Dalla Milano di Maria Mulas al legno di Ercolano, gli appuntamenti del weekend

- di: Samantha De Martin
 
C’è la Milano di Maria Mulas, con artisti, galleristi, critici, designer, architetti, scrittori, immortalati nel trentennio che chiude il Novecento dall’obiettivo della fotografa che ha saputo cogliere, più di ogni altra, l’anima di una città dinamica. E c’è l’energia di Endless, lo street artist che interpreta gli oggetti di uso quotidiano, nati dalla collaborazione con alcune realtà produttive del trevigiano, come autentiche opere d’arte. Nella capitale, in casa Alda Fendi, un insolito carnevale fuori stagione guida il pubblico di Palazzo Rhinoceros attraverso un viaggio multimediale, nella seduzione e tra gli incanti di Venezia, in equilibrio tra pittura antica e innovazione tecnologica. Dalla performance alla pittura ecco qualche idea per un weekend a tu per tu con la bellezza.

La Milano di Maria Mulas in mostra a Palazzo Reale

Fino all’8 gennaio Palazzo Reale ospita la mostra Maria Mulas. Milano, ritratti di fine ’900, un viaggio in cento scatti, a cura di Andrea Tomasetig, che vede protagonista una Milano che va affermandosi come la capitale del design, della moda, dell’editoria. Arrivata poco più che ventenne dalla natia Manerba del Garda sulla scia del fratello Ugo, Maria Mulas restituisce attraverso l’obiettivo il fermento di incontri, feste, presentazioni letterarie e inaugurazioni di mostre. Luogo d’osservazione privilegiato è sempre la città che, simile a una calamita, accoglie e integra le varie provenienze regionali e straniere, assurgendo a straordinario laboratorio di modernità. Dal percorso espositivo suddiviso in sei sezioni - Architettura e Design, Arte, Letteratura e Editoria, Moda, Arti dello Spettacolo, Milano cosmopolita e Maria nel mondo - emerge una Milano cosmopolita, al centro di una stagione colta nel suo apice e nei suoi protagonisti e della quale Maria Mulas è stata la memoria visiva. Promossa dal Comune di Milano-Cultura, la mostra è prodotta e organizzata da Palazzo Reale e dall’Archivio Maria Mulas.

L’incanto di Venezia rivive nel cuore della capitale 

Un viaggio nell’incanto di Venezia prende vita nella Rhinoceros gallery di Palazzo Rhinoceros, a Roma, dove Raffaele Curi propone un’esperienza visionaria sin dall’esterno del palazzo dove, grazie a una grande proiezione, il pubblico fa il suo ingresso immergendosi in un mare che non bagna. È la nuova proposta della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti che accoglierà i visitatori dal 15 dicembre al 30 aprile con Vogia de car-noval, l’esperimento espositivo realizzato grazie ai contenuti forniti dalla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, all’interno del polo culturale ideato da Alda Fendi e progettato da Jean Nouvel. In questo sogno a occhi aperti sulla città lagunare, un percorso ricco di suggestioni evoca il ruolo di crocevia di culture che la Serenissima ha ricoperto nella storia e nell’immaginario collettivo. Nella fantasticheria di un carnevale permanente che abita un tempo eccezionale tutto è possibile, come immergersi nel mare rimanendo perfettamente asciutti. I fasti della Venezia del passato trovano espressione nell’omaggio a Carlo Goldoni, che riecheggia di echi felliniani. Ma il cuore dell’esperimento è la citazione della grande tradizione pittorica veneta con le opere della Fondazione Querini Stampalia. Rhinoceros gallery porta infatti per la prima volta a Roma un DAW®, un Digital Artwork realizzato da Cinello su suo brevetto, una tecnologia innovativa che riproduce un dipinto antico dando vita a una nuova opera digitale originale. Special guest sarà la Presentazione al Tempio dipinta nel 1460 da Giovanni Bellini e custodita dalla fondazione veneziana. 

La street art di Endless incontra Treviso

Dal 16 dicembre al 26 febbraio l’artista britannico Endless, alla sua prima personale in un museo italiano, esporrà a Casa Robegan, straordinario esempio di architettura rinascimentale nel cuore della città. Come un moderno esploratore, il celebre street artist ha camminato per le antiche vie di Treviso con la sua macchina fotografica catturando la storia, il presente e gli elementi dell’habitat umano. A Casa Robegan saranno esposte dieci le tele dedicate a “Lizzy Vuitton”, l’opera più popolare dell’artista che ha ritratto la Regina Elisabetta come “l’ultima icona di moda”. Endless inserisce in questi dipinti elementi tratti dal paesaggio urbano di Treviso che ripropone anche nelle opere della serie Chapel. Per l’appuntamento trevigiano l’artista ha deciso di realizzare un’opera d’arte in tessuto che rappresenta la tela Crotch Grab, remake della pubblicità di Calvin Klein degli anni ’90 e prima opera di street art a fare il suo ingresso, nel 2021, nella Galleria degli Uffizi di Firenze.  Oltre alle tele si potranno ammirare anche oggetti di uso quotidiano interpretati dall’artista come vere e proprie opere d’arte, un omaggio alla maestria artigianale del territorio. 

Alla Reggia di Portici il legno che non bruciò a Ercolano

All’indomani dalla distruzione provocata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., la coltre piroclastica di circa 20 metri di spessore aveva inglobato anche materiali, utensili, elementi architettonici, arredi in legno che si sono carbonizzati ma non bruciati del tutto. Il certosino ed appassionato lavoro portato avanti da operai, restauratori, architetti e archeologi, che si sono succeduti nella gestione del Parco Archeologico di Ercolano, ha riportato in vita diversi oggetti destinati all’oblio. Così grazie al loro contributo, Ercolano vanta oggi un patrimonio di oggetti in legno unico, tra porte, finestre, tramezzi, ma anche arredi come armadi, casse, tabernacoli, letti e tavolini in legno, frutto di un lavoro artigianale realizzato con grande perizia.  Molti di questi arricchiscono la mostra Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano, curata dal direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, e dall’archeologa Stefania Siano, visitabile dal 14 dicembre al 13 ottobre nella settecentesca Reggia di Portici. L’esposizione, prodotta dal Parco Archeologico di Ercolano con l’affiancamento del Packard Humanities Institute, consentirà al visitatore non solo di apprezzare il vero e proprio miracolo rappresentato dalla conservazione del legno sfuggito alla catastrofe che investì l’area del Vesuvio, ma anche di immergersi nella vita degli antichi e di capire, attraverso oltre 120 oggetti in arrivo da Ercolano, quanto il legno, fosse vitale per ogni attività oltre a essere un materiale prezioso.

Nella foto: Panca con gambe anteriori intagliate, Decumano Massimo | Foto: © Luigi Spina
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