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BNPL boom nel 2025: +49,8% e cambia il credito delle famiglie italiane

- di: Alberto Venturi
 
BNPL boom nel 2025: +49,8% e cambia il credito delle famiglie italiane

Nel 2025 il credito alle famiglie resta in equilibrio solo in apparenza. Dietro un dato complessivo quasi piatto, emerge una frattura netta: da una parte la domanda di finanziamenti tradizionali che cresce appena del +1,1% rispetto al 2024, dall’altra l’accelerazione del Buy Now Pay Later (BNPL) che mette a segno un vero salto, +49,8%. È la fotografia scattata dal Barometro CRIF sulla base di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF, che racconta un cambio di abitudini, di strumenti e anche di rischi: la rateizzazione non è più un’opzione marginale, ma un pezzo strutturale del modo in cui gli italiani stanno pagando, acquistando e pianificando il bilancio familiare.

BNPL boom nel 2025: +49,8% e cambia il credito delle famiglie italiane

Il quadro annuale mostra una domanda oscillante: primi mesi attivi, una contrazione tra aprile e giugno, poi una ripresa nella seconda parte dell’anno. Ma il dato davvero rilevante è la divergenza tra prodotti: prestiti personali +10,0%, mentre i prestiti finalizzati tradizionali -7,5%. Una dinamica che segnala una migrazione verso soluzioni più flessibili e digitali, dove il BNPL si propone come alternativa ai prestiti “small ticket”, sotto i 5.000 euro.

Prestiti personali in crescita, finalizzati in calo: il sorpasso del digitale
La domanda complessiva di finanziamenti tradizionali resta stabile, ma cambia la composizione. Il Barometro evidenzia che a sostenere il comparto sono i prestiti personali, in aumento del +10,0%, mentre i finalizzati tradizionali arretrano del -7,5%. È un passaggio che riguarda direttamente la quotidianità: il prestito personale viene scelto per spalmare nel tempo spese più ampie, mentre il finalizzato perde terreno proprio dove la rateizzazione “invisibile” del BNPL sta diventando prassi.
L’evoluzione è anche temporale: la domanda di dilazioni cresce in modo particolarmente marcato da settembre (+64,9%), per poi accelerare ulteriormente a novembre (+125,4%) e dicembre (+132,6%). Numeri che indicano una svolta rapida e, soprattutto, consolidata nell’ultimo trimestre.
La crescita del BNPL attraversa le generazioni. La distribuzione per fasce d’età mostra un fenomeno trasversale: 23,0% nella fascia 25-34 anni, 22,3% tra 35-44 anni e 23,1% tra 45-54 anni. Non è più solo un prodotto “giovane”: è un nuovo modo di comprare, sostenuto da tecnologia e piattaforme digitali, e ormai normalizzato anche nella fascia centrale della popolazione attiva.
Importi medi in salita: 9.831 euro, rate più lunghe e prudenza
Il 2025 registra anche un aumento del valore richiesto: l’importo medio dei finanziamenti sale del 6,7% e raggiunge 9.831 euro. La crescita riguarda in particolare i prestiti finalizzati, con un valore medio di 7.450 euro (+12,4% rispetto al 2024), mentre i prestiti personali restano sostanzialmente stabili a 11.899 euro (+0,1%).
Guardando alla distribuzione per fascia di importo, emerge un dato chiave: il 47,0% delle richieste riguarda importi inferiori ai 5.000 euro, quindi quasi un italiano su due. Seguono le richieste tra 10.000 e 20.000 euro (20,1%) e tra 5.000 e 10.000 euro (18,3%). La domanda resta quindi orientata a cifre contenute, ma la durata si allunga: il 34,2% delle richieste viene dilazionato su un arco temporale superiore ai 5 anni, per alleggerire l’impatto mensile sul bilancio familiare.
Anche qui la spaccatura tra prodotti è netta. I prestiti finalizzati restano più brevi: il 70,5% delle richieste ha durata inferiore ai 3 anni. I prestiti personali, invece, si concentrano sulla lunga durata: 53,3% oltre i cinque anni. Il credito diventa una scelta di respiro più lungo, segno di una prudenza che si traduce in rate “sostenibili” ma anche in impegni più estesi nel tempo.

Intelligenza artificiale e nuove regole: il credito entra in una fase più selettiva
La trasformazione non è solo commerciale: è tecnologica e normativa. Simone Capecchi, Executive Director di CRIF (nella foto), lega l’evoluzione del mercato all’accelerazione digitale e all’impatto dell’intelligenza artificiale: “La diffusione delle nuove tecnologie sta accelerando la trasformazione strutturale del settore, spingendo gli operatori a soluzioni digitali per restare competitivi e incrementare l'efficienza. L’intelligenza artificiale, già al centro di questa evoluzione, permette risposte rapide e servizi personalizzati, ottimizzando i processi interni e favorendo l’onboarding dei clienti finali”.

Sul tavolo, però, entra anche il tema regolatorio. Capecchi evidenzia l’effetto delle nuove regole legate alla direttiva sul credito ai consumatori: “Parallelamente, sul piano normativo, dobbiamo confrontarci con le nuove regole della direttiva sul credito ai consumatori. Il quadro normativo richiederà una maggiore attenzione sul merito creditizio, con possibili effetti sull’accessibilità al credito per le fasce più fragili”.
Il Barometro CRIF fotografa anche la platea principale del credito: nel 2025 il 63,1% dei prestiti è stato erogato a persone tra 25 e 54 anni, con queste quote: 25-34 anni 19,3%, 35-44 anni 20,6%, 45-54 anni 23,2%. Seguono 55-64 anni 17,8%, 65-74 anni 9,6%, 18-24 anni 7,3%, oltre 74 anni 2,2%.

Il segnale è chiaro: il BNPL cresce, il credito tradizionale si ricompone, le durate si allungano e la domanda si sposta verso strumenti più agili. Ma l’aumento delle rateizzazioni e la pressione normativa sul merito creditizio aprono una nuova fase: più digitale, più veloce, più selettiva. E con un rischio implicito: ciò che oggi appare “comodo” e immediato, domani può trasformarsi in fragilità finanziaria diffusa, proprio perché frammentata e meno visibile.

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