A Berlino il blackout è entrato nel quinto giorno consecutivo e la normalità è ancora lontana. Nel distretto di Steglitz-Zehlendorf, nella parte sud-occidentale della capitale, circa 25.500 famiglie risultano tuttora senza elettricità. Le squadre tecniche continuano a lavorare senza sosta, ma il ripristino completo della fornitura procede a rilento, complicato dall’estensione dei danni e dalla natura sensibile dell’infrastruttura colpita.
Germania, Berlino al buio da cinque giorni
Con il passare delle ore, l’attenzione si è spostata dal semplice guasto tecnico a una possibile azione dolosa. Un gruppo di estrema sinistra che si firma “Vulkangruppe” ha rivendicato un incendio su un ponte di cavi nei pressi della centrale elettrica di Lichterfelde, uno snodo considerato strategico per l’alimentazione elettrica di ampie zone della città. La rivendicazione è ora al vaglio degli investigatori, che stanno verificando la corrispondenza tra quanto dichiarato e i danni effettivamente riscontrati sul posto.
Le immagini e gli accertamenti
Media locali e piattaforme online hanno diffuso immagini che mostrerebbero cavi in fiamme nell’area interessata. Il materiale è stato acquisito dagli inquirenti ed è oggetto di analisi tecnica per stabilire se l’incendio sia stato innescato deliberatamente e con quali modalità. Al momento, le autorità mantengono il riserbo sugli sviluppi investigativi, evitando di trarre conclusioni definitive prima delle verifiche.
Il sindaco: «È terrorismo»
Nel corso di una conferenza stampa del Senato cittadino, il sindaco di Berlino Kai Wegner ha parlato apertamente di “attacco terroristico”, escludendo che si possa trattare di un semplice incendio doloso o di un sabotaggio isolato. Secondo Wegner, l’episodio va inquadrato come un’azione mirata contro un’infrastruttura critica, con potenziali conseguenze sulla sicurezza della capitale e del Paese.
Indagini affidate al livello federale
Alla luce della gravità dell’episodio, la competenza è passata all’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) e alla Procura federale, che hanno assunto la guida delle indagini. L’obiettivo è accertare l’autenticità della rivendicazione, identificare eventuali responsabili e chiarire se l’azione rientri in una strategia più ampia di attacchi contro obiettivi sensibili. Non viene esclusa l’ipotesi di collegamenti con altri episodi di sabotaggio avvenuti in Germania negli ultimi mesi.
Le critiche sulla gestione dell’emergenza
Sul piano politico, il blackout ha aperto un fronte di polemiche. Il sindaco Wegner è finito sotto il fuoco delle critiche per una reazione iniziale giudicata tardiva, soprattutto nelle prime ore dell’emergenza, quando migliaia di famiglie sono rimaste senza informazioni chiare sui tempi di ripristino. Dall’opposizione e da alcune associazioni civiche arrivano richieste di maggiore trasparenza e di un piano di comunicazione più efficace in caso di crisi.
Vita quotidiana e disagi
Intanto, nei quartieri colpiti, la vita quotidiana resta fortemente condizionata. Negozi chiusi, attività economiche rallentate, difficoltà per anziani e persone fragili che dipendono da dispositivi elettrici. Le autorità locali hanno attivato punti di assistenza e generatori di emergenza per le strutture più sensibili, ma il disagio resta diffuso e crescente con il protrarsi del blackout.
Il nodo delle infrastrutture critiche
Il caso di Berlino riporta al centro del dibattito la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche. In un contesto segnato da tensioni politiche e sociali, la protezione di reti elettriche, centrali e snodi di distribuzione diventa una questione di sicurezza nazionale. Il governo federale segue con attenzione l’evoluzione della situazione, consapevole che un attacco riuscito a una rete urbana può avere effetti che vanno ben oltre il perimetro locale.
I tempi del ripristino
Le società energetiche coinvolte spiegano che i lavori proseguono giorno e notte, ma che la complessità dei danni rende difficile indicare una data certa per il ritorno completo dell’elettricità. La priorità resta la messa in sicurezza dell’impianto e la prevenzione di ulteriori incidenti. Nel frattempo, l’allerta resta alta e Berlino continua a fare i conti con un blackout che, da emergenza tecnica, si è trasformato in un caso politico e di sicurezza.