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La sfida mancata: MPS e BPM rilanciano nel risiko post‑Unicredit

- di: Giuseppe Castellini
 
La sfida mancata: MPS e BPM rilanciano nel risiko post‑Unicredit
La sfida mancata: MPS e BPM rilanciano nel risiko post‑Unicredit

Dopo il ritiro dell’ops di UniCredit, Montepaschi e Banco BPM tornano protagonisti, con strategie agili e ambiziose sul mercato italiano.

(Foto: fotomontaggio realizzato con l'intelligenza artificiale, Lovaglio - Mps - e Castagna - Bpm - si guardano sorridenti).

La fine dell’ops e il nuovo assetto del risiko bancario

Il 22 luglio 2025 UniCredit annuncia il ritiro della sua maxi-offerta da 14,6 miliardi di euro per l’acquisizione del Banco BPM, a causa dell’“incertezza continua sull’applicazione delle prescrizioni del Golden Power” imposte dal governo italiano.

I rigidi paletti – tra cui vincoli sul patrimonio, divieto di ridurre prestiti-depositi, uscita dalla Russia – spingono il ceo Andrea Orcel a definire la vicenda “un’opportunità mancata”.

La vicenda aveva toccato il culmine con una sospensione di 30 giorni da parte di Consob e una sentenza del TAR Lazio che sdoganava alcune misure, ma confermava la condizione sull’uscita dalla Russia. Nonostante il parziale via libera della Commissione europea, il tempo per una soluzione definitiva si è rivelato insufficiente.

Banco BPM: da preda a protagonista

Con l’operazione saltata, Banco BPM – guidato da Luigi Castagna – vede rafforzata la propria autonomia e visibilità sul mercato.

Oggi si trova da un lato libero dalle fusioni indesiderate, dall’altro sotto i riflettori come potenziale player per alleanze alternative. Il suo titolo è in buona forma: un rally del 21% dopo l’ipotesi di ops conferma che la Borsa guarda con interesse alle mosse future.

Inoltre, Banco BPM è già entrato nel capitale di MPS comprando il 5% nell’autunno 2024, allineandosi agli investimenti di Anima Holding e partecipando alla privatizzazione statale. Una mossa che rafforza i legami tra le due banche e apre scenari strategici per il 2025.

Montepaschi: l’outsider pronto allo sprint

MPS, dopo l’ops ostile su Mediobanca e la quotazione record, ha dimostrato una certa aggressività strategica. Lo stop dell’operazione tra UniCredit e BPM crea un’autostrada per Montepaschi, che può riversare sull’alleanza con BPM risorse e ambizioni.

I mercati lo percepiscono: il titolo MPS è salito marcatamente, complice la liquidità dallo Stato (ridotto all’11,7 %), la vendita della controllata belga e l’utile 2023 record superiore a 2 miliardi di euro, con distribuzione dividendi. Questo posiziona MPS come hub ideale per future convergenze nel sistema bancario.

Commenti e scenari futuri

Andrea Orcel (UniCredit): “La continua incertezza sull’applicazione delle prescrizioni del Golden Power non giova a nessuno…”

Fonti vicine a UniCredit: “Il ritiro è dovuto all’interferenza del governo italiano, che ha distorto il processo e privato gli azionisti di un’opportunità preziosa”.

EUROborsa: “Dopo il ritiro si rafforza il ruolo autonomo e strategico del Banco BPM guidato da Castagna”.

Morningstar: “Il rally del titolo MPS (+21 %) segnala un solido interesse verso il potenziale rilancio post-fusione”.

Viaggi tra potenziali mosse e opportunità

Banco BPM potrebbe rilanciare – rafforzare la propria autonomia, valutare alleanze con BPER o persino una partnership più strutturata con MPS.

MPS ha terreno fertile: in assenza di UniCredit può diventare il fulcro di un progetto di consolidamento domestico, grazie a risorse patrimoniali, stato partecipativo ridotto e titoli sulla rampa di lancio.

Il governo e Bruxelles saranno attori chiave: il governo punta a una “terza via pubblica-privata” con MPS, ma dovrà fronteggiare il pressing dell’UE, che vigila sulla libera concorrenza.

C’è nuova partita

Il fallimento dell’ops UniCredit spalanca una finestra d’opportunità. Banco BPM si emancipa, Montepaschi si rafforza e il governo italiano può puntare su una convergenza più domestica, meno dipendente da giganti esteri.

Lo scenario si fa vivace: tra alleanze industriali, scelte strategiche e la sfida a crescere nei capitali post-ristrutturazione, MPS e BPM possono giocare da protagonisti nel prossimo capitolo del risiko bancario italiano.

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