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Meloni e il woke: tra Usa, Italia e Columbus Day un binomio inedito

- di: Bruno Coletta
 
Meloni e il woke: tra Usa, Italia e Columbus Day un binomio inedito
Meloni e il woke: tra Usa, Italia e Columbus Day un binomio inedito
Identità, tradizione e alleanza al centro del messaggio alla comunità italoamericana.

La cornice è Washington e il palcoscenico è il galà per i 50 anni della NIAF. In assenza fisica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni affida a un videomessaggio un attacco frontale alla “cultura woke” e un messaggio di rilancio del legame Italia-Usa. Il passaggio simbolico più netto è la difesa del Columbus Day, definito una ricorrenza che non si tocca: “Il Columbus Day è qui per restare”. Nel messaggio emerge l’idea che identità e tradizione siano parte integrante della postura internazionale dell’Italia.

Il fulcro del discorso: identità, tradizione e alleanza

Meloni evoca pressioni che, a suo dire, vorrebbero riscrivere la storia condivisa e minare i simboli della comunità italoamericana. Il registro è assertivo: “Ci sono forze che cercano di dividerci, di ridefinire la nostra storia e di distruggere le nostre tradizioni condivise”. Il messaggio non è solo culturale: ribadisce la lettura del rapporto Italia-Stati Uniti come asse strategico del mondo libero, con una valenza che va oltre la normale diplomazia.

Columbus Day, comunità italoamericana e rivendicazione simbolica

Negli ultimi anni il Columbus Day è diventato terreno di conflitto culturale: da un lato chi lo ritiene una celebrazione offensiva verso i popoli nativi, dall’altro chi lo considera una bandiera identitaria per milioni di italoamericani. Meloni si colloca esplicitamente in questo secondo campo, collegando la tutela della ricorrenza al riconoscimento del contributo degli italiani d’America: “Gli italoamericani hanno contribuito a costruire e a plasmare gli Stati Uniti”. Il messaggio punta a ricompattare la platea e a saldare orgoglio e politica estera.

Mattarella, Elkann e la presenza italiana all’evento

Nella serata è risuonato anche un saluto del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato l’ingegno, l’umanità e la laboriosità dei cittadini americani di origine italiana. In sala, una folta rappresentanza istituzionale italiana: il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, la ministra del Turismo Daniela Santanchè, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e il presidente del Lazio Francesco Rocca, con il Lazio ospite d’onore del galà. Presente anche Arianna Meloni. Tra i premiati, John Elkann: il presidente di Stellantis e Ferrari ha ricordato il doppio legame con Italia e Stati Uniti e ha sottolineato come essere forti in America significhi essere forti nel mondo e in Italia.

Tra geopolitica e commercio: oltre la simbolica

La scelta di enfatizzare identità e tradizione si intreccia con i dossier economico-commerciali: investimenti, dazi e accesso ai mercati. Un racconto che mira a tradurre la retorica identitaria in azioni concrete sul piano bilaterale. L’idea guida: una relazione speciale che rafforza l’Italia nell’arena globale e, al tempo stesso, parla all’opinione pubblica italoamericana.

Le osservazioni critiche e i retroscena

Non mancano le obiezioni. C’è chi teme che l’accento sul Columbus Day e la vicinanza a impostazioni politiche statunitensi possano oscurare questioni sostanziali: il nodo dei dazi sul Made in Italy, la coerenza europea della politica estera italiana, l’equilibrio tra memoria storica e sensibilità contemporanee (ad esempio, il riconoscimento dell’Indigenous Peoples’ Day in vari Stati). In questo quadro, la sfida per Roma è tenere insieme identità e interesse nazionale evitando che il confronto culturale si trasformi in scontro permanente.

Quali sviluppi e cosa tenere d’occhio

Agenda commerciale: verificare se il messaggio identitario si tradurrà in risultati negoziali su dazi e investimenti. Comunità italoamericana: sondare consenso, attivismo e possibili contro-narrazioni. Posizionamento europeo: misurare l’impatto della retorica transatlantica sugli equilibri Ue. Tenuta simbolica: capire come evolverà la percezione pubblica del Columbus Day in un contesto culturale in rapido cambiamento.

Una dichiarazione di linea politica

Più che un semplice saluto a una ricorrenza, il messaggio di Meloni alla NIAF è la dichiarazione di una linea politica che unisce radici, tradizione e alleanza strategica. Un gesto simbolico con implicazioni reali, che sposta il baricentro del discorso pubblico su come l’Italia intenda stare nel mondo: con identità affermata, ambizione negoziale e uno sguardo fisso alla sponda atlantica.

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