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Inchiesta Mogherini, l’onda si allarga sul Collegio d’Europa

- di: Bruno Legni
 
Inchiesta Mogherini, l’onda si allarga sul Collegio d’Europa
Perquisizioni, nuovi indagati e domande sulla trasparenza europea

Il vortice intorno a Federica Mogherini (foto) e al College of Europe – l’istituto di élite per la formazione diplomatica dell’Ue – si fa sempre più ampio. Le accuse iniziali — frode negli appalti e favoritismi nella gara per la formazione diplomatica — ora coinvolgono più persone e suscitano un interrogativo scomodo: quanto è solido il meccanismo di selezione e trasparenza nella diplomazia europea? 

Il 2 dicembre 2025, su ordine della European Public Prosecutor's Office (EPPO), le forze dell’ordine belghe hanno effettuato perquisizioni presso le sedi del College di Bruges, nella sede del European External Action Service (EEAS) a Bruxelles e nelle abitazioni degli indagati.

Inizialmente tre persone — Mogherini, l’ex segretario generale dell’EEAS Stefano Sannino e un dirigente del College (spesso indicato come Cesare Zegretti) — erano finite in stato di fermo. In seguito sono state rilasciate, ma sono formalmente accusate di frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale. 

 Un’Accademia in fibrillazione

Il bando contestato riguardava la creazione e la gestione della European Diplomatic Academy — un programma di formazione di nove mesi per giovani diplomatici Ue, assegnato nel 2021-2022 al College di Bruges. Secondo l’accusa, criteri e dettagli riservati della gara sarebbero stati comunicati in anticipo, vanificando la par condicio prevista da regolamenti Ue.

L’assegnazione del contratto avrebbe favorito il College di Europa in un momento di pressione finanziaria per l’istituto — una circostanza che, per gli investigatori, potrebbe aver incentivato scorrettezze.

Dimissioni e conseguenze istituzionali

Il 4 dicembre 2025 Morgherini ha annunciato le sue dimissioni da rettrice del College e direttrice dell’Accademia diplomatica, con effetto immediato.

Una decisione che giunge dopo la sospensione dell’immunità e le prime accuse formali, e che secondo molti segnala una volontà di limitare il danno d’immagine all’intera istituzione.

Oltre Bruges: un colpo al cuore della diplomazia europea

Il caso non riguarda solo singole responsabilità: è sotto esame l’intero sistema con cui l’UE forma i suoi diplomatici. Se le accuse venissero confermate, il rischio è di minare la fiducia nelle procedure di appalto e nei criteri di selezione per ruoli chiave nella diplomazia comunitaria.

In vari ambienti si parla già di “onda lunga”: altri nomi, altri enti europei coinvolti, domande sul ruolo del fondo pubblico nella formazione diplomatica, e sulla trasparenza dei processi decisionali.    

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