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Muro Cdu-Spd, l’ultradestra non sfonda in Vestfalia

- di: Bruno Legni
 
Muro Cdu-Spd, l’ultradestra non sfonda in Vestfalia

Ai ballottaggi le alleanze fermano l’Afd nelle città chiave. A Dortmund cade una roccaforte Spd dopo 79 anni di dominio. Il cordone sanitario funziona ancora, ma i sondaggi premiano Weidel. La Germania resta divisa tra Est e Ovest, con il vento populista che soffia forte.

(Foto: il cancelliere e leader della Cdu-Cus, Friedrich Merz, tira un sospiro di sollievo dai risultati dei ballottaggi in Vestfalia).

Questa volta il “cordone sanitario” ha funzionato. Nei ballottaggi comunali in Vestfalia, cuore industriale della Germania, l’ultradestra di Alternative für Deutschland (Afd) è stata respinta dall’asse tra Cdu e Spd, che avevano annunciato sin dal primo turno la volontà di collaborare pur di impedire ai candidati di Alice Weidel di conquistare poltrone da sindaco.

Il cordone sanitario regge

A Gelsenkirchen, Duisburg e Hagen l’esperimento è riuscito. A Gelsenkirchen la socialdemocratica Andrea Henze ha travolto Norbert Emmerich (Afd) con il 66,9% dei voti. A Duisburg il sindaco uscente Soeren Link (Spd) ha ottenuto un risultato plebiscitario: 78,6% contro il 21,4% del rivale Carsten Gross. A Hagen, infine, il candidato della Cdu Dennis Rehbein ha avuto la meglio sull’ultradestra Michael Eiche.

Il messaggio è chiaro: quando i due grandi partiti storici scelgono la convergenza, l’Afd resta fuori dalle stanze del potere. Ma resta il timore che si tratti solo di una barriera temporanea, difficile da mantenere a livello nazionale.

Dortmund rompe la tradizione

A fare notizia, però, è stato soprattutto l’esito di Dortmund. La città, storica roccaforte rossa da 79 anni, ha visto il successo del candidato cristianodemocratico Alexander Omar Kalouti, che ha raccolto il 52,9% contro il 47% del socialdemocratico Thomas Westphal. Un ribaltone che segna la fine di un’era e che ha già acceso un acceso dibattito interno alla Spd.

In parallelo, gli occhi restano puntati su Colonia, dove la prospettiva di un sindaco verde aprirebbe un nuovo fronte politico, spostando ulteriormente gli equilibri in un Land cruciale per il futuro della Germania.

Un partito in crescita nazionale

Se nei municipi la diga ha retto, i sondaggi raccontano un’altra verità. Secondo l’ultimo rilevamento Forsa, l’Afd sarebbe oggi il primo partito tedesco con il 27% delle intenzioni di voto, superando di due punti l’Unione di Cdu-Csu. Per il cancelliere Friedrich Merz e i socialdemocratici di governo, si tratta di un campanello d’allarme che non può essere ignorato.

L’ultradestra ha già consolidato posizioni nell’Est, dove ha conquistato alcuni municipi nonostante l’isolamento politico. Nessun altro partito, almeno finora, ha accettato di collaborare con i populisti, ma le tensioni locali e la pressione elettorale potrebbero incrinare il fronte comune.

L’ombra della normalizzazione

Le analisi degli osservatori segnalano un fenomeno preoccupante: la progressiva normalizzazione dell’immagine di Afd, nonostante gli avvertimenti dei servizi di sicurezza sul rischio estremista. Un processo che potrebbe trasformare il partito da outsider a forza strutturale del sistema politico, ribaltando equilibri storici.

Il clima che si respira è stato ben riassunto dal tabloid Bild, che ha seguito minuto per minuto i risultati: “Nessun miracolo blu in Vestfalia”, scriveva a urne chiuse, celebrando allo stesso tempo la “vittoria sensazionale della Cdu a Dortmund, dopo 80 anni di Spd”.

Germania sospesa tra due anime

La Germania esce da questo voto locale con una certezza e una contraddizione. Da un lato, il muro Cdu-Spd si dimostra ancora efficace nel fermare l’onda nera dell’ultradestra. Dall’altro, i numeri dei sondaggi raccontano di un Paese che si avvicina sempre di più a un bivio storico. L’Ovest resiste, l’Est spinge, e la tenuta della grande coalizione appare fragile di fronte al vento populista che soffia sempre più forte.

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