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Scuola, stipendi capovolti: umanisti premiati e Stem penalizzati

- di: Bruno Coletta
 
Scuola, stipendi capovolti: umanisti premiati e Stem penalizzati
Insegnanti tra divari e paradossi: il caso italiano visto da Tortuga

Gli stipendi penalizzano chi insegna materie scientifiche e premiano gli umanisti, svela il think tank Tortuga: un sistema che rischia di allontanare i talenti Stem dalla scuola.

Un insegnante italiano guadagna meno dei colleghi europei e, spesso, meno dei lavoratori laureati del suo stesso Paese. È la fotografia tracciata dal think tank Tortuga, che smonta luoghi comuni e porta dati sorprendenti: il divario salariale non è uguale per tutti.

Il quadro retributivo

“Afferma il think tank Tortuga” che un docente con 15 anni di esperienza nelle scuole superiori italiane guadagna circa 44 mila dollari lordi all’anno, ben al di sotto della media internazionale e lontanissimo dai livelli dei paesi più avanzati. Complessivamente, gli insegnanti italiani percepiscono circa il 16% in meno rispetto ai colleghi europei.

La forbice con i dirigenti

Oltre alla distanza con gli altri laureati, Tortuga mette in evidenza la sproporzione interna: i dirigenti scolastici arrivano a guadagnare oltre il 70% in più della media dei laureati, mentre i docenti restano ben sotto il livello di riferimento. Evidenzia il report di Tortuga che questo assetto convoglia il riconoscimento economico sulle posizioni apicali, lasciando in ombra chi sta ogni giorno in classe.

Umanistico batte Stem (a scuola)

La parte più sorprendente riguarda la differenza tra lauree. Secondo Tortuga, chi ha studiato materie letterarie, linguistiche o artistiche tende a guadagnare di più se diventa insegnante rispetto agli ex compagni che scelgono altre carriere. Al contrario, i laureati Stem risultano penalizzati quando entrano nella scuola rispetto ai coetanei rimasti nell’industria, nei servizi avanzati o nella ricerca. Il report evidenzia che i numeri generali, spesso citati nel dibattito pubblico, nascondono un’eterogeneità profonda.

Che politica serve

Il nodo è chiaro: “quali laureati attira la scuola pubblica italiana?”, domanda Tortuga. Se gli stipendi scoraggiano chi possiede forti competenze scientifiche, l’Italia rischia di perpetuare il ritardo nelle discipline Stem, proprio mentre l’economia si sposta su digitale, dati e servizi ad alta intensità di conoscenza.

Il lavoro di Tortuga suggerisce che una politica educativa lungimirante debba affiancare al necessario innalzamento generalizzato degli stipendi anche incentivi mirati nelle aree dove è più difficile reclutare docenti di qualità, a partire dalle materie scientifiche e tecnologiche. “Evidenzia l’analisi del think tank Tortuga” che così la scuola italiana può attrarre e trattenere i talenti che cambiano la vita degli studenti. 

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