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Bonus anziani confermato fino al 2026: requisiti, importi e domanda

- di: Vittorio Massi
 
Bonus anziani confermato fino al 2026: requisiti, importi e domanda

Prestazione Universale per over 80 non autosufficienti: chi può averla, quanto vale e come ottenerla secondo le ultime indicazioni INPS.

Il Bonus anziani, conosciuto tecnicamente come Prestazione Universale, resterà operativo fino al 31 dicembre 2026. La misura nasce con l’obiettivo di sostenere le persone molto anziane, in condizioni di non autosufficienza totale e con redditi bassi, alleggerendo il peso economico dell’assistenza continuativa sulle famiglie.

La proroga è prevista dal Decreto Anziani e confermata dalle più recenti comunicazioni istituzionali, in un contesto in cui – come evidenziato dai dati ufficiali – la spesa previdenziale è sotto controllo, mentre cresce l’attenzione sull’assistenza.

A chi spetta il Bonus anziani

Per accedere alla Prestazione Universale servono tutti questi requisiti:

  • almeno 80 anni di età;
  • condizione di disabilità gravissima o necessità di assistenza continua, secondo i criteri fissati dal DM 26 settembre 2016;
  • ISEE non superiore a 6.000 euro.

Ai fini del controllo reddituale, l’INPS accetta sia l’ISEE ordinario sia l’ISEE sociosanitario con nucleo ristretto, ampliando la platea dei potenziali beneficiari.

Un aiuto che si aggiunge all’indennità di accompagnamento

La Prestazione Universale non sostituisce l’indennità di accompagnamento ma la integra.

L’importo complessivo può arrivare fino a 1.392 euro al mese, sommando:

  • l’indennità di accompagnamento;
  • un assegno di assistenza da 850 euro mensili, erogato separatamente.

Si tratta di un sostegno pensato per coprire i costi dell’assistenza 24 ore su 24, spesso insostenibili per i nuclei familiari.

A cosa serve l’assegno di assistenza

La quota integrativa da 850 euro può essere utilizzata esclusivamente per spese legate alla cura della persona, in due modalità principali:

  • retribuzione di lavoratori domestici impegnati nell’assistenza per almeno 15 ore settimanali, con contratto regolare secondo i CCNL di settore (art. 51 d.lgs. 81/2015);
  • acquisto di servizi professionali qualificati nell’ambito dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto della programmazione regionale e locale.

Quali servizi possono essere acquistati

I servizi ammessi non devono essere sanitari o infermieristici e rientrano in due grandi aree.

Area socioassistenziale: cura e igiene della persona, lavanderia, pasti a domicilio, aiuto nella gestione della casa, accompagnamento a visite, commissioni quotidiane, supporto per pratiche amministrative.

Area sociale: sostegno alle relazioni sociali, mantenimento delle abilità pratiche, supporto psicologico ed educativo, telesoccorso e teleassistenza.

Come presentare la domanda

La richiesta può essere inoltrata:

  • online, tramite il portale INPS, accedendo al servizio Prestazione Universale – Decreto Anziani;
  • tramite patronato, senza costi per il cittadino.

La procedura è strutturata per essere accessibile anche senza intermediari.

Il questionario sul bisogno assistenziale

Durante la domanda è obbligatorio compilare un questionario dettagliato sul bisogno assistenziale.

Le informazioni riguardano lo stato di salute dell’anziano e l’organizzazione concreta dell’assistenza: dati fondamentali per la valutazione complessiva da parte dell’Istituto.

Documentazione delle spese: passaggio decisivo

Per ricevere la quota integrativa è indispensabile caricare online la documentazione delle spese sostenute.

L’assenza dei giustificativi comporta la perdita del diritto all’assegno di assistenza.

Scadenze da rispettare per non perdere il bonus

Dopo l’accoglimento della domanda, i documenti devono essere inviati entro 30 giorni dalla comunicazione INPS.

Nel tempo, sono previste verifiche periodiche: il mancato rispetto delle scadenze può portare alla sospensione o revoca della parte integrativa della prestazione.

Cosa succede in caso di decesso del beneficiario

Con la comunicazione INPS n. 2821 del 26 settembre 2025, sono state chiarite le modalità di pagamento delle somme maturate e non riscosse.

Per la parte fissa (indennità di accompagnamento) valgono le regole già in vigore.

Per l’assegno da 850 euro, invece, gli eredi devono presentare la documentazione delle spese sostenute prima che l’Istituto proceda alla liquidazione degli arretrati, tramite domanda telematica.

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