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Vaccini Covid: la Francia va a rilento, riunione d'emergenza all'Eliseo

- di: Daniele Minuti
 
La Francia è nella bufera per la gestione dei vaccini anti-Coronavirus: i numeri delle dosi somministrate fino a lunedì 4 gennaio si fermavano solamente a 516, cifra che pone i transalpini all'ultimo posto per quanto riguarda la campagna di immunizzazione fra i paesi dell'Europa (la Germania, nello stesso giorno, ha raggiunto quota 240.000.

Una lentezza che non è stata tollerata dal presidente Emmanuel Macron che ha chiesto un'immediata inversione di tendenza e ha convocato una riunione urgente all'Eliseo (secondo Le Figaro fissata per le 17 di oggi), mentre Olivier Véran, ministro della Salute, aveva già riunito i funzionari regionali dell'Azienda Sanitaria francese in modo da organizzare una velocizzazione della campagna.

Il ministro ha commentato le polemiche spiegando che la campagna si intensificherà a partire da mercoledì 6 gennaio e il numero di centri per le vaccinazioni sarà quadruplicato in settimana: "Saranno almeno un centinaio gli ospedali che proporranno i vaccini per il personale sanitario entro la fine della settimana, raggiungeremo le 1.000 somministrazioni al giorno. Questo vaccino è una possibilità per il nostro paese e per il resto del mondo, entro il 6 gennaio supereremo il milione di dosi consegnate".

I buoni propositi di Véran però non bloccano le polemiche su quello che Martin Blachier, epidemiologo transalpino, ha definito "il peggior fiasco mai avuto nel campo medico in Francia. Un disastro dal punto di vista logistico e comunicativo", con Macron molto critico al punto da definire il ritmo delle somministrazioni "al livello di una passeggiata in famiglia, è un comportamento non all'altezza del momento né del popolo francese".

Dominique Le Guludec, presidentessa dell'Alta Autorità per la salute, ha ripetuto più volte che questa campagna non può essere giudicata dal (seppur basso) ritmo iniziale visto che "C'è bisogno prima di somministrare le dosi ad anziani e persone con problemi di salute: se vacciniamo tanto ma senza scegliere i profili giusti, potrebbe avere un costo maggiore ridurre decessi e ricoveri. Dobbiamo farlo rapidamente ma per chi ne ha più bisogno".

Eppure a pesare sono soprattutto i tentennamenti del Governo oltre che una diffusa mancanza di convinzione per il popolo francese nei confronti del vaccino, con un sondaggio condotto da Ipsos Global Advisor in cui è emerso che solamente il 40% degli intervistati era favorevole a sottoporsi alla somministrazione. Un mix di fattori che sta frenando la campagna vaccinale, programma che invece dovrebbe essere prioritario per tutti i paesi del mondo.
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