Documenti del Dipartimento di Giustizia mostrano email inedite: l’intercessione di Jeffrey Epstein con il presidente del Bard, ringraziamenti e tensioni sulla trasparenza dei “Epstein files”.
Una nuova ondata di documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti svela un episodio finora poco noto nei dossier relativi a Jeffrey Epstein: l’ex finanziere condannato per reati sessuali avrebbe avuto un ruolo nel facilitare il percorso di ammissione universitaria per una delle figlie di Woody Allen e Soon-Yi Previn, mettendo la famiglia in contatto con il presidente del Bard College, un suo conoscente di lunga data.
Le email, rese pubbliche nella nuova tranche di oltre tre milioni di pagine di materiali raccolti nelle indagini su Epstein, mostrano come l’uomo fosse attivo nel tessere relazioni e contatti ben oltre gli ambienti criminali per cui era noto. Tra queste, c’è una comunicazione datata 11 gennaio 2017 inviata all’indirizzo associato ad Allen — ma apparentemente scritta da Previn — in cui la coppia ringrazia Epstein per aver “fatto entrare Bechet al Bard”.
La figlia coinvolta, Bechet Allen, ha poi effettivamente frequentato il Bard College, una istituzione privata di arti liberali a Annandale-on-Hudson, nello stato di New York, conseguendo la laurea nel maggio 2021, come risulta dal suo profilo LinkedIn.
“Non posso ringraziarti abbastanza per aver fatto entrare Bechet al Bard” — recita l’email, nella quale Previn, parlando in modo confidenziale con Epstein, afferma anche: “Penso sia meglio che Bechet si impegni e non sappia in anticipo di essere stata ammessa…”.
Nel messaggio viene anche fatta una battuta pungente: “Woody ha detto che quando Bechet darà fuoco alla scuola, dovranno ringraziare te”, sottolineando la dimensione informale e ironica con cui la famiglia si esprimeva nella corrispondenza privata.
Un portavoce del Bard College ha minimizzato l’intervento, affermando che Epstein era soltanto uno tra tanti che cercavano di intercedere e che Bechet era stata ammessa “sulla base dei suoi meriti”. Secondo la dichiarazione, il presidente del Bard, Leon Botstein, è solito rispondere a molte richieste di contatto da parte di ex studenti e persone interessate al college.
Queste rivelazioni si inseriscono nel più ampio contesto dei cosiddetti “Epstein files”, una massa di materiali legali e comunicazioni che negli ultimi mesi ha rivelato connessioni sorprendenti tra Epstein e figure dell’alta società, del mondo accademico e politico. Tra gli altri contenuti spuntano nomi di università, imprenditori, politici e persino scienziati, che avevano interagito con Epstein in vari modi prima della sua morte in carcere nel 2019.
Il caso Allen-Previn-Bard aggiunge un ulteriore tassello al ritratto di Epstein non solo come trafficante sessuale ma come intermediario per influenti relazioni personali, sottolineando i pericoli di confusione tra reti di potere e percorsi accademici, e aprendo nuovi interrogativi sulla trasparenza nei processi di ammissione alle università americane.