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Nucleare, nasce la prima scuola dell’energia del futuro: ricerca e business insieme

- di: Alberto Venturi
 
Nucleare, nasce la prima scuola dell’energia del futuro: ricerca e business insieme

C’è un punto in cui il dibattito smette di essere ideologico e diventa concreto: quando qualcuno apre una scuola. Perché una Spring School sul nuovo nucleare, in Italia, oggi non è solo un’iniziativa formativa: è un segnale industriale, un messaggio al mercato, una scommessa sul fatto che l’energia del futuro si costruisce con competenze, filiere, tecnologia e capitali. E infatti la notizia è questa: nasce la prima Spring School Brasimone dedicata al nuovo nucleare, pensata per far incontrare ricerca e business.

Nucleare, nasce la prima scuola dell’energia del futuro: ricerca e business insieme

Il progetto è gratuito, rivolto a startup e gruppi di ricerca, e si svolgerà dal 13 al 17 aprile 2026 presso il Centro Ricerche ENEA Brasimone (Bologna), sull’Appennino tosco-emiliano. Le candidature sono aperte fino al 28 febbraio 2026. La promuovono Città metropolitana e Comune di Bologna, ENEA e newcleo, in una formula che non punta a fare vetrina, ma a creare un percorso operativo di open innovation: formazione, assessment, networking e accesso a infrastrutture di ricerca.

Dalla teoria al mercato: il nucleare diventa una questione di filiera
Il nuovo nucleare, piaccia o no, è entrato nel vocabolario della transizione energetica come uno dei temi che dividono l’opinione pubblica ma interessano l’industria. Non perché sia “facile”, ma perché è una tecnologia che richiede competenze avanzate e un ecosistema capace di reggere tempi lunghi. E quando un territorio decide di investirci, lo fa per una ragione semplice: la competizione non si gioca solo sull’energia prodotta, ma su chi controlla le tecnologie, i materiali, i sistemi e i brevetti.

È qui che la Spring School Brasimone si inserisce con un taglio molto chiaro: non è un corso universitario, non è un ciclo di seminari, ma un percorso che combina lezioni frontali, workshop tematici, attività di assessment e momenti di networking sul territorio, con un obiettivo che parla la lingua delle imprese: trasformare la ricerca in soluzioni applicabili, accelerare lo sviluppo, rendere i progetti più maturi e più pronti per essere finanziati e scalati.

L’iniziativa selezionerà sei tra startup e gruppi di ricerca. Le startup devono essere costituite da non più di cinque anni, mentre i gruppi possono avere sede anche all’estero. Un dettaglio che conta, perché in un settore altamente competitivo l’Italia non può permettersi di restare chiusa: deve attrarre know-how e costruire connessioni internazionali, soprattutto se vuole essere protagonista e non solo consumatore di tecnologia.

Materiali, imaging, misure: il cuore tecnologico del “nuovo nucleare”
Dietro la parola “nucleare” c’è un mondo di ingegneria, test, misurazioni, sicurezza, e soprattutto componentistica. Per questo la scuola punta su ambiti molto specifici, che definiscono la sostanza industriale della transizione: materiali avanzati per ambienti ostili, tecniche innovative di imaging e sistemi di misura per piombo liquido.
Non è un elenco tecnico fine a se stesso: significa lavorare sulle tecnologie che permettono di progettare e gestire sistemi complessi, in condizioni difficili, con standard elevati di affidabilità. In pratica, è il tipo di innovazione che interessa sia chi fa ricerca sia chi produce, perché può diventare un vantaggio competitivo lungo tutta la catena del valore.

Accanto ai temi “hard”, la Spring School affronta anche contenuti che servono a far funzionare davvero il trasferimento tecnologico: modelli di collaborazione strutturata tra ricerca pubblica e impresa, ingegneria sperimentale, economia circolare, sostenibilità dei sistemi produttivi, fino allo sviluppo e alla validazione di soluzioni tecnologiche avanzate. È il passaggio che spesso manca: non basta inventare, bisogna dimostrare che la tecnologia regge, che i processi sono sostenibili, che esiste un percorso industriale.

Bologna Innovation Square: la porta d’ingresso per startup e gruppi di ricerca
Le candidature si inviano entro le ore 23.59 del 28 febbraio 2026 tramite il modulo online sul sito di BIS Bologna Innovation Square, la piattaforma metropolitana dell’innovazione che punta a consolidare sinergie e progettualità condivise per rafforzare l’innovazione del sistema economico del territorio.

Il punto, alla fine, è tutto qui: l’energia del futuro non la decide un titolo, né una dichiarazione politica. La decidono le competenze, i laboratori, la capacità di fare sistema tra pubblico e privato. E se il nuovo nucleare diventerà davvero una leva strategica europea, la vera corsa non sarà solo su chi accende prima un impianto, ma su chi costruisce prima un ecosistema di tecnologie e imprese. Questa Spring School, nel suo perimetro, è un segnale: il nucleare non è più solo una parola divisiva, è un mercato che si organizza.

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