La campagna italiana continua a mietere vittime, e ancora una volta si tratta di un ragazzo giovanissimo. A Montopoli Valdarno, in provincia di Pisa, un ragazzo di 17 anni ha perso la vita schiacciato dal trattore che stava guidando nei campi di proprietà della sua famiglia. Un dramma che si inserisce nella lunga scia di morti sul lavoro che ogni anno colpiscono agricoltori, braccianti e lavoratori nei settori più fragili e meno tutelati. Stavolta, a pagare con la vita è stato un ragazzo, troppo giovane persino per sapere che il suo lavoro, in quelle condizioni, avrebbe potuto costargli la vita.
Ragazzo di 17 anni muore schiacciato dal trattore. Ancora una vittima sul lavoro agricolo
Il dramma si è consumato nella serata di ieri. Il ragazzo si trovava alla guida del trattore nei campi intorno alla frazione di Chiecina, a poca distanza dal confine con Palaia. Stava lavorando nella terra di famiglia, probabilmente da solo, come accade spesso nelle piccole aziende agricole, quando il mezzo si è improvvisamente ribaltato. Ancora incerte le cause dell’incidente: potrebbe essersi trattato di un terreno sconnesso, di una manovra azzardata o di un guasto meccanico.
Un padre che cerca il figlio e trova il dramma
È stato il padre, preoccupato per il mancato rientro del figlio all’ora di cena, a recarsi personalmente nei campi. Non vedendolo tornare e non ricevendo risposta alle telefonate, ha deciso di uscire di casa per cercarlo. Poco dopo le 20, la scoperta straziante: il corpo del ragazzo privo di vita, bloccato sotto il peso del trattore ribaltato. Una scena che ha segnato per sempre la famiglia e la comunità locale.
L’indagine e il nodo della sicurezza
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di San Miniato, insieme ai tecnici della medicina del lavoro dell’Asl. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’incidente. Si dovrà verificare se il mezzo fosse omologato e a norma, se il ragazzo avesse ricevuto un’adeguata formazione, se ci fossero dispositivi di sicurezza obbligatori, come la cintura o la cabina di protezione. Tutte domande che, ancora una volta, arrivano troppo tardi.
Un lavoro che uccide: i numeri dimenticati
Quella di Montopoli Valdarno non è una tragedia isolata. Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro, solo nel 2024 sono state oltre 1.000 le vittime registrate in Italia, con una media che sfiora i tre morti al giorno. Una parte significativa di queste vittime arriva proprio dal settore agricolo, uno dei più pericolosi insieme a edilizia, trasporti e logistica. I trattori, in particolare, sono responsabili di decine di incidenti mortali ogni anno, spesso causati dal ribaltamento del mezzo e dalla mancanza di dispositivi anti-schiacciamento.
Giovani e invisibili: chi sono le vittime
La morte del ragazzo pisano riporta al centro il tema, troppo spesso ignorato, del lavoro minorile in agricoltura. Nonostante la legge italiana vieti l’impiego di minori in lavori pericolosi, nelle campagne la realtà è molto diversa. Sono migliaia i giovani che, per necessità o tradizione familiare, affiancano i genitori nei lavori dei campi, spesso senza alcuna tutela, senza formazione e senza strumenti adeguati per difendersi dai rischi.
L’urgenza di cambiare le regole e la cultura del lavoro
La tragedia di Montopoli Valdarno non può essere archiviata come un incidente tra tanti. Dietro quei numeri freddi delle statistiche ci sono storie, famiglie, giovani vite spezzate. È necessario che il tema della sicurezza sul lavoro, soprattutto nei settori dimenticati come l’agricoltura, diventi una priorità politica e sociale. Servono controlli più severi, formazione obbligatoria, incentivi per l’acquisto di mezzi sicuri, ma serve anche un cambio culturale che metta al centro la vita dei lavoratori, e non solo la produttività.