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Ue, Bruxelles chiede chiarimenti a quattro Big Tech sulla protezione dei minori online

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Ue, Bruxelles chiede chiarimenti a quattro Big Tech sulla protezione dei minori online

La Commissione europea ha avviato una nuova richiesta formale di informazioni nei confronti di quattro grandi piattaforme digitali — Snapchat, YouTube, Apple Store e Google Play — per verificare le misure adottate a tutela dei minori online in base alle disposizioni del Digital Services Act (DSA).

Ue, Bruxelles chiede chiarimenti a quattro Big Tech sulla protezione dei minori online

L’iniziativa, annunciata dalla vicepresidente Henna Virkkunen a margine del Consiglio informale delle telecomunicazioni di Horsens, rientra nel più ampio sforzo dell’Unione per garantire che i grandi operatori rispettino gli obblighi di trasparenza e sicurezza previsti dalla normativa europea sui servizi digitali.

Focus su algoritmi, privacy e contenuti dannosi
Secondo quanto riferito da Bruxelles, le richieste riguardano tre aree principali: la protezione della privacy dei minori, la trasparenza dei sistemi di raccomandazione dei contenuti e le misure di prevenzione contro la diffusione di materiale dannoso o inappropriato.
In particolare, la Commissione vuole accertare come le piattaforme verifichino l’età degli utenti, gestiscano i dati sensibili e prevengano l’esposizione dei minori a pubblicità mirate o a contenuti potenzialmente nocivi.

Le società coinvolte dovranno rispondere entro le prossime settimane, fornendo dettagli tecnici e documentazione interna. Sulla base delle risposte, Bruxelles potrà decidere se avviare un’indagine formale per violazione del DSA, che in caso di inadempienza prevede sanzioni fino al 6% del fatturato globale.

Virkkunen: “Serve un ambiente digitale sicuro per i nostri giovani”
“La tutela dei minori non è negoziabile. Vogliamo garantire che le piattaforme più utilizzate dai ragazzi rispettino pienamente le regole europee e offrano un ambiente digitale sicuro e trasparente”, ha dichiarato Henna Virkkunen, sottolineando che la protezione dell’infanzia online è una delle priorità politiche della Commissione.

La vicepresidente ha ricordato come il Digital Services Act rappresenti un punto di svolta per la responsabilità delle Big Tech, imponendo loro obblighi stringenti in materia di moderazione dei contenuti, pubblicità personalizzata e gestione dei rischi sistemici.

Le Big Tech nel mirino di Bruxelles
Non è la prima volta che la Commissione interviene nei confronti dei grandi operatori digitali. Negli ultimi mesi Meta, TikTok e X (Twitter) sono già state oggetto di verifiche analoghe per presunte violazioni legate alla disinformazione, alla pubblicità politica e alla protezione dei dati personali.

Con questa nuova iniziativa, Bruxelles punta a estendere il monitoraggio alle piattaforme più diffuse tra i minori, come Snapchat e YouTube, e ai principali store digitali, Apple e Google, che fungono da “porte d’accesso” per milioni di applicazioni.

L’obiettivo, spiegano fonti comunitarie, è valutare l’effettiva applicazione del DSA a un anno dalla sua entrata in vigore e assicurare che “le norme non restino sulla carta, ma si traducano in strumenti concreti di tutela per i cittadini più giovani”.

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