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Aerospazio: Airbus, Thales e Leonardo verso una joint venture europea

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Aerospazio: Airbus, Thales e Leonardo verso una joint venture europea

Airbus, Thales e Leonardo sono vicini a siglare un’intesa storica destinata a ridisegnare il panorama industriale europeo dello spazio. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Les Echos, i tre gruppi sarebbero pronti a firmare entro la fine di settembre una lettera di intenti per la creazione di una società comune. L’operazione prevede la concentrazione di tutte le attività spaziali, con la sola eccezione dei lanciatori, in una nuova entità paneuropea.

Aerospazio: Airbus, Thales e Leonardo verso una joint venture europea

Si tratterebbe di una svolta epocale, frutto della crescente consapevolezza che l’Europa, divisa in più poli industriali, rischia di rimanere ai margini della competizione globale, dominata da colossi statunitensi come SpaceX e Blue Origin e dalle conglomerate cinesi legate a Pechino.

La logica industriale
La nuova società avrebbe il compito di integrare capacità tecnologiche oggi frammentate. Airbus Defence and Space, Thales Alenia Space (in cui già oggi Leonardo e Thales sono partner al 33% e 67%) e Telespazio apporterebbero asset in campi strategici come satelliti di osservazione, telecomunicazioni, navigazione, sistemi di difesa e gestione dei dati spaziali.

Il valore stimato delle attività da conferire potrebbe superare i 10 miliardi di euro, secondo fonti di mercato, con un fatturato aggregato potenziale attorno agli 8-9 miliardi annui. Numeri che porrebbero il nuovo soggetto al livello dei principali competitor internazionali, con la capacità di attrarre investimenti privati e fondi comunitari.

Il nodo della valorizzazione
Proprio la valorizzazione degli asset rappresenta oggi il principale terreno di confronto. Airbus intende far valere la propria leadership in termini di fatturato e portafoglio ordini, che supera i 60 miliardi di euro complessivi nel 2024, di cui circa il 20% legati allo spazio. Thales, con ricavi superiori ai 18 miliardi, rivendica il suo ruolo di campione della difesa elettronica e delle tecnologie satellitari. Leonardo, che nel 2024 ha registrato ricavi per 15,3 miliardi e un utile netto di 756 milioni, punta a garantire una rappresentanza proporzionata, forte del know-how sviluppato con Telespazio e della leadership italiana in diversi programmi europei.

Le trattative, spiegano le fonti, non dovrebbero rallentare la firma della lettera di intenti, attesa entro poche settimane, ma proseguiranno nei mesi successivi per definire governance, quote e modalità di integrazione.

Effetti attesi e concorrenza globale
La nascita di un campione europeo dello spazio avrebbe conseguenze significative sul piano industriale e politico. L’attuale frammentazione rallenta lo sviluppo di progetti su larga scala e riduce la capacità competitiva dell’Europa. Una joint venture unica consentirebbe di presentarsi con più forza nelle gare internazionali, di rispondere in modo coordinato alle sfide del New Space e di aumentare il peso negoziale di fronte a Washington e Pechino.

La competizione con SpaceX è il riferimento costante: nel 2023 l’azienda di Elon Musk ha raggiunto oltre 90 lanci, con ricavi stimati superiori ai 9 miliardi di dollari, e un portafoglio clienti globale che va dalle agenzie governative alle telecom private. Per contrastare questa posizione dominante, l’Europa non può più permettersi dispersioni.

Implicazioni per l’Italia
Per Roma l’operazione è particolarmente sensibile. Leonardo è già azionista in Thales Alenia Space e Telespazio, pilastri della presenza italiana nel settore. L’integrazione in una nuova società europea potrebbe rafforzare il peso del Paese, ma anche ridimensionarlo se la governance dovesse risultare sbilanciata verso Parigi o Berlino.

Il governo italiano segue con attenzione le trattative, consapevole che dallo spazio passa non solo una quota rilevante di industria ad alta tecnologia, ma anche una leva strategica per la difesa e la politica estera.

Una finestra politica
La cornice politica europea è favorevole. Bruxelles da tempo spinge per la creazione di “campioni continentali” in settori strategici, dall’aerospazio alla difesa, capaci di ridurre la dipendenza da fornitori extra-Ue. Il progetto Airbus-Thales-Leonardo risponde a questa logica: costruire un player in grado di garantire autonomia tecnologica, difendere le filiere industriali e supportare le missioni spaziali europee, dal programma Copernicus alle future costellazioni per la connettività sicura.

Prospettive a breve termine

Se la lettera di intenti sarà effettivamente firmata entro fine settembre, inizierà una fase di negoziazione che potrebbe durare mesi. Dovranno essere definiti governance, assetti azionari, sedi operative e integrazione delle attività esistenti. Ma la direzione è segnata: Airbus, Thales e Leonardo si muovono verso la costruzione di un gigante europeo dello spazio, chiamato a rivaleggiare con gli attori globali e a difendere il primato tecnologico del continente.

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