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Bitcoin scivola sotto 100 000 $: tensione sui tassi e salti d’acqua

- di: Matteo Borrelli
 
Bitcoin scivola sotto 100 000 $: tensione sui tassi e salti d’acqua
Bitcoin scivola sotto 100 000 $: tensione sui tassi e salti d’acqua

La criptovaluta più famosa affronta un’impennata di nervosismo mentre la Federal Reserve frena sul taglio dei tassi.

È un momento di scossoni per il mercato crypto: il Bitcoin ha perso terreno, scendendo sotto la soglia chiave dei 100 000 $, e porta con sé un’ondata di incertezza che si riversa su tutto il comparto delle criptovalute. Qui analizziamo cosa sta accadendo, perché, e quali sono le implicazioni per investitori e appassionati.

Il calo sotto 100.000 $ e il contesto

Secondo un aggiornamento dell’11 novembre 2025, Bitcoin è sceso del 4,2% attestandosi a circa 97.795,5 $, con un minimo intraday che ha toccato 96.866,1 $: il livello più basso dalla scorsa primavera.

Il calo coincide con un allargarsi della debolezza nei mercati orientati al rischio e con un sentiment improvvisamente più prudente: molti operatori hanno ridotto l’esposizione alle cripto e stanno cercando maggiore stabilità.

Perché questa caduta? Il ruolo della Fed e dei dati mancanti

Una delle ragioni principali è che la Fed potrebbe non procedere con un taglio dei tassi a dicembre, come molti speravano. Le probabilità di un taglio da 25 punti base sono scese sensibilmente rispetto alla settimana precedente.

Ha contribuito anche il lungo shutdown del governo statunitense, durato quasi 43 giorni, che ha bloccato la pubblicazione di dati cruciali come quelli sull’occupazione e sull’inflazione. In assenza di informazioni complete, la banca centrale è più incline alla prudenza.

L’effetto combinato è un indebolimento dell’appetito per gli asset rischiosi, incluse le criptovalute, con investitori meno propensi a esporsi in un contesto di scarsa visibilità macroeconomica.

Domanda istituzionale in raffreddamento

Un ulteriore fattore è la diminuzione della domanda istituzionale. Gli ETF spot sul Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per circa 897 milioni di dollari in un solo giorno, accompagnando una tendenza negativa che dura da settimane.

In sintesi: meno acquisti da parte di grandi operatori, più vendite, e un rallentamento evidente nel ritmo di accumulo da parte dei fondi.

Le altcoin seguono: “tutti giù insieme”

Anche le altcoin hanno accusato il colpo:

  • Ethereum è scesa del 9,3% a 3 161,68 $ ed è in calo di oltre il 7% nella settimana.
  • BNB registra un -5,4% e un calo settimanale intorno al 7%.
  • XRP perde circa l’8%, mentre Solana e Cardano cedono tra l’8,5% e il 9%.
  • Tra i memetoken, Dogecoin e il token “$TRUMP” arretrano oltre il 7%.

Il quadro evidenzia la fragilità di un settore che, quando il clima macroeconomico si complica, tende a muoversi in maniera compatta verso il basso.

Macro effetti e confronti globali

La pressione non riguarda solo le criptovalute. Le borse asiatiche hanno aperto in calo in Giappone, Corea del Sud e Hong Kong, riflettendo il nervosismo per l’atteggiamento più cauto della Fed e per i persistenti segnali inflazionistici.

È un clima di “risk-off” generalizzato: si privilegiano asset considerati più sicuri, mentre si riduce l’esposizione alle componenti più volatili dei portafogli.

Cosa può succedere adesso e quali scenari valutare

Possibili sviluppi futuri:

  • Se la Fed dovesse mantenere i tassi invariati a dicembre, non è escluso che il Bitcoin possa testare livelli sotto i 90 000 $.
  • Un miglioramento dei dati economici statunitensi potrebbe ridare fiato al mercato, ma solo se tornerà anche la domanda istituzionale.
  • La liquidità globale resta un fattore decisivo: tassi alti e politiche monetarie più rigide tendono a penalizzare gli asset speculativi.

Un segnale forte

Il crollo sotto i 100.000 $ rappresenta un segnale forte: l’incertezza macroeconomica, l’assenza di dati ufficiali negli Stati Uniti e i deflussi degli investitori istituzionali stanno creando un mix che pesa sull’intero comparto crypto.

Il mercato attende segnali più chiari. La possibilità di un rimbalzo esiste, ma richiede il ritorno della fiducia. Nel frattempo, resta fondamentale mantenere un approccio prudente. 

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