• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Banche, Unimpresa: 38 miliardi di rate di prestiti non pagate dalle imprese italiane. Lombardia regione più indebitata

- di: Barbara Bizzarri
 
Banche, Unimpresa: 38 miliardi di rate di prestiti non pagate dalle imprese italiane. Lombardia regione più indebitata
I dati desunti dal report a cura del Centro Studi di Unimpresa sui non performing loan (npl) evidenzia che i prestiti bancari non rimborsati dalle aziende italiane ammontano a quasi 38 miliardi di euro: il record è delle imprese della Lombardia, dove gli arretrati dei finanziamenti valgono, con oltre 9 miliardi, il 24,5% del totale nazionale. A seguire, nella classifica delle “regioni più indebitate”, c’è il Lazio, con 5 miliardi e 500 milioni (15%); poi, sul terzo posto del podio, l’Emilia Romagna con 3,4 miliardi (9,1). La Liguria, con 680 milioni (1,8%), l’Umbria con 569 milioni (1,5%) e la Calabria con 500 milioni (1,3%) sono, invece, il terzetto di coda nel ranking territoriale sui crediti ammalorati delle banche relativi ai prestiti concessi ad aziende e imprese familiari.

Banche, Unimpresa: 38 miliardi di rate di prestiti non pagate dalle imprese italiane. Lombardia regione più indebitata

Secondo l’analisi, nel marzo scorso il totale delle rate non onorate di prestiti bancari alle imprese era pari a 37,5 miliardi: di questi 14,4 miliardi corrispondono a sofferenze (la categoria peggiore, che equivale a perdite per gli istituti), 21,8 miliardi a inadempienze probabili (la fascia intermedia sul piano dei rischi) e 1,2 miliardi sono, invece, rate scadute (la tipologia che ha più probabilità di tornare alla regolarità). «I crediti deteriorati delle imprese vanno tenuti sotto controllo per due ragioni: la prima è che la liquidità concessa a tassi variabili è soggetta ad aumenti delle rate e questo vuol dire, nel tempo, maggiori difficoltà nell’onorare le scadenze relativi ai rimborsi; il secondo motivo riguarda i tassi in crescita sui nuovi prestiti cioè condizioni di accesso al credito sempre più sfavorevoli per le imprese. Si tratta di un mix pericolosissimo per l’economia italiana, un allarme liquidità che mi pare fortemente sottovalutato. L’azione del governo sulle banche, con la tassa sugli extraprofitti, oltre a portare gettito aggiuntivo nelle casse dello Stato, deve servire anche come moral suasion nei confronti dei vertici del sistema bancario affinché cambino atteggiamento e siano più attenti alle esigenze delle imprese» commenta il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora

 

Il report del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati della Banca d’Italia, stima il totale dei prestiti bancari non ripagati regolarmente dalle aziende e dalle imprese familiari italiane pari a 37,5 miliardi di euro: di questi 14,4 miliardi corrispondono a sofferenze (la categoria peggiore, che equivale a perdite per gli Istituti), 21,8 miliardi a inadempienze probabili (la fascia intermedia sul piano dei rischi) e 1,2 miliardi sono, invece, rate scadute (la tipologia che ha più probabilità di tornare alla regolarità).

 

Analizzando più specificatamente la distribuzione regionale dei npl, la Lombardia, per ovvie ragioni legate alla dimensione del “fatturato” e della distribuzione territoriale del pil italiano, è in cima alla classifica delle imprese con più arretrati in banca per 9,1 miliardi di euro pari al 24,5% del totale: 2,9 miliardi sono sofferenze, 5,9 miliardi inadempienze probabili e 220 milioni rate scadute. Seconda posizione, nella classifica sui crediti ammalorati delle banche relativi ai prestiti concessi ad aziende e imprese familiari, per il Lazio con 5,5 miliardi (14,7%): 2,2 miliardi sono sofferenze, 3,1 miliardi inadempienze probabili e 197 milioni rate scadute. Terzo gradino del podio, poi, per l’Emilia Romagna con 1,3 miliardi: 1,3 miliardi sono sofferenze, 2 miliardi inadempienze probabili e 81 milioni rate scadute. A seguire la Toscana con 2,7 miliardi (7,3%): 1,1 miliardi sono sofferenze, 1,5 miliardi inadempienze probabili e 79 milioni rate scadute.

Quinta posizione per il Veneto con 2,6 miliardi (7,1%): 1 miliardo sono sofferenze, 1,4 miliardi inadempienze probabili e 73 milioni rate scadute. Si salta poi al Sud, in Campania dove i crediti ammalorati valgono in tutto 2,2 miliardi (5,9%): 981 milioni sono sofferenze, 1,1 miliardi inadempienze probabili e 126 milioni rate scadute. Si torna al Nord, Piemonte e Valle d’Aosta con 2 miliardi (5,4%) di arretrati totali: 919 milioni sono sofferenze, 1 miliardo inadempienze probabili e 81 milioni rate scadute. Nuovo balzo nel Mezzogiorno con gli 1,8 miliardi di Puglia e Basilicata (4,8%): 743 milioni sono sofferenze, 983 milioni inadempienze probabili e 93 milioni rate scadute. Segue la Sicilia con 1,5 miliardi (4,1%); 693 milioni sono sofferenze, 784 milioni inadempienze probabili e 72 milioni rate scadute. Il ritorno nel settentrione è in Trentino Alto Adige con 1,3 miliardi (3,5%): 253 milioni sono sofferenze, 1 miliardo inadempienze probabili e 20 milioni rate scadute. Le Marche sono la prima regione sotto quota 1 miliardo con un totale di arretrati delle imprese pari a 945 milioni (2,5%): 371 milioni sono sofferenze, 543 milioni inadempienze probabili e 31 milioni rate scadute. Leggero distacco per le imprese della Sardegna con 852 milioni complessivi (2,3%): 471 milioni sono sofferenze, 351 milioni inadempienze probabili e 30 milioni rate scadute. Le aziende di Abruzzo e Molise mettono insieme arretrati per 823 milioni (2,2%): 330 milioni sono sofferenze, 433 milioni inadempienze probabili e 60 milioni rate scadute. In Friuli Venezia Giulia si registrano crediti ammalorati delle imprese per complessivi 749 milioni (2%): 246 milioni sono sofferenze, 459 milioni inadempienze probabili e 44 milioni rate scadute. Liguria, con 680 milioni (1,8%), l’Umbria con 569 milioni (1,5%) e la Calabria con 500 milioni (1,3%) sono, invece, il terzetto di coda nel ranking territoriale sui crediti ammalorati delle banche relativi ai prestiti concessi ad aziende e imprese familiari. Nel dettaglio: in Liguria ci sono 223 milioni di sofferenze, 431 milioni di inadempienze probabili e 26 milioni di rate scadute; in Umbria ci sono 271 milioni di sofferenze, 279 milioni di inadempienze probabili e 19 milioni di rate scadute; in Calabria 237 milioni di sofferenze, 228 milioni di inadempienze probabili e 35 milioni di rate scadute. 
Notizie dello stesso argomento
Trovati 116 record
18/01/2026
Risiko bancario, secondo round: 14 miliardi pronti a muovere l’Italia
Il risiko bancario entra nel secondo round: 14 miliardi di capitale in eccesso spingono le...
18/01/2026
Manifattura umbra: -15% imprese, ma tra società di capitali vale 44%
La Camera di Commercio dell'Umbria: La manifattura umbra perde il 15% di imprese in dieci ...
18/01/2026
Rottamazione quinquies, decadenza dietro l’angolo: scadenze rigide
Rottamazione quinquies 2026: chi può aderire, quali debiti rientrano, tutte le scadenze fi...
18/01/2026
Prezzi 2025: oro e caffè in fuga, crollano olio e smartphone
Nel 2025 i prezzi corrono a due velocità: oro e caffè oltre il 20%, energia in tensione, m...
18/01/2026
Davos 2026, la settimana che può muovere mercati e banche centrali
Davos al centro della scena tra PCE Usa, pil Cina, PMI globali e trimestrali tech: la sett...
18/01/2026
Mutui, la discesa si ferma: a dicembre tasso medio al 3,37%
A dicembre 2025 il tasso medio sui nuovi mutui casa risale al 3,37%. Il fisso resta la sce...
Trovati 116 record
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia