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Affitti brevi, la stretta fiscale sposta case sul residenziale

- di: Vittorio Massi
 
Affitti brevi, la stretta fiscale sposta case sul residenziale
Affitti brevi, la stretta fiscale sposta case sul lungo
Cedolare al 26% sugli affitti brevi: impatto medio contenuto ma incentivo a tornare al residenziale. Con l’obbligo del CIN e milioni di alloggi non occupati, la partita vera è riportare case sul mercato stabile.

La manovra porta la cedolare per gli affitti brevi dal 21% al 26%. Per un proprietario con 14 mila euro di imponibile l’aggravio medio annuo stimato è di circa 713 euro, cioè meno di 60 euro al mese. Numeri che indicano soprattutto un aggiustamento di bilancio, non una rivoluzione del settore.

Cosa cambia davvero con la cedolare al 26%

L’effetto principale è selettivo: gli immobili “di confine” tra turistico e lungo periodo tenderanno a spostarsi verso la locazione residenziale. Il quadro resta aperto a eventuali ritocchi parlamentari, ma la direzione è chiara: più stabilità, maggiore tracciabilità fiscale.

Perché molti proprietari guardano di nuovo al residenziale

Tra commissioni, pulizie, gestione annunci e adeguamenti, il rendimento netto dei brevi si è assottigliato. In molte città, un contratto tradizionale ben impostato può garantire un introito annuo superiore ai circa 5.700 euro medi della locazione turistica per piccoli tagli. Tradotto: più tasse e più burocrazia rendono meno attraente il mordi-e-fuggi e più interessante l’affitto stabile con garanzie e assicurazioni.

L’obbligo del Cin spinge verso la compliance

È operativo il Codice identificativo nazionale (CIN) per strutture ricettive e locazioni brevi. Va richiesto online, esposto sull’immobile e indicato in ogni annuncio. Sono previste sanzioni per chi non si adegua. L’uniformità nazionale alza l’asticella dei controlli, con benefici in termini di trasparenza e sicurezza.

Il nodo delle case non occupate

In Italia quasi una casa su tre risulta non occupata. Una parte è uso stagionale o in ristrutturazione, ma resta un bacino significativo che potrebbe tornare sul mercato con incentivi mirati: fiscalità premiale su canoni concordati, assicurazioni contro morosità, fondi per il ripristino degli alloggi.

La rotta per i prossimi mesi

Nel breve, l’aumento della cedolare sui brevi non sposta montagne ma orienta le scelte dei proprietari. Nel medio periodo, la vera leva è riattivare patrimonio oggi fermo e semplificare i contratti a canone concordato, così da aumentare l’offerta per famiglie, studenti e lavoratori in mobilità.

“Rimettere sul mercato un pezzo delle case oggi ferme, dando più tutele a chi affitta e soluzioni accessibili a chi cerca casa.”Silvia Spronelli, CEO di SoloAffitti.

“Una tempesta in un bicchiere d’acqua; se ci sono coperture, il Parlamento potrà intervenire.”Federico Freni, Sottosegretario all’Economia.

 

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