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Usa: bocciate misure anti-contagio in luoghi di culto a New York

- di: Emanuela M. Muratov
 
C'è chi, nella decisione della Corte suprema degli Stati Uniti di impedire allo Stato di New York di limitare la partecipazione ai luoghi di culto, come misura per frenare i contagi da Covid-19, vede il primo effetto concreto della nomina del giudice conservatore Amy Coney Barrett, fortemente voluta da Donald Trump.

La decisione è infatti passata con una risicata maggioranza (cinque voti a quattro) ed è stata motivata anche dalla considerazione che "i servizi religiosi non dovrebbero essere trattati in modo diverso dalle riunioni non religiose consentite''. Il governatore Andrew Cuomo aveva limitato a 10 il numero di persone che potevano incontrarsi nei luoghi di culto nelle zone rosse, dove il virus circola molto, ed a 25 nella zona arancione, considerata meno rischiosa.

La Corte suprema, investita della decisione dopo le istanze presentate dalla diocesi cattolica di Brooklyn e da due sinagoghe della metropoli, ha stabilito che le misure fossero contrarie al libero esercizio della religione, protetto dal Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti.

Nella motivazione si legge che "i membri di questa Corte non sono esperti di salute pubblica e dobbiamo rispettare il giudizio di coloro che hanno particolari competenze e responsabilità in questo settore. Ma, anche in tempi di pandemia, non possiamo mettere da parte e dimenticare la Costituzione. Le restrizioni in gioco qui, che impediscono effettivamente a diverse persone di partecipare alle funzioni religiose, vanno al cuore stesso della protezione della libertà di culto ai sensi del Primo Emendamento".

Le misure di contrasto alla pandemia erano state adottate dal governatore Cuomo davanti all'aumento impressionante di contagi registrati in zone dello Stato in cui vivono folte comunità di ebrei ortodossi, poi erano state estese anche a tutti i luoghi di culto. Ma la sentenza della Corte suprema ha un valore giuridico e non più pratico, dal momento che da tempo le restrizioni sono state revocate.

Nei mesi scorsi la Corte suprema (per casi simili in California, a maggio, e in Nevada, a luglio) si era espressa con pronunce di senso opposto, anche grazie al voto della giudice progressista Ruth Bader Ginsburg, deceduta nelle scorse settimane e sostituita alla cattolica conservatrice Amy Coney Barrett, che nella decisione su New York ha fatto pendere la decisione contro la chiusura dei luoghi di culto.

Il Governatore Cuomo non ha mancato di farlo notare, chiedendo "Perché pronunciarsi su un caso discutibile e proporre una decisione diversa da quella che hai reso diversi mesi fa sullo stesso argomento?". A lui ha indirettamente replicato il giudice conservatore Neil Gorsuch, sostenendo che "mentre la pandemia pone molte serie sfide'', non esiste un mondo in cui la Costituzione "tolleri decreti codificati a colori che riaprono negozi di liquori e negozi di biciclette, ma chiudono chiese, sinagoghe e moschee". La pandemia ha alimentato gravi tensioni tra il municipio democratico e la comunità ebraica ortodossa di New York, accusata di non aver rispettato le regole di distanziamento sanitario .
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