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Wall Street chiude su nuovi massimi: S&P 500 record, dollaro debole

- di: Matteo Borrelli
 
Wall Street chiude su nuovi massimi: S&P 500 record, dollaro debole
Wall Street chiude su nuovi massimi: S&P 500 record, dollaro debole e oro oltre 4.500

Gli indici USA archiviano la seduta con un altro passo avanti verso fine anno: l’azionario regge nonostante rendimenti in salita dopo dati macro solidi, mentre sul mercato valutario il biglietto verde arretra e sulle materie prime spicca l’ennesimo record dell’oro.

Azionario USA: record e tecnologia in testa

La seduta si chiude con i tre principali listini in rialzo. Il Dow Jones avanza a 48.442,41 (+0,16%), lo S&P 500 segna un nuovo massimo a 6.909,79 (+0,46%) e il Nasdaq sale a 23.561,84 (+0,57%).

Il mercato ha digerito un dato di crescita statunitense più forte delle attese, che ha sostenuto i rendimenti e favorito i titoli “growth”: il comparto tecnologico resta tra i principali motori di seduta, con gli acquisti concentrati sui nomi legati all’AI. Volumi più sottili in vista delle festività, con la settimana di contrattazioni accorciata.

Valute: euro in recupero, dollaro in retromarcia

Sul forex il messaggio è netto: dollaro sotto pressione. L’euro/dollaro risale in area 1,1779 (+0,2%), mentre il biglietto verde arretra anche contro yen, con USD/JPY a 156,26 (circa -0,5%).

Il mercato continua a prezzare un profilo di tassi USA meno restrittivo nel 2026: la combinazione di attese su futuri tagli Fed e segnali contrastanti sulla fiducia dei consumatori mantiene il dollaro vulnerabile.

Materie prime: oro oltre 4.500, petrolio in rialzo

Il metallo giallo resta protagonista: i future sull’oro chiudono in progresso e si consolidano oltre quota 4.500 dollari l’oncia, spinti da domanda “bene rifugio” e aspettative sui tassi.

Anche il greggio termina in positivo: il Brent regola a 62,38 dollari al barile (+0,5%) e il WTI chiude a 58,38 (+0,64%). Il mercato bilancia la lettura di una domanda sostenuta dai dati macro USA con i rischi geopolitici e di offerta.

Cosa guardano i mercati

  • Liquidità e volatilità: scambi ridotti e movimenti più bruschi possibili nelle sedute di fine anno.
  • Fed e dati macro: ogni sorpresa su crescita, inflazione e consumi può spostare aspettative sui tassi.
  • Geopolitica sull’energia: Venezuela e Russia restano fattori di rischio per l’offerta di petrolio.   
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