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Stretta su Iva e compensazioni: il fisco cambia passo

- di: Jole Rosati
 
Stretta su Iva e compensazioni: il fisco cambia passo

La manovra 2026 mette in campo una mossa forte contro l’evasione: crediti Iva, cartelle “in vita” e strumenti digitali al centro.

(Foto: secondo da destra il ministro a Economia e Finanze, Giovanni Giorgetti).

È tempo di cambiare registro nel rapporto tra contribuente e fisco: con la prossima legge di bilancio 2026 il governo introduce misure che vanno ben oltre la rottamazione. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lo ha spiegato il 17 ottobre. In sintesi: soglia di alert fiscale per le compensazioni abbassata da 100 mila € a 50 mila €, stop alla compensazione per chi ha cartelle attive, controlli automatici sulla dichiarazione Iva non presentata, e accesso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione alle e-fatture dei debitori. La mossa – secondo gli addetti ai lavori – segna un’accelerazione nella lotta all’evasione a favore di una maggiore trasparenza. (Fonte: Informazione Fiscale, 17/10/2025)

Cosa cambia per le compensazioni dei crediti fiscali

La novità più significativa riguarda le compensazioni orizzontali: da gennaio verrà fissata una soglia di 50 mila € oltre la quale scatterà l’obbligo di verifiche più stringenti per l’utilizzo dei crediti in compensazione. (Fonte: Informazione Fiscale, 17/10/2025)

In pratica: se un’impresa o un professionista ha cartelle esattoriali o atti di recupero in vita, e aspira a utilizzare un credito d’imposta per compensare debiti fiscali, dovrà considerare questa nuova soglia. Il modello di riferimento normativo è l’art. 37 del dl 223/2006 (comma 49-quinquies).

Secondo il testo preliminare della manovra, “l’esclusione dalla compensazione in presenza di atti di recupero” scatterà se il debito attivo supera 50 mila €, segnalando l’intenzione di impedire l’utilizzo improprio dei crediti per sanare posizioni pregresse.

In aggiunta, per i crediti Iva annuali, valgono già da inizio anno regole più rigide: ad esempio, la compensazione “orizzontale” di un credito annuale superiore a 5.000 € può essere posta in essere solo dopo la presentazione della dichiarazione annuale Iva (Circolare 7/2025). (Fonte: StudioVabri, 27/01/2025)

Controlli Iva e fatture elettroniche: il fisco “scatta” prima

La manovra rafforza anche altri strumenti: l’Agenzia delle Entrate potrà attivare controlli automatici sulle dichiarazioni Iva che non vengono presentate, e l’AdER potrà accedere alle e-fatture (e-fatturazione) per verificare i flussi finanziari reali dei debitori. (Fonte: Informazione Fiscale, 17/10/2025)

In concreto, se un soggetto non invia la dichiarazione Iva e contemporaneamente ha una attività documentata tramite fattura elettronica, l’alert scatterà e l’amministrazione fiscale potrà intervenire più rapidamente. Non più soltanto dopo anni di contenzioso, ma in «tempo reale», come spiegato da fonti governative.

Impatto per imprese e professionisti: occhio alle carte

Le imprese e i professionisti dovranno fare i conti con un orizzonte più stretto:

  • Verificare che non vi siano cartelle o atti di recupero aperti che impediscano l’utilizzo dei crediti;
  • Assicurarsi che la dichiarazione Iva annuale venga trasmessa tempestivamente per poter usare crediti superiori a 5.000 €;
  • Monitorare la loro soglia di compensazione e la presenza di eventuali debiti pendenti.
Se fino ad oggi la soglia generica era 100 mila €, con la nuova misura scende drasticamente a 50 mila €, riducendo sensibilmente il margine operativo.

 

Come commenta un consulente tributario: “La novità impone un cambio di passo: non basta più avere un credito, bisogna dimostrare una posizione ‘pulita’ e aggiornata”.

Perché questa svolta fiscale?

La ratio del provvedimento è chiara: contrastare tempestivamente l’evasione e l’uso improprio dei crediti d’imposta come strumenti di “autofinanziamento” per soggetti con debiti. Negli ultimi mesi il ministro Giorgetti ha ribadito che «non ci sono margini per ulteriori dilazioni», evidenziando che l’incremento delle entrate tributarie – +19 miliardi nei primi sette mesi del 2024 – non elimina la necessità di una gestione rigorosa. (Fonte: Newsmondo, 6/09/2024)

In sostanza, il governo fa leva su strumenti digitali e soglie più basse per rendere il sistema più selettivo e meno vulnerabile alle frodi.

Cosa resta incognito e da definire

Manca ancora il testo definitivo del disegno di legge di bilancio: alcuni dettagli operativi – come le modalità precise di accesso alle e-fatture, gli ambiti settoriali coinvolti, e le tempistiche – sono in via di definizione. Fonti tecniche segnalano che potrebbero esserci deroghe per settori specifici o per soggetti con crediti di modesta entità.

In attesa del via libera parlamentare, il consiglio per imprese e professionisti è chiaro: anticipare verifiche interne, aiuto da consulenti, e agire con tempestività. Il fisco non aspetta più.

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