensa, prova generale Milano-Cortina
La destinazione immediata è Gallarate, hotel Sheraton, base logistica prima del trasferimento a Milano. È già nel Paese anche il segretario di Stato Marco Rubio. La doppia presenza americana segna il peso politico della cornice che ruota attorno a Milano-Cortina 2026. È una visita che parla di sport, ma soprattutto di diplomazia, sicurezza e immagine internazionale. L’Italia mette in scena la sua macchina organizzativa. Gli Stati Uniti testano la loro. In mezzo c’è l’Olimpiade che verrà.
Malpensa in assetto sicurezza
L’arrivo del vicepresidente è stato gestito come un’operazione ad alta sensibilità. Area aeroportuale presidiata, accessi controllati, movimenti ridotti all’essenziale. Vance è stato trasferito su un convoglio protetto senza passaggi intermedi. Il dispositivo di sicurezza ha coinvolto forze italiane e apparati americani in coordinamento stretto, segno di una visita considerata strategica.
Rubio già operativo in Italia
Il segretario di Stato Marco Rubio era già arrivato nelle ore precedenti. La presenza simultanea dei due vertici politici statunitensi dà alla missione un profilo che supera la semplice rappresentanza olimpica. È una tappa diplomatica che inserisce Milano-Cortina dentro il circuito della geopolitica soft power: sport, relazioni internazionali, visibilità globale.
Milano-Cortina come banco di prova
Quello di Malpensa è anche un test generale. Le autorità italiane stanno rodando procedure e protocolli in vista dei Giochi. Aeroporti, hotel, percorsi blindati, coordinamento tra intelligence e sicurezza territoriale: ogni dettaglio anticipa la gestione dei grandi flussi e delle delegazioni internazionali che arriveranno nel 2026. L’Olimpiade, prima ancora di accendersi, muove già la diplomazia.